La situazione epidemiologica in Italia è ancora in peggioramento. È quanto è emerso dal monitoraggio settimanale effettuato dall'Istituto superiore di Sanità e dal Ministero della Salute, spiegato in conferenza stampa da Silvio Brusaferro. Il quale ha sottolineato che si tratta comunque di un quadro che è precedente alle misure stabilite con l'ultimo Dpcm del 25 ottobre. Da sottolineare il fatto che l'indice Rt, cioè l'indice di trasmissibilità del virus, è salito a quota 1,70 a livello nazionale, ben sopra la soglia di guardia di 1. Ed anche a livello regionale le cifre non cambiano: tutte le regioni presentano indice Rt sopra l'1, alcune delle quali già nello scenario 4 dell'emergenza. Per questo, ha aggiunto Brusaferro, "per contrastare questo tipo di curva è importante lavorare per ridurre le interazioni fisiche, cioè la circolazione deve essere contenuta per evitare la pressione sui servizi sanitari".

L'indice Rt regione per regione

Nel periodo compreso tra l'8 e il 21 ottobre 2020, l’Rt calcolato sui casi sintomatici è pari a 1,70. Si riscontrano valori di Rt superiori a 1,25 nella maggior parte delle Regioni/PA italiane con valori superiori anche a 1,5. Ma l’Rt di una regione è frutto di una media tra le varie aree, perché in alcune regioni ci sono aree o province particolarmente colpite e altre meno.Ecco, di seguito, la situazione regione per regione:

  • Abruzzo: Rt 1.13
  • Basilicata: Rt 0.83
  • Calabria: Rt 1.84
  • Campania: Rt 1.29
  • Emilia Romagna: Rt 1.6
  • Friuli Venezia Giulia: Rt 1.47
  • Lazio: Rt 1.43
  • Liguria: Rt 1.35
  • Lombardia: Rt 2.01
  • Marche: Rt 1.35
  • Molise: Rt 2.1
  • PA Bolzano: Rt 1.92
  • Pa Trento: Rt 1.56
  • Piemonte: Rt 1.99
  • Puglia: Rt 1.47
  • Sardegna: Rt 1.04
  • Sicilia: Rt 1.38
  • Toscana: Rt 1.19
  • Umbria: Rt 1.45
  • Valle d’Aosta 0.92
  • Veneto: 1.47

Undici Regioni italiane, secondo i dati, sono comunque classificate a rischio elevato di una trasmissione non controllata della malattia: Abruzzo, Basilicata, Veneto, Liguria, Val D’Aosta, Calabria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana. Altre otto regioni sono classificate a rischio moderato con elevata possibilità di progredire a rischio alto nel prossimo mese: Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Molise, Bolzano, Trento, Umbria. Comunque tutte le Regioni hanno riportato criticità di resilienza, tranne il Molise.

Le regioni nello scenario 4

Con un numero di nuovi casi segnalati quasi raddoppiato rispetto alla settimana del 12-18 ottobre 2020 (100.446 casi rispetto a 52.960 casi nella settimana precedente), questa settimana, per la prima volta, è stato segnalato il superamento della soglia critica di occupazione in aree mediche (40%). Complessivamente, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è salito da 750 della scorsa settimana a 1.208 del 25 ottobre; mentre il numero di persone ricoverate in aree mediche è passato da 7.131 a 12.006 con raddoppio in 7 giorno.  Anche se lo scenario italiano generale è ancora di tipo 3, relativamente ai dati della scorsa settimana, si va verso uno scenario di tipo 4, precisano Iss e ministero, ricordando che nelle regioni più critiche, e cioè Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, provincia autonoma di Bolzano e Calabria ormai la velocità di trasmissione è già compatibile con uno scenario 4 con rischio di tenuta dei servizi sanitari nel breve periodo.