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Conflitto in Ucraina
13 Settembre 2022
11:51

Draghi chiama Zelensky: “Confermato il pieno appoggio dell’Italia all’Ucraina”

Mario Draghi ha avuto un colloquio con il presidente Zelensky: “Confermato il continuo sostegno da parte del governo italiano alle autorità e alla popolazione ucraine in tutti gli ambiti”, fa sapere Palazzo Chigi. C’è preoccupazione per la sicurezza a Zaporizhzhia.
A cura di Tommaso Coluzzi
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Sono giorni caldissimi per il presidente Zelensky e per i militari ucraini impegnati nella controffensiva – inaspettatamente vincente – che ha portato alla riconquista della regione di Kharkiv, da cui l'esercito russo si sta sostanzialmente ritirando. La svolta nella guerra tra Russia e Ucraina, che da mesi ormai sembrava essersi impantanata, ha colto impreparati i militari di Putin, con il fronte russo che è crollato improvvisamente. Sono giorni molto importanti per Kiev, ovviamente. Dopo oltre sei mesi di una guerra che sembrava dovesse concludersi già nei primi giorni con una rapida vittoria della Russia, la controffensiva ucraina ha spiazzato tutti. E ora si apre una fase completamente nuova del conflitto, in attesa di capire quale potrà essere la reazione di Putin.

Oggi, intanto, il presidente del Consiglio Draghi ha sentito – in un colloquio telefonico – il presidente ucraino Zelensky. Secondo quanto fa sapere Palazzo Chigi la conversazione è stata incentrata proprio "sugli ultimi positivi sviluppi della controffensiva ucraina e della situazione sul terreno, anche con riguardo alla sicurezza della Centrale nucleare di Zaporizhzhia". Quello della centrale nucleare più grande d'Europa, infatti, continua a essere un tema che desta grande preoccupazione in tutti i Paesi occidentali. Soprattutto dopo la visita degli ispettori dell'agenzia dell'Onu.

"Il presidente Draghi ha confermato il continuo sostegno da parte del governo italiano alle autorità e alla popolazione ucraine in tutti gli ambiti", aggiunge sempre Chigi. Almeno finché Draghi sarà al governo, insomma, il supporto a Kiev dall'Italia continuerà a essere lo stesso. Anche perché, se da un lato i successi militari galvanizzano le truppe ucraine, dall'altro l'ipotesi che Putin possa voler riaffermare la sua leadership con una nuova escalation di violenza non è affatto da scartare.

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