Ex Ilva, il governo incontra i sindacati, nessuna marcia indietro: spegnimento è “inevitabile”
Il Governo considera "inevitabile" lo spegnimento dell'area a caldo dell'ex Ilva di Taranto. La Corte d'Appello di Milano lo scorso 9 settembre ha disposto lo stop delle attività nel settore degli altiforni a causa dei rischi per la salute pubblica e l'ambiente. I forni quindi verranno spenti, ma ai lavoratori che hanno trascorso la vita esposti ad amianto ed emissioni inquinanti non verrà riconosciuto il lavoro usurante, almeno per il momento.
Sono questi i punti nevralgici dell'incontro appena concluso tra sindacati e Governo sulle sorti dell'ex Ilva. Lo apprende Fanpage.it da fonti qualificate. Alla riunione hanno preso parte, tra gli altri, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Alfredo Mantovano; il ministro delle imprese Adolfo Urso; e la ministra del lavoro Marina Calderone. Dalla parte opposta i referenti dei sindacati Usb, Fim, Fiom e Uilm.
Sul tavolo c'è soprattutto la questione sociale: lo spegnimento ha un prezzo che pagheranno migliaia di lavoratori impiegati delle Acciaierie d'Italia. Per gli operai dell’indotto è stata pensata una CIG in deroga. La platea stimata è di circa 4.000 lavoratori, quasi il doppio di quanto inizialmente calcolato.
A rischio 4mila lavoratori dell'indotto: coperture fino al 2007
Spegnere gli altiforni è un processo irreversibile e farlo significa, di fatto, cessare le attività della fabbrica. Per evitarlo e creare una continuità in vista della gara d'appalto, durante la riunione il governo ha presentato una road map che sarà accompagnata da uno specifico intervento normativo d’urgenza.
L'obiettivo del governo è quello di traghettare il sito fino a un nuovo soggetto privato, al quale saranno poi consegnate le chiavi del sito. Una proposta che per i sindacati non basta a garantire l'occupazione e il futuro stesso di Taranto.
Il tema più pesante riguarda proprio i lavoratori. Questi devono poter beneficiare degli ammortizzatori sociali, ma allo stesso tempo questi strumenti non devono essere legati alla cessazione delle attività del sito.
Per i lavoratori degli Appalti il governo ha prospettato una CIG in deroga che riguarderà una platea stimata di 4.000 operai. Chi ne avrà accesso però è ancora da definire: lavorando in appalto, nella fabbrica dovrà essere stabilito il nesso di dipendenza da Acciaierie d'Italia.
La copertura stimata andrà dal primo ottobre al 31 dicembre 2026, con finanziamenti già previsti fino al febbraio 2027. Al termine, il Governo rimanda alla legge di bilancio ogni successivo stanziamento. Un lasso di tempo troppo breve in relazione alla durata della crisi, ma coerente con l'obiettivo del governo di affidarne l'onere lasciare al soggetto – privato – che verrà dopo.
Simile il discorso per i lavoratori Ilva in Amministrazione Straordinaria. Per loro il Governo richiama la CIGS (Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria) già prevista fino al 31 dicembre 2026, alla quale si aggiunge uno specifico stanziamento per il 2027.
Per tutti sono stati messi sul tavolo incentivi volti alla ricollocazione, come sgravi contributivi per due anni, e fino a 20.000 euro per le imprese che assumano a tempo indeterminato lavoratori provenienti dal bacino.
No a lavoro usurante e prepensionamento
Restano fuori dalla discussione, almeno per il momento, due delle richieste avanzate dai lavoratori in questi anni: pensionamento anticipato e lavoro usurante. È la ministra del lavoro Calderone a spiegare che non è previsto un intervento immediato. A frenare, sarebbe soprattutto la difficoltà di normare senza creare un precedente.
Eppure proprio il lavoro usurante dovuto alla permanenza nel sito è al centro delle richieste dei lavoratori che lunedì 14 hanno sfilato in corteo a Taranto.
Il futuro di Taranto: prima commissario straordinario poi eolico
Per la città, il governo pensa a un commissario straordinario incaricato di gestire il traffico di manifestazioni di interesse e nuovi investimenti che arriveranno sul sito di Taranto. La chiave di volta è un decreto previsto entro un mese con il quale il governo si propone di allontanare lo spettro delle emissioni nocive. L'obiettivo è attirare l'investimento in eolico, fotovoltaico, ed eolico offshore. Sul tavolo infatti c'è la creazione di un’area di accelerazione industriale a emissioni zero
Chi investirà almeno 10 milioni di euro e darà priorità nell'assunzione ai lavoratori di Ilva e degli Appalti potrà beneficiare di procedure più snelle e incentivi economici.