Opinioni

Ho ascoltato un intero comizio del generale Vannacci e queste sono tutte le bugie che ha detto

Ho ascoltato un intero comizio del generale Roberto Vannacci, e quello che è emerso è presto detto: affermazioni prive di qualsiasi fondamento scientifico e storico.
A cura di Saverio Tommasi
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Il generale Roberto Vannacci durante la presentazione del suo libro
Il generale Roberto Vannacci durante la presentazione del suo libro

Sono andato a Tregnago, in provincia di Verona, per intervistare il generale Roberto Vannacci, e mi ha raccontato la sua tecnica per portare un figlio dall'omosessualità all'eterosessualità, una sorta di guarigione, cambiandogli le amicizie e i programmi TV da vedere.

Dopo l'intervista mi sono fermato ad ascoltare l'intervento pubblico del generale, e fra le affermazioni fatte dal palco ne ho scelte alcune e sottoposte a un debunking, le trovate qua sotto. Si tratta di affermazioni che, come vedremo, non possono rientrare nel campo delle opinioni o della dialettica, perché semplicemente sono false, da un punto di vista scientifico o talvolta storico.

"Paola Egonu non ha le caratteristiche somatiche che rappresentano l'italianità. Quando l'ho detto mi hanno detto "sei razzista". Eppure una razza, o un'etnia… Diciamo "etnia" perché adesso anche la parola "razza" non si può più usare, nonostante sia presente sulla Costituzione italiana. All'articolo 3 c'è proprio scritta a chiare lettere. Però oggi è considerata una parola non opportuna."

Chiariamo questo aspetto: il motivo per cui in Costituzione è scritto "razza" non è per legittimarne l'uso, non era questa l'intenzione dei padri e delle madri costituenti. Per dirla come Togliatti: "Serviva a dimostrare costituzionalmente che si voleva ripudiare quella politica razziale che il fascismo aveva instaurato".

"Io definisco le cose minoritarie "non normali", così come le definiscono tutti i dizionari della lingua italiana."

Oxford Languages è il più importante editore di dizionari al mondo, e definisce la parola "minoranza" come "inferiorità numerica". In nessun vocabolario del mondo è riportata la dizione "minoranza" come "non normale".

"Negli ultimi 500 milioni di anni ci sono state 5 estinzioni di massa. 500 milioni di anni fa non c'era l'Uomo, eppure 5 estinzioni di massa sono avvenute. Il proverbio dice "non c'è due senza tre", secondo voi c'è il cinque senza sei? Secondo me no. Quindi la sesta estinzione di massa ci sarà e non la potremo evitare noi, ci sarà, rassegnamoci."

"Non possiamo farci niente, il clima è sempre cambiato", è la definizione da vocabolario del negazionista climatico.

"Il pianeta evolve, non ci ha mai chiesto di essere salvato. E io ritengo che sia anche molto presuntuoso, che il genere umano si consideri così forte e così potente da invertire quella che è l'evoluzione dell'Universo."

Il cambiamento climatico in cui oggi siamo immersi non è l'evoluzione dell'Universo, è un cambiamento climatico di natura antropica, cioè deriva dall'azione dell'Uomo, questo è per la scienza un dato assodato.

"Ci sono svariate normative che vorrebbero imporci, per essere sempre più verdi. E guarda caso quasi tutte queste normative sono liberticide. Per esempio: "Non puoi più avere la macchina a combustione interna, devi comprarti la macchina elettrica, e lo devi fare".
Una legge, una norma che ti vieta di avere un altro tipo di macchina a propulsione diversa, capite?
"Non puoi più entrare nel centro delle città con il tuo veicolo, perché inquini, e quindi lo devi lasciare a casa", altra legge liberticida, perché mi vieta i movimenti.
"Devi mettere il cappotto termico alla casa, devi spendere i tuoi soldi per mettere il cappotto termico alla casa perché altrimenti inquini di più", altra legge liberticida!

Ma certo, come no, facciamo anche altri esempi.
"Non posso fumare nei locali al chiuso", legge liberticida.
"Non posso fare la cacca in mezzo alla strada", altra legge liberticida.
"Non posso mangiare in pizzeria senza pagare", legge liberticida.
La verità è che tutte le leggi contengono una quota parte di divieto, per permettere a tutti di fruire di una libertà maggiore, avviene così con tutte le leggi del mondo. Per esempio: "È vietata la riorganizzazione sotto qualsiasi forma del disciolto partito fascista". Così, per dirne una.

"Parliamo di questo "politicamente corretto". Capiamo subito che è un pensiero unico imposto da qualcuno, ma non capiamo davvero come funziona. Ora ve lo spiego io. Questa che vedete è una bottiglia (il generale afferra una bottiglia dal tavolo, ndr), e tutti siamo d'accordo, è una bottiglia.
Poi viene qualcun altro e dice: "No, questa bottiglia è una donna"
Io gli rispondo: "Ma cosa dici? Guarda che questa bottiglia è una bottiglia"
"No, non dirlo più, perché se lo dici ancora prendi delle sanzioni, questa bottiglia è una donna"
Questo è l'esempio di che cosa è il politicamente corretto!"

È interessante notare che secondo il generale Vannacci il politicamente corretto è un pensiero unico imposto da qualcuno. In realtà il politicamente corretto nasce negli anni '80 nelle Università americane. Lo spiega benissimo la filosofa Maura Gangitano, riflettendo ad esempio sul fatto che per includere persone nere o asiatiche all'interno delle Università, non bastasse aprire le iscrizioni, ma fosse necessaria anche un'attenzione linguistica, un'inclusività nel linguaggio, la scelta delle parole. Valeva per le persone di origine non caucasica, ma poi anche per quelle persone con un corpo cosiddetto non conforme. Dunque il politicamente corretto non è un pensiero unico imposto da chissà chi, ma un pensiero nato negli strati culturalmente più fertili delle università americane, e poi diffusosi in tanti altri Paesi e soggetto a continua riflessione.

"Nella mia esperienza personale, ma anche di quella che io vedo normalmente nella società che io frequento, io una realtà di patriarcato non l'ho mai vista, e sinceramente non la vedo. Per me non esiste."

Generale, se non vede il patriarcato mi verrebbe da dire "guardi meglio". Lo dico sorridendo e le cito un esempio: il gender pay gap in Italia. Cioè la differenza di retribuzione fra uomini e donne, che secondo la Commissione europea nel 2021 si attestava al 5%, cioè le donne sono pagate in media il 5% in meno. Se invece guardiamo la differenza salariale fra uomo e donna nel settore privato, secondo l'Osservatorio sui lavoratori dipendenti del settore privato INPS, è addirittura di 7922 euro l'anno. Le sembra normale?

E non credo che "patriarcato" sia chiamare il sindaco "sindachessa", questa secondo me è un'idiozia."

La parola "sindachessa" in effetti non esiste, nessuno l'ha mai utilizzata, mentre viene utilizzata la parola "sindaca". E chi la usa, per citare l'enciclopedia Treccani: "Adopera con efficacia le risorse flessive messe tranquillamente a disposizione della lingua italiana".

"Voi qua siete in Veneto, terra di Alpi e di guide alpine. Pensateci: "la guida", ma chi è che si è mai lamentato per chiamarlo "il guido"?"

Anche qui, facciamo chiarezza: "guida" è un termine promiscuo, cioè possiede un solo genere e vale per tutti e due, come tantissime altre parole, come per esempio "vittima", "braccio destro", "pedone", "stella del cinema", e tantissime altre. Linguisticamente, infatti, il termine "guida" sta in una sezione separata dalle parole mobili, come possono essere cameriere-cameriera, oppure sindaco-sindaca, che invece hanno sia la forma maschile che la forma femminile.
Capito perché "guida" termina con la "a"?
Per la spiegazione ringrazio la linguista Vera Gheno.

Riguardo all'omosessualità, là dove crescono probabilmente le problematiche è dove c'è l'ostentazione, dove c'è il tentativo di prevaricare sulla maggioranza, dove c'è il tentativo di imporsi, allora là nasce il problema.

Io non so a cosa si riferisse il generale parlando di prevaricazione. Sarebbe interessante conoscere anche soltanto un episodio di prevaricazione della comunità gay rispetto ai diritti della comunità eterosessuale. Riguardo invece all'ostentazione credo si riferisse al Pride. E allora vi racconto come sono nati i Pride. Siamo a Manhattan, nel 1969, e le incursioni della polizia nei gay bar avvengono con regolarità. La dinamica è sempre la stessa: la polizia entra, fa confusione, picchia chi ci lavora e chi frequenta il locale. La polizia urla, minaccia, manganella, e in questa maniera spinge le persone fuori dal locale. Così, una volta in strada, li può arrestare per ostentazione. A proposito di "ostentazione".
Era l'alba del 28 giungo 1969, quando però allo Stonewall le cose andarono diversamente. Gli avventori, la clientela dello Stonewall si ribellò, e quella rivolta passò alla Storia come la rivolta di Stonewall, il momento di inizio della moderna battaglia per i diritti civili. Era il mese di giugno, e proprio da allora giugno è diventato il mese del Pride, cioè il simbolo che si cambia la Storia facendosi vedere, raccontandosi, ostentando!

"Vi ricordate l'omicidio di Saman Abbas? La prima attenuante che è stata chiesta dalla difesa è stata l'attenuante culturale. Eccole le basi della società multiculturale."

"Attenuante culturale" non esiste come forma giuridica, perciò non possono averla chiesta. In ogni caso gli avvocati di coloro che hanno ucciso Saman Abbas sono italiani.
Hanno invece richiesto le attenuanti generiche facendo riferimento a un substrato culturale, però attenzione, non vuol dire "sei del Pakistan e allora pensi che sia giusto ammazzare la figlia", significa essere cresciuti in un ambiente degradato che ti ha portato a pensare quella cosa lì. Addirittura la Procura, cioè l'accusa, aveva chiesto per i due cugini le attenuanti generiche perché ritenuti succubi dello zio. E' quello il substrato culturale, è un tantinello diverso da quello che ha racconato Vannacci.

"Per spostarsi da un Paese a un Paese, c'è sempre stato un vincolo legale. C'era il visto, c'erano le frontiere, c'era il permesso, noi siamo il Paese delle città-Stato, c'erano le dogane, non è che la gente si poteva muovere in maniera totalmente libera, da sempre c'è stato bisogno di avere dei permessi."

Questo non è vero. Le frontiere per come le conosciamo oggi, sono un'invenzione assolutamente recente, anche molto successiva alla nascita degli Stati-nazione, che comunque in Europa occidentale avviene fra il XVesimo e il XVIesimo secolo, prevalentemente.
Anche nel Medioevo esistevano i confini, ce n'erano tantissimi, lo racconta splendidamente Alessandro Barbero, ma erano confini che si potevano attraversare, magari pagando una gabella. Ma non è che ti bloccavano il passaggio o la migrazione. Ancora quarant'anni fa, quando ero piccolo io, le prime migrazioni avvenivano in maniera completamente diversa da ora, perché erano completamente diverse le leggi e l'idea della frontiera. Pensate che il primo passaporto è stato inventato soltanto nel XVesimo secolo, ed era soltanto, in tutto il mondo, per i cittadini inglesi. Soltanto in anni recentissimi il passaporto è diventato il mezzo per scindere i salvati dai sommersi, per citare Primo Levi in "Se questo è un uomo".

Per concludere: è bello avere idee diverse, vi è democrazia quando non tutte le idee collimano, quando c'è possibilità di discutere, ma certe idee non sono idee, sono cose che non sono vere.

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Sono giornalista e video reporter. Realizzo reportage e documentari in forma breve, in Italia e all'estero. Scrivo libri, quando capita. Il più recente è "Siate ribelli. Praticate gentilezza". Ho sposato Fanpage.it, ed è un matrimonio felice. Racconto storie di umanità varia, mi piace incrociare le fragilità umane, senza pietismo e ribaltando il tavolo degli stereotipi. Per farlo uso le parole e le immagini. Mi nutro di video e respiro. Tutti i miei video li trovate sul canale Youmedia personale.
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