Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, si prepara a rispondere all’Ue sulla procedura d’infrazione per il debito italiano e riferisce in Senato per l’informativa in vista del prossimo Consiglio europeo. Stasera si terrà un Consiglio dei ministri, in cui anche questo sarà uno dei temi al centro della discussione: “Questa sera con Tria abbiamo in animo di portare una bozza di aggiustamento, in modo da certificare un monitoraggio dei conti pubblici e poter avere un ulteriore documento ufficiale deliberato dal Consiglio dei ministri da poter portare in Ue e dimostrare che sono le nostre previsioni e stime ad avere il sopravvento su altre stime che non corrispondono ai reali flussi di cassa”.

Conte parla anche dell’assetto dell’Ue e delle prossime nomine comunitarie, ribadendo che l’obiettivo dell’Italia è quello di ottenere “un portafoglio economico di prima linea”. Ma non c’è solo questo: “È di fondamentale importanza che all'agenda europea si accompagnino, nei prossimi cinque anni, decisioni e politiche europee all'altezza della situazione e che trovino una tempestiva attuazione”. Secondo il presidente del Consiglio “i vertici delle istituzioni europee devono essere all'altezza della posta in gioco, delle sfide dei prossimi 5 anni: crescita, lavoro, equità sociale, sicurezza, le migrazioni, rispetto dell'ambiente e sviluppo sostenibile. Soluzioni europee sono improcrastinabili e serve una prospettiva nuova, in cui la crescita non è più considerata antitetica alla stabilità e la solidarietà sia pari alla responsabilità”.

Il presidente del Consiglio ha incontrato oggi il capo dello Stato, Sergio Mattarella, al Quirinale. Con cui ha parlato proprio del vertice di Bruxelles, assicurando che ora il primo obiettivo del governo è quello di evitare la procedura d’infrazione: volontà condivisa da tutti i ministri e verso cui tutti remano nella stessa direzione. All’incontro con Mattarella hanno partecipato anche i vicepresidenti del Consiglio Luigi Di Maio e Matteo Salvini, il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi, quello dell'Economia Giovanni Tria, la ministra della Difesa Elisabetta Trenta, il ministro dell'Ambiente Sergio Costa e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti.