Nel nuovo dpcm che il governo approverà nelle prossime ore in vista delle festività natalizie potrebbero tornare le lauree in presenza e potranno svolgersi in presenza anche gli esami, oltre alle lezioni solo per un ridotto numero di studenti e per le matricole. Si legge nel testo: "Le Università, sentito il Comitato Universitario Regionale di riferimento, predispongono, in base all'andamento del quadro epidemiologico, piani di organizzazione della didattica e delle attività curriculari che tengono conto delle esigenze formative e dell'evoluzione del quadro pandemico territoriale e delle corrispondenti esigenze di sicurezza sanitaria". E fino a qui nulla di nuovo, ogni ateneo ha avuto modo di organizzarsi autonomamente quest'anno, anche facendo ricorso a una forma di didattica mista, telematica e in presenza.

Dallo scorso 4 novembre invece, dopo la suddivisione in zone dell'Italia, in area rossa tutte le università hanno chiusi i battenti, tranne che per i medici in formazione specialistica e per le attività dei tirocini delle professioni sanitarie; mentre in zona gialla e arancione sono state autorizzati i laboratori e la frequenza delle matricole. Nel nuovo dispositivo si legge: "Le attività formative e curricolari si svolgono a distanza; possono svolgersi in presenza le sole attività formative degli insegnamenti relativi al primo anno dei corsi di studio ovvero rivolte a classi con ridotto numero di studenti, quelle dei laboratori, le altre attività curriculari, anche non relative agli insegnamenti del primo anno, quali esami e sedute di laurea". La novità del dpcm è quindi rappresentata dalla possibilità di sospendere la didattica a distanza per i piccoli gruppi di studenti, e per studenti degli anni successivi al primo sarà possibile fare esami e sedute di lauree in presenza.

Inun'intervista a Fanpage.it il sottosegretario De Cristofaro aveva detto che le proclamazioni delle lauree sarebbero rimaste in modalità telematica fino a gennaio. Evidentemente la situazione positiva dei contagi e l'indice Rt più basso in molte Regioni ha reso possibile un'accelerazione.

Ritorno a casa dei fuori sede?

Sempre il sottosegretario De Cristofaro aveva anticipato a Fanpage.it che sarebbe stato concesso agli studenti universitari fuori sede, che in Italia secondo gli ultimi dati del Miur sono circa 300mila, di tornare in famiglia per le vacanze di Natale. Molti in verità potrebbero già trovarsi nella loro città di residenza, dal momento che le lezioni come dicevamo in molti atenei si svolgono a distanza già da un mese. Non ci sono riferimenti espliciti su questo nel nuovo testo, in cui si fa genericamente riferimento alla possibilità di rientrare presso la propria "residenza, domicilio o abitazione, con esclusione degli spostamenti delle seconde case ubicate in altra Regione o Provincia autonoma e, nelle giornate del 25 e 26 dicembre e del 1°gennaio 2021, anche ubicate in altro Comune, ai quali si applicano i predetti divieti". Probabilmente per capire se gli universitari che hanno già spostato la residenza nella città in cui studiano potranno tornare dai propri congiunti si dovranno attendere le Faq di Palazzo Chigi.