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16 Settembre 2021
10:35

Gimbe: “Contagi in calo, ma 3 mln di over 50 senza copertura. In ospedale soprattutto non vaccinati”

Calano i nuovi casi di coronavirus e i ricoveri negli ospedali, ma ci sono ancora oltre tre milioni di over 50 senza vaccino. In autunno “si rischia una ripresa della circolazione del virus e un aumento delle ospedalizzazioni”, avverte Nino Cartabellotta, presidente della fondazione Gimbe, sottolineando che “in questo contesto è inaccettabile la presa di posizione di personaggi pubblici, tra cui medici e politici, che alimentano la disinformazione mettendo a rischio la salute delle persone, soprattutto di quelle indecise, che rifiutano vaccini efficaci e sicuri”.
A cura di Annalisa Girardi
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Anche se la situazione epidemiologica migliora, con i nuovi contagi e i ricoveri in calo, ci sono ancora oltre tre milioni di over 50 senza vaccino. Contando che le persone al momento in ospedale sono per lo più non vaccinati, è importante accelerare con la campagna di immunizzazione. Tuttavia, circa 10 milioni di dosi restano in frigo, segno che una parte di popolazione continua a essere restia nei confronti della somministrazione. In poche parole, è questo il quadro dipinto dalla fondazione Gimbe nel suo ultimo monitoraggio sull'andamento dell'epidemia nel nostro Paese. Vediamo che cosa emerso.

I dati dell'epidemia di Covid

In primis, un po' di dati. Come abbiamo detto, tra l'8 e il 14 settembre rispetto alla precedente settimana presa in esame, tutti i numeri sono in calo. Scendono contagi, decessi e ricoveri.

  • Decessi: 389 (-6,7%), di cui 52 riferiti a periodi precedenti
  • Terapia intensiva: -9 (-1,6%)
  • Ricoverati con sintomi: -142 (-3,3%)
  • Isolamento domiciliare: -11.296 (-8,8%)
  • Nuovi casi: 33.712 (-14,7%)
  • Casi attualmente positivi: -11.447 (-8,6%)

Il presidente della fondazione, Nino Cartabellotta, sottolinea quindi come stiano diminuendo sia i numeri assoluti, che la media mobile dei casi giornalieri. La situazione, tuttavia, varia da Regione e Regione, anche se solo in due i casi attualmente positivi risultano in aumento.

La responsabile di ricerca sui servizi sanitari alla fondazione, Renata Gili, sottolinea invece come dopo circa due mesi di aumento, anche i posti letto occupati da pazienti Covid risultano finalmente in diminuzione. Anche in questo caso, ci sono notevoli differenze geografiche. Due Regioni, Sicilia e Calabria, registrano dati oltre la soglia di rischio in area medica, mentre Marche, Sicilia e Sardegna lo fanno per quanto riguarda le terapie intensive. In generale, spiega Marco Mosti, direttore operativo a Gimbe, scendono gli ingressi giornalieri in terapia intensiva.

Come sta andando la campagna vaccinale

Per quanto riguarda invece l'andamento della campagna vaccinale, al momento risultano consegnate 91.849.241 dosi, con il 74,1% della popolazione che ne ha ricevuta almeno una. Questo significa che le scorte di vaccini a mRna arrivano a quota 10 milioni.

Nell'ultima settimana, tuttavia, sono calate le somministrazioni: "Nonostante la considerevole disponibilità di dosi il numero di prime somministrazioni, dopo tre settimane di stabilità intorno a quota 720-750mila, nell’ultima settimana è sceso a 525mila. In attesa di conoscere gli effetti dell’estensione dell’obbligo del Green Pass, è evidente che le attuali strategie della campagna non riescono a contrastare l’esitazione della popolazione ancora non vaccinata", commenta Cartabellotta.

In particolare, Gimbe segnala che ci sono ancora 3,9 milioni di over 50, quindi la fascia di popolazione più a rischio di malattia grave nel caso di infezione, ancora senza copertura. Nel dettaglio:

  • Over 80: 4.205.980 (93,9%) hanno completato il ciclo vaccinale e 102.620 (2,3%) hanno ricevuto solo la prima dose.
  • Fascia 70-79 anni: 5.353.137 (89,7%) hanno completato il ciclo vaccinale e 133.144 (2,2%) hanno ricevuto solo la prima dose.
  • Fascia 60-69 anni: 6.376.274 (85,7%) hanno completato il ciclo vaccinale e 219.502 (2,9%) hanno ricevuto solo la prima dose.
  • Fascia 50-59 anni: 7.491.811 (79,1%) hanno completato il ciclo vaccinale e 440.596 (4,7%) hanno ricevuto solo la prima dose.

E mentre le curve delle vaccinazioni si appiattiscono per quanto riguarda la popolazione over 50, continuano a crescere quelle al di sotto di questa soglia, in particolare per le fasce tra i 12 e i 19 anni e tra i 20 e i 29 anni che hanno superato quelle tra i 30 e i 39 anni e tra i 40 e 49 anni.

Nella fascia dei giovanissimi, nonostante si stia procedendo in velocità, con la riapertura delle scuola preoccupa il fatto che ci siano ancora oltre un milione e mezzo di ragazzi senza nemmeno una dose, sempre con rilevanti differenze regionali.

L'efficacia dei vaccini

La fondazione Gimbe sottolinea quindi come, da aprile ad oggi, l'efficacia dei vaccini si stia confermando stabile ed elevata nel ridurre il decesso e la malattia grave. Per quanto riguarda invece la diagnosi, si nota come l'efficacia si riduca: si passa dall’88,5% (periodo 4 aprile-11 luglio) al 77,3% (periodo 4 aprile-5 settembre), in misura inversamente proporzionale all’età. In particolare, nella fascia tra i 12 e i 39 anni l'efficacia è scesa sino al 67,2% nelle scorse settimane, si è stabilizzata e ora sembrerebbe in risalita. "Questo conferma che durante il periodo estivo tra i più giovani deve aver influito l’incremento dei contatti sociali e la minore attenzione ai comportamenti individuali, fondamentali per prevenire il contagio anche nelle persone vaccinate", spiega Cartabellotta.

Ad ogni modo, nelle persone completamente vaccinate, rispetto a quelle che non hanno ancora ricevuto il farmaco, si registra un netto calo dell'incidenza di diagnosi e soprattutto di malattia grave, ricovero o decesso.

"Il progressivo aumento delle coperture vaccinale e l'adesione ai comportamenti individuali hanno permesso di contenere la quarta ondata e i nuovi casi e ricoveri hanno finalmente iniziato a scendere. Tuttavia, con l'autunno alle porte la riapertura delle scuole e i 9,4 milioni di persone,
oltre agli under 12, che non hanno ancora ricevuto nemmeno una dose di vaccino, si rischia una ripresa della circolazione del virus e un aumento delle ospedalizzazioni con conseguenti limitazioni nell’assistenza ai pazienti non COVID-19
", avverte Cartabellotta. Che poi, in conclusione, punta il dito contro la disinformazione che continua ad essere fatta per quanto riguarda il virus e i vaccini, anche da parte di politici: "In questo contesto, è inaccettabile la presa di posizione di personaggi pubblici, tra cui medici e politici, che, sovvertendo la metodologia della ricerca scientifica, alimentano la disinformazione mettendo a rischio la salute delle persone. Soprattutto di quelle indecise, che rifiutano vaccini efficaci e sicuri confidando in protocolli di terapia domiciliare non autorizzati o addirittura in farmaci dannosi e controindicati".

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