La procura di Milano ha aperto un fascicolo di inchiesta sulla vicenda dei presunti fondi russi alla Lega, e Gianluca Savoini, ex portavoce di Matteo Salvini, risulta indagato per corruzione internazionale. Il Pd, dopo aver chiesto una Commissione d'inchiesta, ora vuole la verità e incalza il ministro degli Interni. Lia Quartapelle, capogruppo del Partito democratico in commissione Affari esteri alla Camera, ha fatto sapere in una nota che esponenti del Pd si sono dati appuntamento questa mattina in via Bellerio "per chiedere se Savoini trattava con i russi per conto della Lega. Andando là abbiamo anche scoperto che la sede di Lombardia-Russia, l'associazione di Savoini, si trova proprio nello stesso edificio in cui ha sede la Lega. Insomma la sede del partito di Salvini e quella di Savoini coesistono a poche decine di centimetri una dall'altra: che cosa strana. Con che credibilita' di fronte a questo fanno finta di non conoscere Savoini?".

Alla manifestazione di protesta i dem hanno anche portato simbolicamente dei rubli: "Se si rivelerà vero che tramite Savoini hanno svenduto l'Italia ai russi", ha proseguito la parlamentare dem, "ci è sembrato l'unico modo per cercare di riprendercela. Possono fare finta di niente, ma devono rispondere a due domande con chiarezza: è vero che c'è stata questa trattativa? Quando dicevano di voler togliere le sanzioni e uscire dall'Ue, lo facevano sotto dettatura di Mosca? Non daremo tregua a Salvini finché non si saprà la verità. Non è una questione politica", ha concluso Quartapelle, "ne va della nostra democrazia e della nostra sicurezza nazionale".

"Per quale ragione Matteo Salvini non ha risposto all'interrogazione con cui il 18 luglio dello scorso anno chiedevo chiarimenti al governo sulla presenza di Savoini a un incontro riservato avvenuto a Mosca tra lo stesso ministro dell'Interno e il suo omologo russo in tema cybersicurezza?", ha dichiarato Alessia Morani, della presidenza del gruppo Pd alla Camera. "Con il mio atto ispettivo chiedevo a Salvini di fare luce perché e a che titolo Savoini avesse partecipato a un incontro su un argomento cosi' delicato e riservato come la sicurezza nazionale italiana. Ma Salvini non ha ritenuto necessario rispondere. Rimaniamo in fiduciosa attesa".

Anche l'ex presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha chiesto spiegazioni al vicepremier leghista: "Sul caso Metropol Salvini parla di matriosche e litri di vodka. Fa delle battute, ma perché non dice che Gianluca Savoinie' un imbroglione? Un mariuolo, una mela marcia?", ha detto il presidente del Pd a 24Mattino su Radio 24 a Maria Latella e Oscar Giannino. "Quella di Savoini è questione molto seria: c'è un esponente della Lega che partecipa alle riunioni con i russi in Italia e in Russia, viene coinvolto in registrazioni in cui si dicono delle cose incredibili e il ministro Salviniche fa? Invece di cacciarlo via e dire che è un millantatore, un truffatore, una mela marcia, ogni volta che qualcuno gli chiede di Savoini fa battute. Per un ministro degli Interni e' un atteggiamento allarmante".

Salvini ha negato di aver invitato l'ex portavoce in Russia: "Gianluca Savoini non è stato invitato dal ministro o dal Ministero dell'Interno" né a Mosca al vertice dell'ottobre 2018, con il ministro dell'Interno russo, né a Villa Madama a Roma nell'incontro con Vladimir Putin della scorsa settimana: "Produrrò i documenti di tutta la gente che ha viaggiato con me, gente pericolosa…". E ancora: "Cosa ne so cosa ci faceva al tavolo. Chiedetelo a lui. C'è tanta gente con me alle riunioni. È una inchiesta ridicola, io faccio il ministro dell'Interno e mi occupo di cose serie", ha concluso Salvini.