Forze dell’ordine, rinnovato il contratto per 430mila agenti: a chi spettano aumenti fino a 185 euro

È arrivata la firma sul rinnovo del contratto 2025-2027 per il personale non dirigente del comparto Sicurezza e Difesa. L'accordo riguarda circa 430mila persone tra Polizia di Stato, Polizia penitenziaria, Carabinieri, Guardia di finanza e Forze armate. Oltre agli aumenti in busta paga, sono previsti gli arretrati per il 2025 e il 2026 e l'impegno del governo ad aprire un tavolo dedicato alla previdenza del personale in uniforme.
Chi è interessato dal rinnovo
Il contratto riguarda il personale non dirigente del comparto Sicurezza e Difesa. Nello specifico interessa gli appartenenti alla Polizia di Stato, alla Polizia penitenziaria, all'Arma dei Carabinieri, alla Guardia di finanza e alle Forze armate, quindi Esercito, Marina militare, compreso il personale della Guardia costiera e Aeronautica militare. La firma è arrivata a Palazzo Vidoni tra il governo, le organizzazioni sindacali e le associazioni professionali a carattere sindacale dei militari.
Di quanto aumentano gli stipendi
Secondo quanto dichiarato dal ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, gli effetti degli ultimi due rinnovi contrattuali del comparto Sicurezza e Difesa porteranno aumenti complessivi di almeno 200 euro netti al mese per le qualifiche iniziali. Per quanto riguarda il contratto 2025-2027 appena firmato, la Uil Fp Polizia Penitenziaria, che tutela i diritti del personale del corpo, parla di un incremento medio di circa 185 euro lordi mensili per il personale del corpo. Ai nuovi aumenti si aggiungono inoltre gli arretrati, che saranno una tantum, relativi al 2025 e al 2026, pari a 2.448 euro lordi secondo quanto comunicato dal governo.
Cosa prevede l'accordo oltre agli aumenti
Uno dei punti considerati più importanti è la previdenza. Il governo si è impegnato ad aprire entro i prossimi 90 giorni un tavolo interministeriale per affrontare il tema e studiare un sistema previdenziale più adatto alle specificità del personale in uniforme. Tra gli impegni assunti ci sono anche il confronto su possibili risorse da destinare all'impiego operativo nella prossima legge di bilancio e una verifica, prevista per luglio del 2027, sull'andamento delle retribuzioni rispetto all'inflazione.
La Uil Fp: "Bene la firma, ora servono i fatti"
Soddisfazione anche da parte della Uil Fp Polizia Penitenziaria, che definisce positiva la firma del contratto ma chiede al Governo di rispettare gli impegni presi durante la trattativa. Secondo il responsabile Gennarino De Fazio, l'aspetto più importante dell'intesa non è soltanto l'aumento degli stipendi, ma soprattutto l'avvio del confronto sulla previdenza. Il sindacato ricorda infatti che il personale del comparto, pur essendo stato interessato dalle riforme pensionistiche come tutti gli altri lavoratori, non dispone di strumenti di previdenza complementare. Una situazione che, secondo la Uil, rischia di tradursi in pensioni molto più basse rispetto all'ultimo stipendio percepito.
Per la Uil Fp infine resta centrale la situazione della Polizia penitenziaria, secondo il sindacato, il corpo opera con una carenza di almeno 20mila agenti e deve gestire istituti penitenziari con un tasso di sovraffollamento superiore al 140%. Un contesto che, secondo il responsabile Gennarino De Fazio, rende ancora più urgente intervenire sia sulle condizioni di lavoro sia sul fronte economico e previdenziale.