Femminicidio, una donna uccisa ogni tre giorni: 84 donne morte nel 2017

Immagine
Sono 84 le donne che hanno perso la vita da gennaio a oggi: le cifre sono in linea con gli anni passati: a novembre 2016 erano 88, a settembre 2015 i casi calcolati erano 87.

Arrivano i dati dell'associazione Sos Stalking: nel 2016 in Italia sono state uccise 115 donne, prevalentemente per mano del marito, del compagno o dell'ex. Il 2015 ha visto 120 vittime, 117 donne sono state uccise nel 2014 e ben 138 nel 2013. Una carneficina.

Dalle ultime rilevazioni emerge che da gennaio a oggi le donne che hanno perso la vita sono 84, contro le 88 a novembre 2016 e le 87 a settembre 2015. Di queste 84, due erano incinte e i rispettivi feti, di 5 e 6 mesi, sono morti insieme alle madri. Tra le regioni in cui si registrano maggiori casi secondo Sos Stalking sarebbe Lombardia quella con il numero più alto di donne assassinate, 11 in tutto; Seguita da Veneto, Emilia Romagna e Campania (8), Sardegna (7), Toscana, Piemonte e Sicilia (6), Lazio e Puglia (5), Abruzzo (4), Liguria (3), Trentino, Friuli e Calabria (2) e Marche (1).

Bisogna considerare poi le vittime secondarie, bambini o ragazzi che, in seguito al femminicidio, rimangono orfani di madre o, in caso di omicidio-suicidio, di entrambi i genitori: in questi 11 mesi ce nel sono stati 60, età media fra 5 e 14 anni.

"Parliamo di una donna uccisa ogni tre giorni, un’emergenza a cui la politica continua a non prestare adeguata attenzione – l’avvocato Lorenzo Puglisi, Presidente e fondatore di SOS Stalking – "I numeri dei femminicidi restano in media con i tre anni precedenti, senza apparenti flessioni e questo, anche per carenza di contromisure idonee come il braccialetto elettronico che, ancora oggi, non sembra rappresentare una priorità per il nostro esecutivo".

È indicativo sottolineare che il 20% dei femminicidi è stato preceduto da una misura cautelare che prevedeva un divieto di avvicinamento, "Il che dà l'idea dell'insufficiente potere dissuasivo di un provvedimento – ha detto Puglisi – "Perché restando unicamente sulla carta stampata, non fornisce alcuna reale garanzia per le potenziali vittime". 

La proposta di Orlando: 7,4 milioni in più al fondo per le vittime

"Su indicazione del ministero della Giustizia, nella legge di bilancio è stata proposta la previsione che dal 1° gennaio 2018 il fondo per indennizzare le vittime di violenza sia integrato per un importo pari a 7,4 milioni di euro" – ha detto il ministro della Giustizia Andrea Orlando sentito dalla commissione parlamentare sul femminicidio – "Il fondo sarà alimentato anche con il pagamento degli illeciti civili che sono stati depenalizzati".

Secondo un monitoraggio condotto proprio da ministero della Giustizia, su 417 sentenze analizzate, nel 98% dei casi l'autore del reato è un uomo e la nazionalità dell'autore conferma la prevalenza di soggetti italiani (74,5%). Inoltre nel 55,8% dei casi tra autore e vittima esiste una relazione sentimentale. Proprio perché la maggior parte delle violenze avvengono tra le mura domestiche (nel 35,2% dei casi gli omicidi si sono consumati all'interno dell'abitazione della vittima, nel 34,1% presso la casa coniugale e solo nel 2,9% dei casi in casa dell'autore), l'arma più utilizzata sarebbe il coltello.

471 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views