Il commissario europeo al mercato interno Thierry Breton, intervenuto alla trasmissione ‘Che tempo che fa', ha annunciato che nei prossimi tre mesi in Italia arriverà una cospicua fornitura di vaccini: "L'Italia riceverà nei prossimi tre mesi dalla Ue 54 milioni di vaccini dei quattro finora approvati, cioè tre volte di più di quelli ricevuti finora". È prevista quindi un'accelerazione: non arriveranno solo dosi del siero Pzifer, ma di tutti quelli previsti dal piano vaccinale. "Arriveranno 250 milioni di dosi per l'Europa, quindi 6 milioni e mezzo in più per l'Italia che non erano previste e che verranno consegnate in aprile, maggio e giugno", ha spiegato. "Ciò – ha aggiunto Breton – permetterà di arrivare a vaccinare il 70 per cento degli adulti entro luglio". 

"È importante che tutti si vaccinino. Solo dopo potremo liberarci dal virus. Ne ho parlato con il presidente Draghi, ci conosciamo da molto tempo e ci capiamo molto bene". Breton ha riferito che l'Ue ha ricevuto "106 proposte di vaccini" e ne sono stati "scelti 6": di questi, 4 sono quelli approvati dall'Ema. "Speriamo di avere Sanofi nei prossimi tre mesi". "Abbiamo sottoscritto con gli inglesi un contratto molto importanti con AstraZeneca: avrebbero dovuto consegnare 100 milioni di dosi nel primo trimestre e poi 180 milioni nei successivi. Se avessero rispettato l'impegno contrattuale sarebbero andate bene le cose. Ma ci hanno dato solo il 30% delle dosi previste nell'accordo e quando ci sarà la scadenza contrattuale, non so se rinnoveremo". 

In merito alla decisione dell'Ema sul vaccino Johnson&Johnson, che è stato sospeso in via precauzionale dagli Stati Uniti e la cui distribuzione in Europa subirà ritardi, Breton ha detto: "Non so nulla più di quanto sapete voi, ma abbiamo fiducia". 

"In Europa – ha aggiunto il commissario – abbiamo la migliore agenzia del farmaco a livello mondiale, in base a quanto è emerso da uno studio recente, e dunque abbiamo fiducia. Spero che ci saranno 55 milioni di dosi da poter utilizzare in Europa". Per Breton il vaccino J&J "è molto interessante, perché è monodose e dunque molto più facile da somministrare" e la speranza è che le dosi acquistate dall'Ue possano arrivare ed essere inoculate in sicurezza. Il fatto che non sia previsto un richiamo rende più semplice la gestione della campagna vaccinale, anche perché il siero Johnson&Johnson può essere conservato a temperature più elevate rispetto agli altri vaccini.