Gruppo di estrema destra inaugura “panchina tricolore” il 2 Giugno, Comune dà l’ok: in piazza assessore FdI

A Lavello, in provincia di Potenza, le celebrazioni del 2 Giugno hanno incluso l'inaugurazione di una panchina tricolore dedicata alle vittime delle Foibe e a Norma Cossetto. L'iniziativa, patrocinata dal Comune, è stata promossa dall'associazione "Forentum Patria Nostra", organizzazione guidata da Antonio Di Vietri e già nota in città per riferimenti e simboli riconducibili all'area dell'estrema destra. In piazza erano presenti il vicesindaco e assessore all'Urbanistica, Alessandro Colonna, e l'assessore all'Agricoltura, Pietro Mangino, attuale segretario cittadino di Fratelli d'Italia.
A presiedere l'associazione è lo stesso Di Vietri, ex segretario cittadino di Fratelli d'Italia a Lavello, rimosso dall'incarico nel 2023 dopo la diffusione di alcuni suoi vecchi post in cui si dichiarava apertamente "fascista" e "nazista". Nonostante quel precedente e i rapporti documentati con esponenti dell'estrema destra come il fondatore di Forza Nuova, Roberto Fiore, l'associazione ha organizzato l'evento alla presenza di rappresentanti dell'amministrazione comunale, suscitando la protesta della sezione locale dell'Anpi: un tentativo di "ricoprire con un altro significato il 2 Giugno, perché qualcuno non si riconosce nei valori repubblicani", afferma a Fanpage.it il segretario della sezione locale dell'Associazione nazionale partigiani italiani. Il sindaco, Pasquale Carnevale, interpellato dal nostro giornale difende però l'iniziativa: "Viviamo in uno Stato democratico in cui ciascuno può esprimere liberamente le proprie idee".
L'associazione di estrema destra "Forentum Patria Nostra"

L'associazione "Forentum Patria Nostra", fondata a Lavello, è presieduta da Antonio Di Vietri. Di Vietri nel maggio 2023 era finito al centro di una bufera mediatica per alcuni suoi post, risalenti ad anni precedenti, in cui si dichiarava apertamente "fascista" e "nazista". Di Vietri all'epoca era segretario cittadino di Fratelli d'Italia e candidato al consiglio comunale nella lista civica a sostegno dell'allora candidato sindaco e attuale primo cittadino, Pasquale Carnevale.
Le elezioni del 2023 erano state vinte poi dal candidato civico Antonio Carretta, mentre alla tornata successiva, tenutasi nel 2025, è stato eletto Carnevale. Dopo che i post di Di Vietri sono balzati alle cronache, l'allora esponente di Fratelli d'Italia è stato rimosso dal suo incarico per decisione del responsabile nazionale dell'organizzazione del partito, Giovanni Donzelli. La vicinanza Di Vietri con ambienti di estrema destra è dimostrata anche dall'incontro organizzato a Lavello con il fondatore di Forza Nuova, Roberto Fiore. L'ex europarlamentare aveva tenuto un dibattito con Di Vietri in città nell'ottobre del 2015.

L'associazione guidata da Di Vietri, secondo quanto verificato da Fanpage.it, non è iscritta al Registro unico degli enti del terzo settore (Runts), l'anagrafe gestita dal ministero del Lavoro che raccoglie gli enti non profit in Italia. Tuttavia, è riconosciuta dal Comune di Lavello e presente sul suo sito. Secondo quanto si legge sulla piattaforma, Forentum Patria Nostra è "un'organizzazione costituita da un gruppo di persone che si uniscono volontariamente per perseguire un obiettivo comune o un interesse condiviso – e aggiungono – come la promozione di attività culturali, sociali, sportive, umanitarie, ambientali o di volontariato".
L'organizzazione, però, già dal suo simbolo, un'aquila che regge uno scudo, e dal suo nome, legato alle origini romane di Lavello, svela un chiaro riferimento ai simboli della cultura fascista. Una nostalgia che non viene nascosta nemmeno nelle pagine social di Forentum Patria Nostra, dove campeggiano post celebrativi di Giorgio Almirante e in ricordo dei fatti di piazzale Loreto e Acca Larentia.

Le celebrazioni del 2 Giugno a Lavello: vicesindaco e assessore di FdI partecipano all'iniziativa di estrema destra
Secondo quanto Fanpage.it apprende da fonti locali, è stato proprio Di Vietri, in quanto presidente di Forentum Patria Nostra, a invitare l'amministrazione comunale all'inaugurazione della panchina tricolore dedicata ai martiri delle Foibe e a Norma Cossetto, in occasione delle celebrazioni per la Festa della Repubblica. Norma Cossetto è stata una studentessa istriana, figlia di un dirigente locale del partito fascista, infoibata nel 1943. Nel 2005 è stata insignita della Medaglia d'oro al merito civile alla memoria.
Nell'invito rivolto via mail all'amministrazione di Lavello da parte dell'associazione di Di Vietri, che Fanpage.it ha potuto consultare, si legge che la presenza dei membri del consiglio comunale cittadino "conferirebbe particolare prestigio all'iniziativa, sottolineando l'importanza dei valori civici e patriottici che la nostra associazione intende condividere e promuovere all'interno della comunità".
Il Comune ha quindi accordato il suo patrocinio all'iniziativa di Forentum Patria Nostra, salvo diffondere una locandina sulle celebrazioni del 2 Giugno che non conteneva alcun riferimento all'associazione né a Cossetto e a tutte le vittime delle Foibe. Nella comunicazione ufficiale per le celebrazioni della Repubblica, pubblicata sul sito del Comune, infatti, si parla di una generica "inaugurazione della panchina tricolore in piazza Sacro Cuore". Attraverso dei canali non ufficiali, invece, è stata condivisa con la cittadinanza di Lavello una seconda locandina, in cui si vedono sia lo stemma del Comune che il logo di Forentum Patria Nostra e in cui risulta chiara l'intestazione della panchina.
All'inaugurazione del 2 Giugno, insieme a Di Vietri e Michele Tenore, anche lui ritratto nella foto con Roberto Fiore pubblicata sopra (alla destra di Fiore), hanno preso parte il vicesindaco e assessore all'Urbanistica, Alessandro Colonna, attualmente iscritto a Forza Italia, e l'assessore all'Agricoltura, Pietro Mangino, attuale segretario cittadino di Fratelli d'Italia. Assente il sindaco Carnevale, che ha invece partecipato alle altre iniziative della giornata. Nel maggio dello scorso anno, inoltre, Carnevale aveva aderito all'appello rivolto ai candidati delle liste "Lavello Civica" e "SìAmo Lavello" dell'Anpi locale in cui si chiedeva di sottoscrivere un impegno chiaro e inequivocabile per difendere i valori antifascisti, i diritti di libertà e democrazia sanciti dalla Costituzione italiana, e combattere ogni forma di intolleranza e razzismo.

La protesta dell'Anpi: "Tentativo di dare un altro significato al 2 Giugno"
A sollevare le criticità dell'iniziativa accolta dal Comune è stata la sezione locale dell'Anpi, guidata da Danilo Di Chio. I membri dell'associazione, tra cui la segretaria locale del Partito democratico, Carmela Petruzzelli, alcuni membri del partito dem e ad altre realtà sociali e civili locali, hanno deciso di ritrovarsi il 2 giugno in piazza dei Caduti, sotto la targa dedicata a Giacomo Matteotti, per deporre un omaggio floreale. "Un gesto semplice ma profondamente significativo, per ricordare che la Repubblica non nasce dal nazionalismo esasperato, dall'intolleranza o dall'odio ma dalla Resistenza, dalla democrazia".
Come spiega Di Chio a Fanpage.it, "cercare di ricoprire con un altro significato il 2 Giugno, perché qualcuno non si riconosce nei valori repubblicani, non è ammissibile e incompatibile con il messaggio mandato ai Prefetti e agli amministratori dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per l'occasione, in cui richiama i valori della Costituzione, della partecipazione democratica, della coesione sociale e del servizio al bene comune". Secondo l'Anpi, la Festa della Repubblica non può essere "utilizzata per tentare di riabilitare o normalizzare soggetti che, nel recente passato, si sono resi protagonisti di comportamenti, linguaggi e riferimenti in aperto contrasto con i principi di uguaglianza, libertà e dignità umana sui quali si fonda l'ordinamento repubblicano".
La replica del sindaco di Lavello: critiche "puramente ideologiche"
Contattato da Fanpage.it, il sindaco Pasquale Carnevale ha spiegato che la "decisione di accogliere la proposta dell'associazione è legata esclusivamente al fatto che l’associazione stessa si è proposta di abbellire l’arredo urbano, senza spese per il Comune e la collettività, dipingendo una panchina con il tricolore istituzionale italiano, per di più nel giorno dell'80mo anniversario della Repubblica". Il primo cittadino specifica infatti che, "anche se la panchina è stata dedicata alle vittime delle Foibe al di fuori della data individuata a livello nazionale per il ‘Giorno del Ricordo', si tratta pur sempre di riferimenti formalmente riconosciuti con legge dello Stato e celebrati a livello istituzionale". Carnevale aggiunge inoltre che "non è stato mosso alcun appunto anche a quelle persone che hanno partecipato alla medesima cerimonia del 2 giugno a Lavello esponendo lo striscione dedicato alle celebrazioni della Festa della Liberazione ‘Partigiani sempre'".
In merito alle dichiarazioni espresse dall'Anpi di Lavello, il sindaco della cittadina risponde: "Si tratta di propalazioni a mio giudizio puramente ideologiche, e che nulla hanno a che vedere con i progetti e l’agire dell’amministrazione civica che io rappresento, che cerca di occuparsi solo dei problemi reali del paese e dei cittadini coltivando nel contempo un giusto approccio istituzionale nei confronti di tutti". Carnevale, poi, dichiara che nel territorio "non esistono assolutamente realtà associative – sia riconosciute che non riconosciute – che attualmente ‘siano in contrasto con i principi di uguaglianza, libertà e dignità umana sui quali si fonda l’ordinamento repubblicano', e né tantomeno sono a conoscenza di singoli individui che siano stati perseguiti per legge per tali motivi".
In merito al patrocinio dato all'iniziativa, Carnevale spiega che nel corso della sua amministrazione "non sono mai state fatte valutazioni di tipo politico o ideologico sui componenti e sulle associazioni che hanno avanzato la richiesta" e aggiunge: "Non ci siamo mai schierati ideologicamente, ma ci siamo occupati solo di verificare il rispetto delle norme comunali". "Viviamo in uno Stato democratico in cui ciascuno può esprimere liberamente le proprie idee e professare la propria appartenenza ideologica nell'assoluto rispetto delle regole del vivere civile e dell'ordinamento repubblicano", conclude.