Alla vigilia della tradizionale kermesse leghista di Pontida, l’ex ministro Matteo Salvini rilancia la sfida al governo “giallorosso” e nel frattempo dal raduno dei giovani della Lega partono insulti al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. In particolare gli insulti sono arrivati dal deputato Vito Comencini, che intervenendo all'assemblea della Lega Giovani, in una tensostruttura vicino al pratone di Pontida, ha detto la sua: “Posso dirlo? Questo Presidente della Repubblica mi fa schifo! Mi fa schifo chi non tiene in conto del 34 percento dei cittadini”, ha affermato il deputato leghista aggiungendo: “Certo anche Pertini baciò la bara di Tito, quello che ha fatto le foibe".

Salvini alle Ong: "Godetevi questi porti aperti" – Matteo Salvini, intanto, alla vigilia di Pontida ha parlato, tra le altre cose, di legge elettorale e attaccato nuovamente le Ong. “Ora che i porti sono aperti, care Ong, godeteveli questi porti, perché noi al governo ci torniamo e torneremo a difendere i confini come si fa in un paese normale”, le parole dell’ex ministro ai giovani leghisti a Pontida. Accompagnato dal coro dei giovani “Chi non salta comunista è”, Salvini ha detto che Renzi, Zingaretti, Franceschini e Boschi non possono usare la parola comunista “perché i comunisti di un volta erano persone serie, Berlinguer si rivolterebbe nella tomba, questi non sono comunisti, sono poltronari”.

Salvini rilancia il maggioritario – Parlando della legge elettorale, all'assemblea degli amministratori locali del Carroccio Salvini ha detto che all’Italia serve un sistema completamente maggioritario . La proposta del leghista è di fare un referendum abrogativo proposto da cinque regioni entro la fine di settembre. “Se cinque regioni, a maggioranza assoluta, chiedono un referendum, questo verrebbe poi sottoposto a 60 milioni di italiani”. In Italia, ha ribadito, serve "una legge elettorale all’inglese, dove vengono eletti in collegi quelli che vanno in Parlamento ed eleggono il governo". "Facciamo l’esatto contrario di quello che stanno preparando a Roma: una legge maggioritaria come per i sindaci, chi ha un voto in più governa", ha spiegato ancora Salvini.