In foto: Giovanni Toti, presidente della regione Liguria ed esponente di Forza Italia.
in foto: In foto: Giovanni Toti, presidente della regione Liguria ed esponente di Forza Italia.

"Deve rendersi conto che un'epoca è finita, ma era terminata giù con il voto del marzo scorso, con la globalizzazione e con la crisi che ha colpito il Paese": così il presidente della regione Liguria, Giovanni Toti, commenta il ruolo di Silvio Berlusconi all'interno di Forza Italia. ""Io credo che Berlusconi, dopo tutto quello che ha fatto nella vita, oggi deve cominciare a pensare a come lascerà il suo partito a questo Paese, come fanno tutti i grandi statisti", aggiunge Toti, sottolineando la necessità di costruire un percorso "che dia legittimità alla classe dirigente". Il presidente forzista della Liguria, ospite a ‘Un giorno da pecora' su Rai Radio1, afferma che si tratti di una responsabilità a cui pensare e che "siccome un partito non è una monarchia, ma qualche cosa che coinvolge tante migliaia di persone e tanti milioni di elettori, sarebbe giusto fornire i meccanismi per andare avanti".

Chi c'è quindi nell'era post berlusconiana? "Se ci saranno le primarie per scegliere il segretario di Forza Italia io mi candiderò certamente", afferma Toti. Probabilmente cambierebbe anche il nome del partito: "D'altronde Berlusconi per primo voleva cambiarlo in Altra Italia, quindi una certa stanchezza l'ha avvertita anche lui". Poi continua: Io credo che nelle primarie bisognerebbe esprimersi non solo i nomi della classe dirigente, ma anche il posizionamento politico, le alleanze, le priorità economiche". E dovrebbe partecipare anche il Cavaliere, domandano a Toti dal programma: "In tutta franchezza penso che il Presidente Berlusconi abbia un ruolo, uno status, uno standing diverso dal candidato alle primarie. Io ho sempre detto che lui e' il fondatore del centrodestra". Il presidente della Liguria è invece più aperto a Mara Carfagna, riconoscendone il percorso politico e il lavoro attuale alla Camera: "Ha tutte le caratteristiche per giocarsi le sue chances".

Parlando invece dell'alleato nel centrodestra, Toti smentisce quanto riportato dalla stampa, secondo cui il leader della Lega, Matteo Salvini, gli avrebbe detto che si sarebbe andati al voto a settembre: "Non è così, si tranquillizzino tutti i parlamentari. Io non credo nemmeno che si vada a votare a settembre, anzi sostengo l'esatto contrario. Si voterà con l'anno nuovo, non prima. Secondo me si andrà alle urne dopo il varo della legge di stabilità". Le europee hanno pesato sugli equilibri interni al centrodestra, incoronando ufficialmente il Carroccio come primo partito, in Italia e nella coalizione. La linea sovranista sembra attirare molto anche Toti, mettendo in discussione un suo diretto coinvolgimento nel gruppo di coordinatori che dovrebbero incaricarsi di rinnovare il partito.

Una riforma di Forza Italia è ormai nell'aria da giorni. I consensi al minimo ricevuti lo scorso 26 maggio hanno rimesso in moto una serie di azioni volte a risollevare il partito, difendendolo specialmente da minacce interne. Il 25 giugno il Consiglio nazionale eleggerà quindi la nuova classe dirigente mentre il Cavaliere rinnoverà l'invito a Matteo Salvini e Giorgia Meloni di confermare l'impegno con il centrodestra che si è presentato unito alle politiche del 4 marzo. A fine mese potrebbe quindi arrivare un regolamento interno dei conti, in cui necessariamente verranno chiarite delle posizioni.