News su Alfredo Cospito
31 Gennaio 2023
13:30

Chi è Alfredo Cospito, l’anarchico detenuto al 41bis nel carcere di Opera in sciopero della fame

La storia di Alfredo Cospito, l’anarchico in sciopero della fame dal 19 ottobre scorso contro ergastolo ostativo e 41bis, regime a cui è detenuto per una strage che non ha causato alcun morto.
A cura di Annalisa Girardi
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News su Alfredo Cospito

Il caso di Alfredo Cospito, l'anarchico detenuto al 41bis e dal 19 ottobre in sciopero della fame contro il 41bis e l'ergastolo ostativo, ha innescato le proteste e riportato la vicenda al centro del dibattito pubblico. Si tratta di una discussione che riguarda la proporzionalità della pena, il regime di carcere duro e la possibilità che la sua condanna si trasformi in ergastolo ostativo, per cui non avrebbe più alcuna possibilità di accedere ai benefici penitenziari. A causa delle sue condizioni di salute, nettamente peggiorate, è stato trasferito nel carcere Opera di Milano, nel padiglione del Servizio assistenza intensificata.

Alfredo Cospito, 56 anni, sta scontando una pena di vent'anni per un attentato che non ha causato né morti né feriti e dallo scorso aprile l'alta sicurezza a cui era sottoposto è stata trasformata in 41bis. La ragione? L'organizzazione anarchica a cui Cospito è affiliato è stata equiparata alla criminalità organizzata di stampo mafioso. Anche sua moglie, Anna Beniamino, si trova in carcere.

Chi è Alfredo Cospito

Classe 1967, Cospito è nato a Pescara, città che ha poi lasciato in favore di Torino, dove al momento dell'arresto viveva con la compagna Anna Beniamino. Anche lei si trova in carcere. Entrambi aderiscono alla Fai-Fri, Federazione anarchica informale – Fronte rivoluzionario internazionale.

Nel 2014 Cospito è stato condannato a 10 anni e 8 mesi di carcere per aver gambizzato Roberto Adinolfi, amministratore delegato dell'Ansaldo Nucleare, insieme a Nicola Gai, un altro anarchico. Quando si trovava già in carcere è arrivata una seconda accusa: quella di aver piazzato, nella notte tra il 2 e il 3 giugno 2006, due pacchi bomba realizzati con pentole a pressione e un tubo di metallo riempito con 800 grammi di polvere pirica, davanti alla scuola allievi dei carabinieri di Fossano, in provincia di Cuneo. L'esplosione non provocò alcun morto o ferito.

Il processo e la condanna a 20 anni

Il processo si è svolto a Torino. Per i giudici la Fai-Fri è un'associazione terroristica: Alfredo Cospito e Anna Beniamino vengono così condannati rispettivamente a 20 e 16 anni di carcere. I magistrati, emettendo la sentenza, hanno citato l'articolo 422 del codice penale, quello sulle stragi.

Chiunque, fuori dei casi preveduti dall'articolo 285, al fine di uccidere, compie atti tali da porre in pericolo la pubblica incolumità è punito, se dal fatto deriva la morte di più persone, con la morte.

Se è cagionata la morte di una sola persona, si applica l'ergastolo. In ogni altro caso si applica la reclusione non inferiore a quindici anni.

Cospito, durante l'udienza aveva definito l'accusa "assurda", in quanto quella di "commesso una strage politica per due attentati dimostrativi in piena notte, in luoghi deserti, che non dovevano e non potevano ferire o uccidere nessuno". Per i giudici, però, il fatto che non ci fosse stata alcuna vittima non era altro che una mera casualità. La mezz'ora trascorsa tra l'esplosione della prima e la seconda bomba, hanno detto i magistrati, "sarebbe stata più che sufficiente ad assicurare la presenza sul posto di personale incaricato dei primi rilievi".

La decisione della Cassazione e la qualifica del reato

Nel 2022, su richiesta della procura, la Corte di Cassazione ha deciso per una riqualificazione del reato secondo l'articolo 285 del codice penale che chiama in causa la "sicurezza dello Stato" ed è punito con l'ergastolo indipendentemente che l'attentato abbia provocato o meno vittime. Gli atti sono stati rinviati alla Corte d'Assise d'Appello di Torino, chiamata ad esprimersi, che a sua volta ha chiesto alla Corte Costituzionale un giudizio sulla compatibilità tra ergastolo ostativo e un attentato dimostrativo senza vittime.

Chiunque, allo scopo di attentare alla sicurezza dello Stato, commette un fatto diretto a portare la devastazione, il saccheggio o la strage nel territorio dello Stato o in una parte di esso è punito con l'ergastolo.

Perché Cospito è sottoposto al regime di 41bis

Nel 2022, dopo sei anni di detenzione nel circuito ad alta sicurezza, il ministero della Giustizia ha deciso di sottoporre Cospito al regime di 41bis e trasferirlo dal carcere di Terni a quello di massima sicurezza di Sassari.

Secondo il suo avvocato, Flavio Rossi Albertini, i giudici hanno equiparato la Federazione anarchica informale, riconosciuta anche dai magistrati di Torino come un'organizzazione orizzontale, a una struttura verticale e gerarchica come la criminalità organizzata di stampo mafioso. E hanno ritenuto che Cospito fosse in posizione di vertice, applicando il 41bis per contrastare i messaggi inviati all'esterno. "È il primo anarchico a cui viene applicata questa misura. Lui stesso si definisce anarchico individualista, il che è un’altra contraddizione rispetto al ruolo di capo che gli viene attribuito", ha spiegato il legale.

Perché Alfredo Cospito è in sciopero della fame dal 19 ottobre

Il 41bis, il cosiddetto regime di carcere duro, è stato inizialmente introdotto negli anni Settanta come misura applicata in situazioni di pericolo interne al carcere, utilizzata ad esempio per prevenire le rivolte dei detenuti. Dopo la strage di Capaci, però, la disposizione venne modificata e negli ultimi trent'anni il ministero della Giustizia vi ha fatto ricorso nei confronti dei boss mafiosi per impedire le comunicazioni con l'organizzazione criminale esterna.

Il regime del 41bis prevede la possibilità per il Guardasigilli di sospendere il normale trattamento nei confronti dei detenuti, applicando invece misure incredibilmente restrittive. Prevede l'isolamento del detenuto, la limitazione dell'ora d'aria e dei colloqui con i familiari (sempre attraverso un vetro, non è permesso il contratto fisico), la privazione di libri e giornali, e il controllo meticoloso della posta da parte della polizia penitenziaria. Lo scorso 19 ottobre Cospito ha iniziato uno sciopero della fame per protestare contro il regime di 41bis a cui è sottoposto per quattro anni. Ma non solo.

Perché Cospito rischia l'ergastolo ostativo

Cospito si oppone anche alla possibilità che la sua pena venga trasformata in ergastolo ostativo, il regime penitenziario che non permetterebbe più di applicare i benefici quali liberazione condizionale, lavoro all’esterno, permessi premio e semilibertà. In tal caso la pena non potrebbe in alcun caso essere mutata o abbreviata.

Questa è una diretta conseguenza della decisione della Cassazione, secondo cui Cospito doveva essere giudicato non per "strage comune", ma per "strage politica". Non secondo l'articolo 422 del codice penale, quindi, ma secondo il 285. In questo caso sia che l'attentato abbia provocato o meno dei morti viene previsto l'ergastolo e allo stesso tempo è prevista la possibilità che questo si trasformi in ergastolo ostativo.

Le proteste contro ergastolo ostativo e 41bis

Per contestualizzare, l'articolo 285 non è stato applicato né per le stragi di Capaci e via d'Amelio, né per quella della stazione di Bologna, dove morirono 80 persone. In tutti questi casi venne applicato il 422, di "strage comune".

I giudici di Torino si sono rivolti alla Corte Costituzionale, a cui spetterà determinare se sia legittimo o meno il giudizio secondo l'articolo 285, da cui dipende la possibilità che l'ergastolo ostativo venga applicato o meno. Per quanto riguarda invece il regime di 41bis dovrebbe o intervenire nuovamente il ministero della Giustizia, facendo marcia indietro rispetto alla sua precedente decisione, o ci dovrebbe essere un ricorso in Cassazione, per cui i tempi sono però destinati ad essere molto lunghi.

La vicenda di Cospito ha innescato diverse manifestazioni e cortei soprattuto a Torino e Roma, ma anche in diverse altre città italiane. Secondo il suo avvocato l'anarchico non avrebbe alcuna intenzione di smettere lo sciopero della fame e sarebbe invece deciso a portarlo avanti "fino a estreme conseguenze".

Il trasferimento nel carcere di Opera a Milano

Proprio a causa del peggioramento delle sue condizioni di salute, Cospito è stato trasferito dal carcere di Sassari a quello di Opera, nel Milanese, dove rimane comunque sottoposto al 41bis. Su questo, mentre si attende il giudizio della Cassazione, il governo ha annunciato che non interverrà. "Sulla richiesta di revoca del 41 bis ascolteremo il Procuratore generale di Torino, ma saranno ascoltate tutte le autorità giudiziarie. Come è ovvio la decisione sarà presa dopo uno studio della situazione giuridica", ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio.

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