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Opinioni

Giorgia Meloni parla di “maltempo imprevedibile” per non affrontare la crisi climatica

La destra di governo continua a parlare di maltempo e la premier Meloni di “fenomeni imprevedibili”. Un altro modo di non affrontare la crisi climatica, nonostante gli effetti che da Nord a Sud stanno travolgendo l’Italia.
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Giorgia Meloni in visita alle zone alluvionate a maggio in Emilia Romagna
Giorgia Meloni in visita alle zone alluvionate a maggio in Emilia Romagna

Nella notte tra lunedì 24 e martedì 25 luglio l’Italia è stata nuovamente colpita da fenomeni meteorologici estremi.

Su Milano si è abbattuto un nubifragio che ha scoperchiato i tetti degli edifici, ha riempito le strade di alberi caduti e ha portato all’interruzione e alla sospensione di alcune tratte ferroviarie.

Nelle stesse ore la Sicilia ha cominciato a bruciare, con centinaia di persone costrette a lasciare le proprie abitazioni a causa degli incendi.

In Emilia-Romagna nella mattinata di martedì si sono registrate raffiche di vento che hanno superato i 100 chilometri orari.

Poche ore dopo la presidente del consiglio Giorgia Meloni èintervenuta così: “Sono stata al telefono con il ministro Musumeci, sapevamo che sarebbe stata la giornata più impegnativa a Nord e Sud. Abbiamo un combinato disposto con nubifragi al Nord  – e voglio portare la mia solidarietà alla famiglia della ragazza morta a Bergamo, poi gli incendi al Sud con il vento che rende difficile l'utilizzo dei canadair. Eravamo in allerta. La Protezione Civile è ancora in allerta, nessuno dei vigili del fuoco è andato in vacanza. Una situazione delicata in una condizione climatica imprevedibile. La messa in sicurezza del territorio è una priorità. Quando c'è stata l'alluvione in Emilia Romagna ero partita per il G7 nominando un commissario alla siccità e poi mi sono ritrovata a nominare uno per il maltempo”.

Questi eventi però non sono imprevedibili, nulla di quello a cui stiamo assistendo è inaspettato. La crisi climatica è un fatto acclarato da decenni, e la comunità scientifica continua a ripeterne le cause. L’ultima analisi condotta dal gruppo World Weather Attribution dimostra che le ondate di calore registrate nelle ultime settimane sarebbero state impossibili senza il cambiamento climatico dovuto dall’uso dei combustibili fossili. Secondo lo studio le emissioni di gas serra hanno aumentato le ondate di calore di 2.5°C in Europa. Le temperature elevate e le precipitazione violente di quest’ultimo periodo sono tipici della tropicalizzazione, ovvero una modifica del clima di una zona verso le caratteristiche fenomeniche tipiche delle regioni tropicali.

Nonostante questi dati siano quindi sotto gli occhi di tutti, gran parte della classe dirigente italiana continua a chiamare “maltempo”, quello che invece è la crisi climatica. Solo ad inizio mese Meloni aveva affermato che la transizione ecologica non può “smantellare la nostra economia e le nostre imprese; la transizione ecologica e la sostenibilità ambientale devono camminare di pari passo con la sostenibilità sociale ed economica”.

Ma la realtà è che l’economia sta già soffrendo proprio a causa dell’inadeguatezza delle azioni di questo governo (e di quelli precedenti), in materia di sostenibilità e di contrasto alla crisi climatica.

Le misure presentate nel Piano Nazionale e Integrato Energia e Clima (Pniec), infatti, non sono assolutamente adeguate e non ci permetterebbero di rimanere in linea con gli Accordi di Parigi (lo abbiamo spiegato qua). Tra queste, ad esempio, vi è l’intenzione di potenziare i gasdotti e di aprirne di nuovi. Secondo i dati diffusi solo ieri da Banca d’Italia,  il riscaldamento climatico costerà all’Italia una perdita di Pil equivalente a ben due o tre Piani nazionali di ripresa e resilienza.

Ciononostante molti esponenti della maggioranza di governo continuano a fare dichiarazioni parlando di "ideologia green" e ridimensionando la crisi in cui siamo immersi. Sottolineano come si tratta di fenomeni meteorologici che sono sempre esistiti, parlano insomma del tempo e non del clima. Ne prendiamo uno su tutti, il parlamentare della Lega Claudio Borghi: “I temporali esistono? SI Il caldo esiste? SI. La grandine esiste? SI Esistevano anche prima? SI”. Ai politici si aggiungono anche i media: la scorsa settimana il conduttore di Rete 4 Andrea Giambruno ha affermato che le temperature recenti sono “normali” e non costituivano una notizia, per poi interrompere l’inviata Rossella Grandolfo, che ha invece riportato le opinioni del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC), in accordo con i risultati dello studio riportato sopra. I giornali della destra intanto continuano a negare, di fatto, il cambiamento climatico: il ritorno della Verità è che “il green è la nuova pandemia" e parla di "dogmi del clima". Intanto chi si trova a governare i territori colpiti dal governatore siciliano Nello Musumeci e Luca Zaia, usano tutti altri toni mettendo l'accento proprio sui cambiamenti climatici.

Basta aprire la finestra per rendersene conto: è necessario uscire dall’era dei combustibili fossili. Iniziare a investire sulle energie rinnovabili e ad adattare l’organizzazione del Paese per prepararci ad eventi di questo tipo, che saranno sempre più frequenti. È necessario che le istituzioni agiscano, discutere se si tratti di fenomeni meteorologici imprevedibili o di crisi climatico, ormai assomiglia a una pericolosa dissonanza cognitiva.

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