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Il generale Vannacci è ufficialmente sotto inchiesta interna per il suo libro: e lui si mette in licenza

Al generale Vannacci è stato notificato l’avvio dell’inchiesta formale nei suoi confronti, dopo la pubblicazione del suo libro “Il mondo al contrario”, che ha scatenato grandi polemiche. Il militare ha preso un mese di licenza per motivi familiari.
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A cura di Tommaso Coluzzi
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Al generale Roberto Vannacci è stato notificato questa mattina l'avvio dell'inchiesta formale nei suoi confronti, per via della pubblicazione del suo libro "Il mondo al contrario". In risposta, il militare ha deciso di prendere un mese di licenza per motivi familiari. Il generale è arrivato oggi a Palazzo Esercito per cominciare il periodo di affiancamento necessario prima di assumere il nuovo incarico che gli è stato assegnato – scatenando ulteriori polemiche – di capo di Stato Maggiore delle Forze operative terrestri. Proprio oggi che si è tornato a parlare di lui è arrivata la notifica che in sostanza ufficializza l'inchiesta interna a suo carico. Non che ci fossero molti dubbi al riguardo, in verità. Anche per questo il timing è sospetto. Anche se il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha dichiarato che Vannacci aveva preso la licenza già il 22 novembre, prima che arrivasse la comunicazione dell'inchiesta.

Le ultime polemiche che hanno riguardato il generale, in realtà, sono rientrate molto rapidamente. Sia il ministro della Difesa Crosetto che vari esperti del settore militare hanno precisato che non si tratta di una promozione, come filtrato inizialmente, ma di un semplice incarico che il generale – con il grado che ha – può ricoprire. Allo stesso tempo non si tratta neanche di un demansionamento o di un passo indietro per la carriera militare di Vannacci.

Insomma, al netto delle tempistiche senz'altro curiose – visto il trasferimento oggi a Roma e la notifica che, pur annunciata, è arrivata nella stessa giornata – non ci sarebbe alcun collegamento tra il cambio di incarico del generale e l'inchiesta formale che è stata aperta nei suoi confronti. Il generale, presentatosi in mattinata nel suo nuovo ufficio al Comando delle forze operative terrestri, ha ricevuto la notifica da parte dei suoi superiori, poi la decisione di andare in licenza. I tempi della commissione disciplinare, secondo quanto si apprende, non saranno lunghi.

Oggi, tra l'altro, il generale è tornato a parlare in una lunga intervista alla Stampa, in cui ha preso una posizione abbastanza forte sull'omicidio di Giulia Cecchettin, scatenando ulteriori polemiche. Secondo Vannacci bisogna ribaltare il concetto sulle accuse al patriarcato, guardandolo al contrario (tanto per cambiare): "Quelli che ammazzano le donne sono uomini che non sanno stare da soli, che sono dipendenti da loro e che, quando temono di venire abbandonati, perdono la testa – ha commentato – Altro che maschi patriarcali, sono mollaccioni smidollati che abbiamo prodotto noi. Abolendo le punizioni".

Crosetto: "Amareggiato da illazioni, Vannacci ha chiesto licenza prima dell'inchiesta"

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha annunciato ufficialmente l'apertura dell'inchiesta con una nota in cui ha criticato "il polverone che ogni singola notizia sul tema che riguarda la posizione del generale dell'Esercito italiano, Roberto Vannacci, solleva". Crosetto ha confermato che dopo le "conclusioni dell'inchiesta sommaria" svolta su Vannacci tra agosto e ottobre è stata avviata una "inchiesta formale (disciplinare)". È stato proprio il ministero della Difesa ad accogliere la richiesta di aprire un'inchiesta formale.

Il ministro ha poi parlato del nuovo ruolo di Vannacci, sottolineando che gli è stato assegnato "un incarico adeguato al suo ruolo, non essendoci, al momento, alcun provvedimento disciplinare nei suoi confronti". Un incarico di cui Vannacci era stato "preavvisato il 22 novembre scorso". Proprio "in quella stessa data", quindi prima dell'inchiesta aveva chiesto "una licenza ‘per motivi familiari', e non oggi, come hanno scritto alcuni organi di stampa". Concludendo, Crosetto ha dichiarato che trova "molto grave la fuga di notizie" sull'inchiesta e si è detto "amareggiato di tutte le illazioni che sono circolate da agosto ad oggi su questa vicenda".

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