Fausto Leali
in foto: Fausto Leali al GfVip

Fausto Leali, l'autore indiscusso di canzoni dimenticabili, ci ha tenuto a far sapere in diretta dalla cattedra del Grande Fratello Vip, da che parte guarda il mondo. Così ha spiegato che "nero è il colore" e "neg*ro è la razza".
E poi si è posizionato dalla parte di quelli che assolvono Mussolini, almeno in parte, per il quale ha avuto parole di comprensione: "ha fatto anche cose buone per l'umanità", citando poi le pensioni.

Le pensioni in realtà non le ha introdotto Mussolini: il primo sistema pensionistico è del 1895, cioè ventisette anni prima della prese del potere da parte del Duce, con il Governo Crispi. E tutti gli italiani ebbero la pensione dal 1919, cioè tre anni prima della Marcia su Roma.

La questione però è più complessa: una balla raccontata di fronte a qualche milione di persone, produce un significativo numero di persone che ci crede, soprattutto se il livello di consapevolezza del pubblico medio che guarda il Grande Fratello Vip non è quello dello storico; e su questo credo che non ci siano dubbi.

Ci sono dei precedenti: Salvo Veneziano, a proposito di Elisa De Panicis, disse: "Ma quella si merita due schiaffi che le devi spezzare la colonna vertebrale proprio. Da staccarle la testa e la lasci con la pelle sul letto. Solo la pelle le lasci, perché le ossa me le sono bevute. Quella è da scannare, quella li è proprio da maciullarla dai".

Poi è stata la volta di Clemente Russo con le frasi sessiste su Simona Ventura, oppure Marco Predolin sui gay.

La questione delle frasi offensive, misogine, violente o sessiste all'interno del Grande Fratello Vip non è una questione di "frasi". E' il contenitore stesso che è concepito per sottolineare – salvo poi fingere lo scandalo e l'abiura – questo tipo di comportamenti. Dalla scelta dei concorrenti alla mediaticità dei casi, tutto è in funzione dello scandalo, al qual può essere piegata la Storia e la convivenza civile.

Io credo che al di là dell'ovvia condanna delle frasi, che anche i loro autori poco dopo finiscono quasi sempre per condannare, chiedendo "perdono" di fronte alle stesse telecamere che avevano ripreso l'indicibile, sia proprio il sistema che permette loro di andare in prima serata, che sia da modificare. In altre parole: il contenuto fa schifo, ma è il contenitore che lo incentiva

In altre parole ancora: no, Mussolini non ha fatto anche cose buone.