Negli ospedali si stanno liberando sempre più posti letto mano a mano che aumentano i pazienti guariti dal Covid-19, ma questo non significa che il virus sia scomparso. Una decina di focolai emersi nell'ultima settimana dimostra che il coronavirus è ancora in circolazione: nell'ultima settimana sono emersi una decina di focolai e diverse persone continuano ad essere ricoverate. La riduzione di nuovi casi, che pur si attesta, è comunque da collegare anche al netto calo di tamponi eseguiti. Per queste ragioni, non bisogna abbassare la guardia. È l'avvertimento lanciato dalla fondazione Gimbe, che nel suo monitoraggio settimanale sull'evoluzione dell'epidemia nel nostro Paese ribadisce l'importanza dei comportamenti individuali volti al rispetto delle misure anti-contagio, della sorveglianza epidemiologica, e del potenziamento dell'attività di testing. Sono queste, affermano i ricercatori del think tank, le armi indispensabili per riuscire a convivere con il virus.

Tra il 17 e il 23 giugno la fondazione registra una costante riduzione dei pazienti ricoverati negli ospedali, così come una frenata nell'incremento dei nuovi casi. Questa, sottolinea, è però influenzata anche dal netto calo dei tamponi diagnostici, cioè quelli finalizzati a scovare nuovi casi (e non eseguiti per confermare la guarigione). Nel periodo preso in esame si sono contati 1.133 nuovi casi e 270 decessi. Negli ospedali si sono liberati 1.448 posti letto, di cui 62 in terapia intensiva. Per quanto riguarda però i tamponi, rispetto alla settimana precedente, la fondazione Gimbe riscontra in totale 18.937 tamponi in meno eseguiti: per quanto riguarda quelli diagnostici, invece, ne sono stati effettiati 26.876 in meno.

La situazione negli ospedali

"I dati confermano che il numero dei pazienti attualmente ospedalizzati è in discesa costante e progressiva dai primi di aprile, quando si
contavano oltre 4.000 pazienti in terapia intensiva e più di 29.000 ricoverati con sintomi. Tuttavia, il progressivo decongestionamento degli ospedali non implica, come impropriamente si sente spesso affermare, l’azzeramento dei ricoveri
", spiega il presidente Nino Cartabellotta. I dati relativi alle ospedalizzazioni legate al coronavirus servono per valutare la capacità degli ospedali ed eventuali situazioni di sovraccarico. Tuttavia, avverte Gimbe, al di là del saldo tra nuovi ricoveri e dimessi (che vediamo essere in progressiva riduzione), non si conosce il reale numero di pazienti che ogni giorno entrano ed escono dagli ospedali. "Considerato il numero di casi sempre più esiguo la nostra analisi settimanale si concentra sulle variazioni provinciali, dove gli incrementi sono conseguenti all’identificazione di focolai immediatamente circoscritti", prosegue Cartabellotta.

I nuovi casi nelle province

Escludendo le province siciliane, a causa dei numerosi ricalcoli effettuati nel periodo preso in esame, nella settimana tra il 17 e il 23 giugno, rispetto a quella precedente, in 36 province è stato rilevato un incremento complessivo di 186 casi. Gimbe riporta i dati relativi a 13 province, quelle che rilevano aumenti di almeno 5 casi, per un totale di 135 casi distribuiti in 9 Regioni: Calabria, Campania, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, provincia autonoma di Bolzano, provincia autonoma di Trento, Piemonte, Toscana. Questi incrementi vanno ricondotti a dei focolai emersi nell'ultima settimana.

Per quanto riguarda le province, Gimbe riporta:

  • Mondragone (Caserta): quarantena per i residenti dei Palazzi ex Cirio (30 positivi)
  • Palmi (Reggio Calabria): “zona rossa” istituita nei quartieri Pietrenere-Tonnara-Scinà (8 positivi)
  • Bologna: in un’azienda (14 positivi) e in un’attività commerciale (12 positivi)
  • Montecchio (Reggio Emilia): focolaio in due famiglie con legami parentali (7 positivi)
  • Bolzano: focolaio familiare (11 positivi)
  • Como: casa di accoglienza per persone bisognose (7 positivi)
  • Province di Prato e Pistoia (19 positivi)
  • Porto Empedocle (Agrigento) focolaio nella nave dei migranti portati dalla Sea Watch (28 positivi)
  • Alessandria: casa di riposo (13 positivi)
  • Roma: istituto religioso (4 positivi), oltre ai ben noti focolai della Garbatella e dell’ospedale San
    Raffaele Pisana relativi alle settimane precedenti

Cartabellotta: "Diffidare dal senso di falsa sicurezza"

"Tutte queste segnalazioni confermano, oltre ogni ragionevole dubbio, che il virus è sempre presente e rialza la testa ogni qualvolta le condizioni ambientali favoriscono una ripresa del contagio", aggiunge Cartabellotta. Che poi specifica: "In particolare, accanto alle ben note residenze per anziani, sembrano a rischio sia contesti familiari sia aree sociali disagiate, oltre gli inevitabili “casi di rientro” dall’estero. Di conseguenza, è indispensabile mantenere i comportamenti individuali raccomandati e continuare con una stretta sorveglianza epidemiologica, potenziando contestualmente l’attività di testing e tracciamento, di fatto in netta riduzione". Il presidente della fondazione quindi conclude sottolineando come i dati e le evidenze scientifiche invitino a "diffidare dal senso di falsa sicurezza che traspare da improvvide dichiarazioni prive di basi scientifiche e che rischia di alimentare pericolosi comportamenti individuali". E infine: "Il peggio è indubbiamente passato, ma resta cruciale disinnescare ogni cortocircuito cognitivo-comportamentale che ci porta, complice anche la bella stagione, a mettere da parte ogni preoccupazione (legittimo), ma soprattutto ogni precauzione (inaccettabile)".