È ancora una volta un titolo di apertura di Libero ad alimentare la polemica politica sul sistema di finanziamento pubblico ai giornali. Questa volta, il quotidiano diretto da Feltri e Senaldi mette in relazione in prima pagina il calo del prodotto interno lordo con l’aumento del numero delle persone omosessuali. Un titolo privo di senso e di alcuna caratteristica “giornalistica” che non è passato sotto silenzio, secondo il classico schema adottato da tempo da Libero, volto probabilmente solo a far circolare il nome della testata presso un pubblico più ampio.

Immediati i commenti e le reazioni della politica, con il Movimento 5 Stelle in prima linea nell’attaccare uno dei giornali che ancora beneficiano del finanziamento pubblico. “Provo disgusto per il titolo del giornale Libero. Un giornale che riceve soldi pubblici che prima pubblica titoli razzisti contro, poi oggi anche omofobi”, spiega il sottosegretario con delega all’Editoria Vito Crimi, aggiungendo: “Avvierò immediatamente una procedura interna per vagliare la possibilità di bloccare l’erogazione dei fondi residui spettanti ad un giornale che offende la dignità di tutti gli italiani e ferisce la democrazia”. Nella lettura dell’esponente grillino, infatti, “chi distrugge la credibilità della stampa sono proprio alcuni giornalisti”.

Una linea condivisa da Luigi Di Maio, che su Facebook spiega: “Abbiamo fatto bene o no a tagliare i fondi a giornali del genere? Scriveranno queste idiozie senza più un euro di fondi pubblici”.

Le critiche a Libero arrivano anche da destra, con Renata Polverini protagonista di un botta e risposta durissimo con Vittorio Feltri:

E proprio Laura Boldrini stronca il titolo di Feltri: