Il governo Draghi ha incassato la fiducia del Senato con 262 voti favorevoli, 40 contrari, 2 astenuti e 17 assenti. Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha ottenuto il voto favorevole da parte della grandissima maggioranza dei gruppi parlamentari di Palazzo Madama: il sì alla fiducia è arrivato da Movimento 5 Stelle, Lega, Pd, Forza Italia, Italia Viva e gran parte delle componenti del Gruppo Misto, come Leu, Azione, +Europa e altri. La lunga giornata si è aperta alle 10 con il discorso programmatico del presidente del Consiglio, Mario Draghi, nel quale ha ribadito i punti prioritari, a partire dalla pandemia e dall’economia, ricordando l’importanza di quelli che sembrano essere alcuni pilastri per l’ex governatore della Bce: europeismo, atlantismo, ambiente, innovazione e scuola. Dopo molte ore di dibattito parlamentare, più volte interrotto dalle sanificazioni dell’Aula, si è arrivati solo in serata alle dichiarazioni di voto. Il voto vero e proprio, per appello nominale, è iniziato solamente in tarda serata.

Il record di voti per la fiducia

Draghi sapeva di poter contare su una maggioranza ampissima, motivo per cui l’unico vero dubbio di questo voto riguardava un eventuale record di consensi parlamentari da parte del nuovo governo. Andando a vedere i precedenti casi di maggioranza bulgara sul voto di fiducia, il primo caso potenzialmente clamoroso è stato quello di Carlo Azeglio Ciampi: nel suo caso, però, un governo che all’inizio doveva contenere quasi tutti i partiti parlamentari ha visto l’astensione di Pds e Verdi. Poi è toccato al governo guidato da Lamberto Dini, votato da centrosinistra e Lega, ma con l’astensione del centrodestra e il voto contrario di Rifondazione. Il record è detenuto da un altro governo tecnico, quello di Mario Monti: nel 2011, alla prima fiducia, ottenne al Senato 281 sì e 25 no alla fiducia. Alla Camera invece il record, detenuto sempre da Monti, è di 556 sì e 61 contrari, senza astensioni.

Domani il voto di fiducia alla Camera

Dopo la votazione al Senato domani, giovedì 18 febbraio, toccherà all’Aula della Camera dei deputati: si voterà la fiducia in serata. La discussione partirà alle 9 di mattina, riguardante le comunicazioni del governo e il dibattito sul discorso programmatico di Draghi. La prima interruzione arriverà alle 12, con la sanificazione dell’Aula di Montecitorio. Si riprenderà alle 13.30 con il dibattito generale, con una nuova sospensione – sempre per sanificare l’Aula – alle 16. La replica di Draghi è prevista alle 18, al termine della discussione di tempo. Draghi avrà circa mezz’ora di tempo, perché alle 18.30 inizieranno le dichiarazioni di voto dei rappresentanti dei gruppi e delle componenti politiche del gruppo misto. Dopo le dichiarazioni, secondo le previsioni intorno alle 20, si procederà con la votazione per appello nominale.