I senatori del Movimento 5 Stelle hanno presentato oggi un documento all’assemblea pentastellata di Palazzo Madama dal titolo ‘Manifesto per il miglioramento del M5s’. Un documento in cinque punti che mette nel mirino Rousseau, ma anche chi ricopre i doppi ruoli nel Movimento e nel governo. Da una parte i senatori parlano di Rousseau come un “corpo estraneo”, mentre allo stesso tempo chiedono l’istituzione di un organismo collegiale eletto al posto del capo politico. Il documento non è stato votato in assemblea, ma nessuno sembra essersi dissociato apertamente. Il documento contiene anche un elogio di Luigi Di Maio, che avrebbe “conseguito ottimi risultati”.

I senatori bocciano la piattaforma Rousseau

Nel manifesto si legge, sul punto riguardante la piattaforma Rousseau: “La piattaforma digitale che tutti contribuiamo a mantenere viene percepita come una realtà esterna, corpo estraneo al Movimento stesso, sia all'interno della nostra forza politica che all'esterno. La gestione dei dati sensibili, la costruzione degli eventi, l'indicazione dei quesiti, il modo in cui si pongono e tanti altri aspetti quali quelli connessi alla stessa selezione degli organi rappresentativi (interni e portavoce) devono essere posti sotto il controllo del M5s ed effettuati con metodo democratico”.

La proposta di istituire un organo collegiale

I senatori chiedono anche una “designazione dei responsabili della gestione del blog e dei profili social del Movimento” che sia “a carico dell'organismo collegiale designato per la conduzione del Movimento stesso che ne verificherà anche il buon funzionamento”. Il M5s, infatti, dovrà, secondo le richieste, “essere guidato da un organismo collegiale democraticamente eletto”. Un organo collegiale “il più ampio e comprensivo possibile”, con il compito di occuparsi di tutte le attività, a partire dalla selezione della classe dirigente.

Il primo passo richiesto dai senatori è quello di arrivare a una “netta separazione tra le cariche interne al Movimento e quelle di governo. La loro sovrapposizione sta determinando concentrazione di potere e criticità ormai incomprensibili sia per la nostra base che per i cittadini in generale. Per questo, fin da subito, dobbiamo cominciare a pensare ad un organo dirigente del M5s che sia rappresentativo delle tante sensibilità politiche che compongono e animano il Movimento stesso (e ne sono la sua forza) ma anche della sua territorialità: ciò non può che avvenire fissando regole interne diverse e attraverso democratiche elezioni, metodologia da estendere anche agli altri organismi di ogni livello del Movimento”.

L'elogio di Di Maio nel documento dei senatori M5s

Poi i senatori parlano di Luigi Di Maio: “Il nostro capo politico ha mostrato grande capacità di lavoro conseguendo ottimi risultati. È chiaro a tutti che una forza politica innovativa quale noi siamo, abbandonati i panni dell'opposizione, si deve porre alla guida di un paese come il nostro, che recita un ruolo di primaria importanza sia a livello europeo che mondiale, con delle regole interne allineate ai migliori standard di democrazia interna, soprattutto in tema di designazione degli organi interni e degli incarichi”.

Il sostegno al governo e l'azione riformista

Per quanto riguarda il ruolo del Movimento all’esterno, l’obiettivo è quello di “continuare a porsi nel panorama politico attuale come forza profondamente riformista, capace di confrontarsi in maniera aperta e propositiva con tutte le forze progressiste esistenti, siano esse presenti in Parlamento che fuori, soprattutto alla luce dei cambiamenti apportati agli assetti istituzionali con la riduzione del numero dei parlamentari e con la legge elettorale che si avvia ad essere profondamente riformata. Come forza democratica, post-ideologica e in ascolto di tutte le istanze politiche e territoriali, il M5s interloquisce e dialoga anche con le migliori espressioni dell'area culturale sovranista, pure se profondamente alternative al nostro sentire, ma che non trovano ascolto e comprensione in un centro destra sempre più dominato da pulsioni autoritarie e qualunquiste. La definitiva chiarezza politica e comunicativa sarà necessaria a spiegare alla nostra base ed alla pubblica opinione la nostra vera natura, rilanciando finalmente i nostri valori fondanti”.

Si guarda anche all’azione di governo, da sostenere con convinzione, ma chiedendo di istituire un tavolo permanente per stabilire le priorità dell’azione legislativa. Il governo, inoltre, dovrà – secondo le richieste – “rendere partecipe il gruppo parlamentare con un netto anticipo nella comunicazione dei temi e dei testi dei decreti, coinvolgendo i gruppi parlamentari nella loro elaborazione, in modo che questi possano essere concordati, compresi, spiegati e discussi. Non potranno più pretendersi voti ‘al buio', senza una opportuna e chiara elaborazione condivisa”.