Chiusure mirate. Mini-lockdown su base territoriale. Da applicare, in accordo con i sindaci e i presidenti di Regione, dove il contagio sembra essere fuori controllo. Il governo sta pensando di agire subito, già nel weekend. Puntando su zone rosse territoriali, con una limitazione agli spostamenti e la chiusura di molte attività. Le decisioni verranno prese valutando l’indice Rt, agendo soprattutto dove questo valore è superiore a 2. E dove il controllo del tracciamento è più complicato e le strutture sanitarie iniziano a mostrare segni di sofferenza.

Quali sono le città e le Regioni a rischio chiusura

In questo momento le Regioni con Rt superiore a 2 sono Lombardia e Piemonte. Ma ci sono anche tante città e province. Così, come riportano Repubblica e il Corriere della Sera, i territori ritenuti più a rischio sono Milano, Napoli, Genova, Caserta, Varese, Como e si ipotizza anche Torino e Bologna. Per ora viene ritenuta meno critica la situazione a Roma, ma anche nella Capitale la preoccupazione c’è e si potrebbe pensare a qualche restrizione nei prossimi giorni. Le Regioni ritenute a rischio elevato, secondo l’ultimo report settimanale dell’Iss, sono 11, mentre 8 sono a rischio moderato, con una probabilità elevata di entrare nella situazione di rischio alto nel prossimo mese.

L’indice Rt è a 1,70 a livello nazionale e preoccupa il fatto che in tantissime Regioni è sopra 1,25. Ma in tante è anche sopra la soglia critica dell’1,5. Quella che porta all’ingresso nello scenario 4. Sopra il 2 troviamo Piemonte e Lombardia, come detto, ma ci si avvicinano anche la provincia di Bolzano e la Valle d’Aosta. Altro problema è la tenuta sanitaria: in ben 15 Regioni si teme che si possano superare le soglie critiche per le terapie intensive nel prossimo mese.

Lockdown territoriali: cosa verrebbe chiuso

In caso di lockdown locali si potrebbe decidere di procedere con la chiusura temporanea delle scuole e di molte attività commerciali. Valutando, inoltre, lo stop agli spostamenti tra Regioni. Scelta che, comunque, il governo vorrebbe lasciare alle Regioni. Intanto il prossimo dpcm potrebbe arrivare prima del previsto. Non il 9 novembre, quindi, come ipotizzato fino a poche ore. Con la crescita dei contagi parte della maggioranza spinge per restringere subito le maglie, partendo dalla chiusura dei centri commerciali nel weekend, dai limiti alla ristorazione e al commercio e dallo stop agli spostamenti tra alcune Regioni.

Altra ipotesi è quella di anticipare, in alcuni territori, il coprifuoco alle 23. Mentre in altre Regioni sarebbe alle 24. Ulteriori restrizioni potrebbero essere pensate nei territori più colpiti, con l’idea – attualmente al vaglio – di un coprifuoco anticipato e la possibilità di uscire dopo le 20 solamente per reali esigenze, con necessità di autocertificazione. Per quanto riguarda lo spostamento tra Regioni, invece, il divieto potrebbe riguardare tutti i territori dove l’Rt è superiore al valore di 1,5.