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Gli statali avranno un aumento fino a 209 euro in busta paga con il nuovo contratto

Si tratta oggi per il nuovo contratto collettivo dei dipendenti statali, in particolare quelli che fanno riferimento alle Funzioni centrali. La bozza sul tavolo parte da aumenti che arrivano, nel corso nel periodo 2025-2027, a circa 209 euro lordi al mese. Ecco quali sono le principali novità.
A cura di Luca Pons
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Si avvia la trattativa tra i sindacati e l'Aran, l'ente che rappresenta lo Stato nelle contrattazioni collettive, per il rinnovo del Ccnl delle Funzioni centrali. Ovvero, di quei circa 200mila dipendenti statali che lavorano nei ministeri, oppure nelle agenzie fiscali o negli enti pubblici non economici (come l'Inps). L'incontro è fissato oggi, e sul tavolo si parte con una bozza di contratto 2025-2027 che prevede aumenti contrattuali fino a 209 euro lordi al mese.

Per gli statali l'ultimo rinnovo è arrivato poco più di un anno fa. Oltre a maggiori garanzie sui buoni pasto, smart working e sperimentazione della settimana corta, l'accordo aveva portato  un aumento di stipendio di poco meno del 6%, pari a circa 165 euro lordi in media. La cifra era stata considerata troppo bassa dalla Cgil, che chiedeva un recupero integrale del potere d'acquisto dopo il picco dell'inflazione negli anni precedenti, ma il contratto era andato in porto con la firma degli altri sindacati.

Ora ricominciano i lavori, stavolta per il contratto del 2025-2027. L'obiettivo è concludere prima che il contratto scada – che sarebbe un risultato significativo, visto che non è raro che i Ccnl vengano rinnovati solo anni dopo la scadenza. L'attenzione è alta anche perché il contratto degli statali delle Funzioni centrali è sempre il primo, tra i contratti pubblici, a essere rinnovato. Quindi gli esiti delle trattative in questo settore possono avere conseguenza a cascata anche sugli altri che arrivano dopo.

Quanto aumentano gli stipendi per i dipendenti statali con il nuovo contratto

Si parte con una tabella di aumenti inserita nella bozza di contratto, che usa i fondi stanziati dal governo Meloni. Questa prevede che dal 1° gennaio 2026 (retroattivamente, quando il contratto sarà firmato) scattino questi aumenti:

  • 89,50 euro agli operatori
  • 94,20 euro agli assistenti
  • 114,40 euro ai funzionari
  • 156,20 euro alle elevate professionalità

Le somme sono sempre lorde, e considerate su tredici mensilità. Dal 1° gennaio 2027, poi avrà il via una seconda tranche di aumenti. Nel complesso, rispetto a oggi, la busta paga salirà di:

  • 119,60 euro agli operatori
  • 125,90 euro agli assistenti
  • 152,90 euro ai funzionari
  • 208,80 euro alle elevate professionalità

La somma di circa 209 euro al mese lordi, quindi, sarà raggiunta solamente dalle fasce più alte previste dal contratto collettivo.

Le altre misure: smart working, orario flessibile e IA

Sono previste anche altre misure. I sindacati hanno dichiarato che intendono spingere per tutelare e potenziare lo smart working, che negli anni dopo la pandemia è tornato a essere meno diffuso nel settore pubblico. E ancora, si parla della possibilità di garantire un orario più flessibile ai genitori di studenti delle elementari che hanno disturbi dell'apprendimento (anche detti Dsa).

In più, il testo fa un riferimento all'intelligenza artificiale. Anche se oggi i sistemi informatici automatizzati si usano per assegnare compiti e svolgere altre funzioni amministrative, l'accordo mira a mettere dei paletti. Si legge, ad esempio, che i sistemi di IA non dovranno mai prendere "decisioni esclusivamente automatizzate che producano effetti giuridici, o incidano in modo significativo sul rapporto di lavoro del dipendente, senza un intervento umano".

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