Il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo decreto legge contenente le misure urgenti per il contenimento della diffusione del COVID-19, in vigore dal prossimo 16 gennaio. Le misure precedono la nuova divisione del Paese in fasce su base regionale, che scatterà con ogni probabilità il 17 gennaio dopo la relativa ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza. Nel giorno delle dimissioni delle ministre Bonetti e Bellanova, che sanciscono l’avvio della crisi di governo determinata dalla rottura fra Italia Viva e la maggioranza, il Consiglio dei ministri dà il via libera a un provvedimento che inasprisce alcune restrizioni ma imposta anche una novità assoluta: la zona bianca, in cui cesserebbero le limitazioni imposte con il famoso decreto legge del 25 marzo 2020.

Come detto, il decreto proroga al 30 aprile 2021 lo stato di emergenza previsto fino al 31 gennaio 2021. Poi estende sull’intero territorio nazionale il divieto spostamento “in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute”, oltre che il rientro nella propria residenza, domicilio o abitazione. Divieto che sarà in vigore fino al 15 febbraio. Inoltre, viene ribadito che è consentito “lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata è consentito, una volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 05:00 e le ore 22:00, e nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi”. Confermato il divieto di spostamento fra i Comuni nelle zone arancioni, salvo per quelli con popolazione sotto i 5mila abitanti (resta il limite della distanza di 30km e il divieto di raggiungere il capoluogo di provincia).

Le nuove regole in zone bianche, gialle e arancioni

Dopo aver modificato con il decreto del 5 gennaio i parametri che determinano il livello di classificazione delle Regioni, il nuovo decreto modifica le restrizioni in vigore nelle zone gialle e arancioni. In sostanza, anche in zona gialla potrebbero applicarsi le restrizioni relative alle zone arancioni, in presenza di un’analoga incidenza settimanale dei contagi e di un livello di rischio anche moderato. Per il resto, sono prorogate fino al prossimo 5 marzo tutte le regole in vigore per le zone gialle, arancioni e rosse.

Qualora invece ci ritrovassimo in uno scenario di tipo 1 e con un livello di rischio basso e “si manifesti una incidenza settimanale dei contagi, per due settimane consecutive, inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti”, allora cadrebbero le restrizioni e si determinerebbe la cosiddetta zona bianca, con la fine delle limitazioni per le attività.