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Il governo accusa la magistratura di “fare opposizione” dopo i casi Santanchè e Delmastro

Fonti anonime di Palazzo Chigi lanciano un attacco durissimo alla magistratura accusata di “fare opposizione” al governo per via della fuga di notizie sul caso Santanchè e della decisione del Gip sul sottosegretario Delmastro.
A cura di Tommaso Coluzzi
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Il governo attacca la magistratura, in maniera fin troppo diretta. Prima la fuga di notizie sul caso Santanchè, poi la decisione del Gip di Roma sul sottosegretario Delmastro. Tanto è bastato per far partire un messaggio affidato a delle fonti anonime di Palazzo Chigi, in cui è contenuto un messaggio molto chiaro alla magistratura: "È lecito domandarsi se una fascia della magistratura abbia scelto di svolgere un ruolo attivo di opposizione – fanno sapere dal governo – E abbia deciso così di inaugurare anzitempo la campagna elettorale per le elezioni europee".

Da Palazzo Chigi fanno notare, per quanto riguarda il caso di Andrea Delmastro, che "non è consueto che la parte pubblica chieda l'archiviazione" e il Gip "imponga che si avvii il giudizio", come invece accaduto. Allo stesso modo, "in un procedimento in cui gli atti sono secretati è fuori legge che si apprenda di essere indagati dai giornali, curiosamente nel giorno dell'informativa in Parlamento, dopo aver chiesto informazioni all'autorità giudiziaria". Qui invece si parla di Daniela Santanchè. Dall'esecutivo il commento è chiaro: "Quando questo interessa due esponenti del governo" viene da pensare male.

Opposizioni all'attacco, Schlein: "Accuse inaccettabili in democrazia"

Immediata la reazione delle opposizioni: "È assolutamente inaccettabile in un sistema democratico che, anziché rispondere alle gravi accuse nel merito, Palazzo Chigi alimenti un pericoloso scontro tra poteri dello Stato diffondendo una nota con toni intimidatori nei confronti della magistratura – commenta la leader del Pd, Elly Schlein – A questo punto è inevitabile che la presidente Meloni esca dal suo silenzio e si assuma le sue responsabilità. Hanno passato il segno e non si può andare avanti così".

"Le fonti di Palazzo Chigi hanno stabilito che la decisione del Gip di Roma è inusuale, come se il Codice di procedura penale si dovesse applicare a seconda delle convenienze del potere esecutivo – dice Angelo Bonelli dell'alleanza Verdi e Sinistra – Questa nota delle fonti di Palazzo Chigi conferma la refrattarietà del governo al rispetto delle regole e delle istituzioni". Per Nicola Fratoianni, invece, "è clamoroso che fonti anonime di Palazzo Chigi si mettano ad attaccare un altro potere dello Stato". Osvaldo Napoli di Azione parla di "fallo di reazione" che finirà per "inasprire lo scontro trentennale con la magistratura".

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