Le possibilità di approvare lo Ius Soli entro la fine della legislatura sembrano essere seppellite. Almeno stando alle parole di Andrea Marcucci, senatore del Pd, che intervistato da Fanpage.it definisce la legge sulla cittadinanza “uno dei primi temi che affronteremo nella prossima legislatura”. Il senatore dem spera ancora in “volontà diverse in Ap” per poter calendarizzare il provvedimento entro la fine della legislatura, ma avvisa anche: “Lo ius culturae oggi non ha i voti, discuterlo ed andare incontro alla sua bocciatura equivarrebbe a cancellare il tema per almeno dieci anni”. E accusa il Movimento Cinque Stelle per il fallimento della legge, pur dicendosi pronto – nel caso in cui ci siano i numeri – a lavorare anche durante le vacanze di Natale per arrivare all'approvazione della legge.

Senatore Marcucci, la conferenza dei capigruppo del Senato oggi ha deciso di procedere subito con l'esame del biotestamento: quando verrà approvato e come giudica questa decisione?

“È una decisione storica per una riforma di civiltà aspettata da tempo. Io ero già senatore quando morì Eluana Englaro e ricordò bene le urla del collega Gaetano Quagliariello, quel suo vergognoso ‘è stata uccisa'. Pensi alle unioni civili, al divorzio breve, alla legge sul dopo di noi, ed ora al biotestamento. È stata davvero una legislatura straordinaria per i diritti civili, grazie a Matteo Renzi ed al gruppo parlamentare democratico”.

Slitta invece lo Ius Soli, messo in coda ai lavori: è un segnale di resa sulla legge per la cittadinanza?

“Spero ancora  che maturino volontà diverse in Ap e in altri gruppi oggi contrari. In primo luogo, però, voglio ricordare che le difficoltà ad approvare lo Ius Culturae sono determinate dall'opposizione del M5s ad un provvedimento che io considero giusto ed importante”.

Ci sono ancora margini per approvare lo Ius Soli?

“Dipende dai gruppi parlamentari, la possibilità c'è se i partiti comprendono che la riforma della cittadinanza riguarda bambine e bambini che già vivono in Italia, ci sono nati e sono magari i compagni di scuola dei nostri figli”.

Per quale motivo non si è deciso di discutere subito questo provvedimento? Mancanza dei numeri o mancanza di volontà politica?

“La mancanza di numeri in Parlamento è un fattore determinante. E comunque la sua calendarizzazione, per il Pd, è un impegno. Il tema sarà uno dei primi che affronteremo nella prossima legislatura”.

Era necessario anteporre la riforma del regolamento del Senato a un provvedimento più complicato e dibattuto come lo Ius Soli?

“Lo ius culturae oggi non ha i voti, discuterlo ed andare incontro alla sua bocciatura equivarrebbe a cancellare il tema per almeno dieci anni”.

Il Senato è disposto a lavorare anche durante le vacanze natalizie pur di approvare lo Ius Soli? C'è possibilità che questo avvenga realmente?

“Rispondo per me. Se ci saranno i numeri, sì”.