La maggioranza di governo può e deve andare avanti. Ora è il momento di lavorare, mettendo da parte le liti e gli scontri, perché “c’è molto da fare”. Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, intervistato da Fanpage.it rivolge un chiaro messaggio a tutti i partiti che compongono la maggioranza in questa fase di fibrillazioni per il governo. “Questa maggioranza può e deve andare avanti fino alla fine della legislatura, perché per cambiare il Paese non si può costantemente cambiare”, dice Gualtieri rivolgendo un appello all’unità: “Bisogna concentrarsi per tre anni. Abbiamo preso un Paese sull’orlo del baratro, avevamo lo spread alle stelle, adesso abbiamo una grande opportunità di stabilità per tre anni e dobbiamo concentrarci per realizzare il nostro programma”. Ma quello interno alla maggioranza, con i dissidi tra Italia Viva e gli altri partiti, è “un dibattito da cui preferisco tenermi fuori e invito tutti i partiti della maggioranza a concentrarsi su un lavoro unitario e positivo perché c’è molto da fare”.

Gualtieri difende il reddito di cittadinanza

Una delle richieste di Renzi al governo è quella di abolire il reddito di cittadinanza, una misura che però anche il ministro dell’Economia difende, pur aprendo a qualche modifica: “È stato introdotto da un governo di cui ero all’opposizione e tuttavia penso che sia una misura nel complesso utile e importante, che c’è negli altri Paesi europei ed è giusto che ci sia anche in Italia. Se la componente maggioritaria del reddito, quella di sostegno alla povertà, funziona bene, le politiche attive non funzionano altrettanto bene, quindi siamo impegnati con i ministri competenti per capire quali miglioramenti si possono fare per renderlo più efficace”.

La scarsa crescita e la cura da cavallo

La situazione economica per l’Italia non è rosea, come dimostrano le stime di crescita per il 2020. Quelle presentate nella legge di Bilancio potrebbero essere viste al ribasso, anche se Gualtieri sembra ottimista: “Pensiamo che possiamo conseguirle se riusciremo a realizzare il nostro programma, soprattutto con gli investimenti. Se il Coronavirus avrà un impatto maggiore sull’economia dovremo rivederle al ribasso”, afferma riferendosi anche all’epidemia partita dalla Cina. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, solamente ieri ha parlato della necessità di una cura da cavallo per l’Italia e Gualtieri spiega a cosa si riferiva: “Noi abbiamo preso un Paese fermo e abbiamo cercato di dare una svolta politica. Abbiamo fatto, finora, due scelte di fondo: la prima è stata quella di non tagliare, ma anzi rafforzare il nostro stato sociale. Quindi non abbiamo tagliato la sanità, la scuola, l’università, anzi abbiamo aumentato le risorse. Secondo, abbiamo puntato molto sugli investimenti e quindi pensiamo di concentrarci adesso sulla sostenibilità ambientale e sull’innovazione come due assi intorno a cui creare una mobilitazione per investimenti pubblici e privati, questa è la chiave per crescere”.

La riforma fiscale secondo Gualtieri

Tra i piani del governo c’è anche la riforma del Fisco. “La nostra impostazione – spiega Gualtieri – è completamente diversa da quella della Lega. Loro hanno detto: condono fiscale e flat tax.  Noi invece diciamo no ai condoni e, invece, lotta all’evasione fiscale, perché abbiamo 109 miliardi sottratti al Fisco ogni anno. Poi diciamo riforma fiscale ma con la progressività: chi guadagna di più paga di più. Dentro questo schema noi vogliamo ridurre la pressione fiscale, innanzitutto su chi lavora. E vogliamo rendere il nostro fisco più equo, più giusto e più semplice”.

Il negoziato sul bilancio Ue

A Bruxelles in queste ore inizia il negoziato sul bilancio Ue, su cui il presidente del Consiglio ha annunciato la linea non di certo morbida da parte del governo italiano. Per il ministro dell’Economia “Conte ha ragione a essere esigente: noi abbiamo sostenuto questa Commissione quando ci ha detto di realizzare un grande Green new deal, che è una necessità ma anche un’opportunità, ma occorrono anche investimenti pubblici e privati e il bilancio europeo deve essere attento a questa sfida. Sarà un negoziato complesso ma che portiamo avanti con determinazione”.

Gualtieri candidato alle elezioni suppletive a Roma

Per Gualtieri c’è un’altra sfida da affrontare, quella elettorale che lo vede candidato alle elezioni suppletive nel collegio centrale di Roma per la Camera dei deputati. Una sfida per cui è stato chiamato in causa per un motivo ben preciso, secondo quanto spiega ancora il ministro dell’Economia: “Io sono stato onorato quando mi hanno chiesto di essere il candidato a succedere a Gentiloni. Penso che la ragione possa essere provare a dare più forza all’esigenza di recuperare un grande progetto per Roma. Tutti i grandi Paesi europei investono molto sulle loro capitali, Roma è stata un po’ dimenticata e messa da parte nel dibattito nazionale e l’Italia è più debole se non ha una capitale forte. E quindi, forse, se si chiede al ministro dell’Economia di essere anche uno dei parlamentari di Roma si chiede al governo di pensare di più a Roma e metterla al centro dei suoi progetti”.