Il governo va sotto alla Camera. Complici le tante assenze, in un voto a scrutinio segreto la maggioranza è stata battuta dalle opposizioni su un emendamento alla proposta di legge sulla modifica dell’articolo 315 del codice di procedura penale, in materia di trasmissione della sentenza che accoglie la domanda di riparazione per ingiusta detenzione ai fini della valutazione disciplinare dei magistrati. Subito dopo il voto il Movimento 5 Stelle ha chiesto una sospensione dei lavori di un’ora: accordata con pochissimi voti di scarto. Per quanto riguarda l’emendamento, a fare la differenza sono stati due soli voti: 242 i sì contro i 240 no. L’emendamento è stato votato a scrutinio segreto su richiesta di Forza Italia: il relatore Pierantonio Zanettin aveva dato parere contrario, così come il governo.

Il testo dell’emendamento votato alla Camera è il seguente: “Ai fini dell'accertamento della sussistenza della condizione ostativa del dolo o della colpa grave, non può assumere rilievo il fatto che l'indagato si sia avvalso della facoltà di non rispondere in sede di interrogatorio”. La proposta di modifica del testo era stata presentata da Forza Italia, con Enrico Costa, e sottoscritta anche dal Pd, con la firma di Carmelo Miceli. Con questo emendamento si prevede la possibilità di chiedere il risarcimento per ingiusta detenzione anche a chi si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Non sono stati solo gli assenti (poco meno di 100) a mandare sotto il governo. Secondo quanto riporta l'Agi ci sarebbero anche almeno cinque franchi tiratori. Gli assenti tra le fila della Lega sono stati 37, nel M5s 59. A questi vanno aggiunti 31 deputati pentastellati e 24 del Carroccio in missione. Su 125 leghisti presenti, hanno partecipato al voto in 88. Su 216 del M5s, invece, hanno partecipato in 157. Secondo questo calcolo, hanno partecipato al voto 245 deputati di maggioranza, il che porta ad almeno cinque franchi tiratori. Inoltre si dovrebbe considerare che ci sono tre voti del Maie, probabilmente a favore. Quindi il voto difforme alla maggioranza potrebbe essere arrivato da otto deputati.

Il Pd attacca: ‘La maggioranza non c’è’

Subito dopo il voto il Pd attacca, con il capogruppo a Montecitorio Graziano Delrio: “La maggioranza non c’è, manca di numero. Non so se sia divisa perché il voto segreto non ti consente di dire quanto sia divisa, ma certamente non sono presenti. Qui si vede tutta la fragilità del governo”. Con lui Alessia Morani: “Una maggioranza balneare, con molti assenti. Non sono in aula, forse hanno visto questo bel sole e sono andati al mare”. Attacca anche Emanuele Fiano: “Il governo va sotto alla Camera su un emendamento sulla ingiusta detenzione. I 5 Stelle chiedono allora la sospensione della discussione e la richiesta viene approvata per soli 7 voti di differenza… Maggioranza debole, confusione tanta”.