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I dubbi delle Regioni sul piano pandemico del governo Meloni: “Servono finanziamenti”

“Si evidenzia quale punto prioritario, preliminare all’approvazione del nuovo Piano l’imprescindibile definizione del finanziamento a sostegno dello stesso già a partire dal 2024”: lo scrivono le Regioni in relazione al piano pandemico del governo Meloni.
A cura di Annalisa Girardi
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Non solo Fratelli d'Italia, anche le Regioni hanno i loro dubbi sul piano pandemico del governo Meloni. Soprattutto per quanto riguarda le risorse a disposizione. Se in quello precedente era infatti previsto uno stanziamento di 300 milioni di euro da parte dall'amministrazione centrale, nel nuovo documento non ci sarebbe traccia di finanziamenti. La conferenza delle Regioni – attraverso il suo coordinatore della commissione Salute, Raffaele Donini – ha scritto una lettera al ministro Orazio Schillaci in cui sottolinea come per approvare il piano sia necessario prima trovare il modo con cui finanziarlo.

"Si evidenzia quale punto prioritario, preliminare all’approvazione del nuovo Piano l’imprescindibile definizione del finanziamento a sostegno dello stesso già a partire dal 2024 per garantire la continuità delle attività già avviate con il precedente Piano, specificando eventuali vincoli di destinazione del finanziamento destinato a ciascuna regione e provincia autonomia", si legge nella missiva.

Il piano pandemico deve essere approvato in conferenza Stato – Regioni, ma dal contenuto della lettera il via libera pare tutt'altro che scontato. O meglio, sembrerebbe legato all'erogazione dei fondi sulla linea di quanto accaduto in precedenza. Per il 2024 si chiede che venga "mantenuto il finanziamento previsto per il 2023 (300 milioni di euro) salvo procedere a conguagli successivi esperite le procedure di valutazione dei costi previste dallo sviluppo del nuovo Piano".

E ancora: "In particolare, analogamente al precedente Piano 2021-2023, le risorse necessarie per la realizzazione dei piani pandemici regionali devono essere finanziate con fondi specifici vincolati all’attuazione del Piano nazionale e aggiuntivi rispetto al finanziamento del Fondo sanitario nazionale". Non solo, le Regioni chiedono anche "il rafforzamento delle dotazioni organiche dei dipartimenti di prevenzione e delle strutture di livello regionale per le finalità previste dal piano non sia vincolato al rispetto dei tetti di spesa per il personale".

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