Salvatore Caiata e Luigi Di Maio, foto da Facebook
in foto: Salvatore Caiata e Luigi Di Maio, foto da Facebook

A pochi giorni dalle elezioni politiche del prossimo 4 marzo, nuova tegola per il capo politico del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio. Secondo quanto scrive Fiorenza Sarzanini del Corriere della Sera, Salvatore Caiata, presidente del Potenza Calcio e candidato per il Movimento 5 Stelle in Basilicata, è indagato per riciclaggio a Siena. Il nome di Caiata, con tanto di pubblico ringraziamento, venne comunicato proprio da Luigi Di Maio lo scorso 29 gennaio, nell'ambito della presentazione delle candidature: "Sono contento che Salvatore, da imprenditore ed esterno a logiche politiche, abbia accettato di mettere la sua esperienza e le sue competenze manageriali a disposizione del nostro progetto per il Paese e per la Basilicata in particolare. L’Italia ha bisogno di persone capaci, che hanno dimostrato di saper fare tanto e bene per il proprio territorio", dichiarò Di Maio, presentandolo, "Scendo di nuovo in campo per il mio territorio accettando con entusiasmo l’invito di Di Maio e del M5S a rafforzare l’impegno per la mia terra. Proverò ad essere il portavoce dei tanti lucani delusi dall’immobilismo di questi anni", replicò Caiata, motivando le ragioni della sua candidatura.

Caiata, è "coinvolto in un’inchiesta sul reimpiego di fondi con Cataldo Staffieri, il responsabile de La Cascina per Toscana e Umbria con il quale ha concluso diversi affari legati proprio al passaggio di proprietà di bar e ristoranti, primo fra tutti il famosissimo Il Campo, ceduto la scorsa estate. Le verifiche affidate alla Guardia di Finanza riguardano il reimpiego di capitali attraverso alcune aziende e conti correnti anche esteri. Controlli condotti nel massimo riserbo che si concentrano sul passaggio di proprietà di quote societarie", scrive Sarzanini.

Il quarantaseienne non è solo presidente del Potenza Calcio, ma è anche un imprenditore nel settore della ristorazione ed è molto famoso a Siena proprio per i suoi investimenti in locali molto frequentati sul territorio, "tanto da essere stato soprannominato ‘il proprietario di piazza del Campo'". "La sua collaborazione con Staffieri va avanti da lungo tempo tanto che altri luoghi rinomati come Conca d’Oro, Nannini Toselli e Nannini Massetana erano gestiti da La Cascina proprio con la sua consulenza. Ma la scorsa estate, agli inizi di luglio, convoca una conferenza stampa e annuncia che lascerà la città: ‘Non voglio più lavorare qui'. Di più non dice, si limita a spiegare che vuole tornare nella sua città d’origine. Basta poco per scoprire che Il Campo è ormai di proprietà de La Cascina e questo conferma la volontà di non vivere più in Toscana. Pochi giorni dopo Caiata si presenta come nuovo patron del Potenza Calcio", prosegue il Corriere della Sera.

Al centro dell'indagine ci sarebbero alcuni trasferimenti di immobili e capitali e le verifiche si sono allargate anche ad un altro imprenditore della zona, Igor Bidillo, "kazako inserito nel cda della multinazionale Usa Atek che si occupa di tecnologie informatiche e meccaniche, specializzato tra l’altro nell’affitto di aziende. Titolare della Sielna, un anno fa Bidilo ha partecipato alla gara per aggiudicarsi il monastero Sant’Orsola di Firenze dove voleva aprire una scuola internazionale e una Spa con impianto termale. Nella sua azienda ha come socio il rumeno Maxim Constantin Catalin. Le indiscrezioni assicurano che il coinvolgimento di questi personaggi nell’indagine porti ad alcuni investimenti all’estero e non è escluso che su questo siano giunte anche segnalazioni per operazioni sospette".

La reazione del M5S

"Abbiamo appreso questa mattina dai giornali di un’inchiesta in cui sarebbe coinvolto il nostro candidato Salvatore Caiata, presidente del Potenza Calcio e lucano dell’anno – si legge in un post su Facebook pubblicato sulla pagina del Movimento – In queste ore stiamo verificando qual è la situazione e stiamo leggendo i documenti, per capire effettivamente di cosa si tratta e fare poi le nostre valutazioni politiche. Una cosa è certa: se accuse tanto gravi fossero confermate, non faremo sconti a nessuno. Al momento della sua candidatura, naturalmente, Caiata ci ha fornito tutti i documenti che attestano che la sua fedina penale è pulita", scrive il Movimento 5 Stelle in una nota stampa poche ore dopo la diffusione della notizia relativa a Caiata.

La replica di Caiata

Con un post su Facebook, Salvatore Caiata ha commentato la notizia relativa alle indagini per riciclaggio in cui sarebbe coinvolto: "Per me stamattina non è stato un buon risveglio, perché mi sono trovato coinvolto in questo ciclone mediatico che mi lascia sbalordito, triste, dispiaciuto, furibondo, con chi senza pietà e senza sapere distrugge la vita di una persona che si è sempre comportata per bene. Sono totalmente convinto della mia buona volontà, della mia buona fede e della mia innocenza ma non voglio che il MoVimento 5 Stelle abbia alcun danno da questa vicenda perché nulla c'entra. Per questo metto totalmente a disposizione tutta la documentazione che possa servire per chiarire questo attacco che mi viene rivolto e mi autosospendo dal Movimento. Sono una persona perbene e mio figlio può essere orgoglioso di suo padre perché ha sempre fatto tutto in modo onesto. La vicenda tirata fuori dai giornali è una storia vecchia del 2016 e già conosciuta, rispetto alla quale a suo tempo ho messo a disposizione tutta la documentazione necessaria per chiarire la mia posizione e che ad oggi ritenevo fosse stata archiviata, motivo per cui non ne ho fatto cenno con il Movimento 5 Stelle".

"Ho molta fiducia in quello che la magistratura vorrà dire, anzi spero e invito la Procura a dire come, da questa indagine, non sia emerso assolutamente niente sul mio conto. Condanno fortemente e violentemente i giornalisti che senza pietà e, per loro interesse, stanno massacrando una persona perbene. È sicuramente sorprendente la tempestività con cui una notizia vecchia di due anni venga riportata oggi, da tutti i media nazionali, a meno di dieci giorni dal voto. A tal proposito devo specificare anche che la notizia relativa alla vendita del ristorante il Campo alla cooperativa La Cascina è falsa, perché ancora oggi quel ristorante è di mia proprietà. L’affetto e le dichiarazioni di stima che ho ricevuto da migliaia di persone mi danno la forza per essere più determinato di sempre a voler contribuire al cambiamento di questo Paese".

La reazione di Di Maio

"Abbiamo conosciuto Salvatore Caiata come presidente del Potenza calcio e ‘lucano dell’anno’. Per questo è stato candidato con il Movimento 5 Stelle. Al momento della sua candidatura ci ha fornito tutta la documentazione che attestava che la sua fedina penale era pulita e nulla è risultato né dal certificato penale né da quello sui carichi pendenti. Oggi apprendiamo per la prima volta che su di lui c’è un’indagine che risale al 2016, di cui Caiata non ci ha informati. Se lo avesse fatto gli avremmo chiesto, come da nostro Regolamento, di fornirci per la candidatura il certificato rilasciato ai sensi dell'art. 335 del c.p.p. e i documenti relativi ai fatti contestati. Al di là delle sue eventuali responsabilità penali che sarà la magistratura ad accertare, per le nostre regole omettere un’informazione del genere giustifica l’esclusione dal MoVimento 5 Stelle", scrive Di Maio su Facebook in relazione all'indagine a carico di Caiata.