Dopo il dl Sicurezza la Cassazione boccia anche l’accordo Italia-Albania: “Dubbi di costituzionalità”

Dopo il decreto Sicurezza, la Cassazione si è espressa anche sul protocollo Italia-Albania evidenziando le criticità dell'accordo. All'interno della relazione sul trattenimento dei cittadini stranieri, la Corte ha palesato i suoi dubbi sulla costituzionalità del provvedimento del governo Meloni, che rischia di configgere anche conio diritto internazionale e dell'Unione europea.
"La dottrina ha espresso numerosi dubbi di compatibilità con la Costituzione e con il Diritto internazionale, soffermandosi poi specificamente sul rapporto tra il Protocollo e il diritto dell'Unione", si legge nella relazione riportata dal Manifesto. Tra le possibili violazioni ci sono i rischi per il diritto alla salute, alla difesa, il diritto di asilo e della libertà personale dei migranti deportati e detenuti nei centri di Gjader e Shenjing. I dubbi avanzati dalla Cassazione si aggiungono alle critiche nei confronti del dl Sicurezza, che ha bocciato sia nel contenuto che nella modalità con cui sono state approvate le norme.
Il governo attacca nuovamente i giudici: "Inaccettabile"
Dopo la notizia della relazione, la maggioranza è andata nuovamente all'attacco dei giudici. "Continua l'uso politico della giustizia e l'attacco della magistratura alla separazione dei poteri. È di fatti inaccettabile il pronunciamento della Cassazione sugli accordi Italia – Albania in materia di immigrazione, che arriva dopo le cose assurde dette dalla Cassazione a favore dell'occupazione delle case", ha dichiarato il capogruppo di FI alla Camera, Maurizio Gasparri.
"Oggi la Cassazione solleva dubbi di costituzionalità sull'accordo Italia-Albania sui migranti, dopo le perplessità sulla legge sicurezza. E qual è la reazione del governo? Attaccare la magistratura. Delegittimare la separazione dei poteri sancita dalla Costituzione. Un copione già visto, scritto da Orban e ripreso parola per parola da questa maggioranza. Un attacco allo Stato di diritto tipico dei sovranisti al quale non piegheremo la testa neanche in Italia", ha contrattaccato Alessandro Zan, responsabile Diritti nella segreteria nazionale del Pd ed eurodeputato.
Quella della Cassazione "è la seconda tegola in caduta libera sul governo, che vuole smantellare gli organismi di garanzia costituzionale – dalla Corte dei Conti alla Cassazione – perché non allineati ai voleri del governo", ha dichiarato Angelo Bonelli di Avs. "La destra di Meloni attacca i magistrati, inneggia alle "toghe rosse", criminalizza manifestazioni, scioperi e dissenso: a Bologna, a Venezia, operai e cittadini finiscono sotto processo, mentre la premier concede potere assoluto ai ricchi con il suo "ius divitum". È inaccettabile", ha aggiunto.
"Meloni e soci farebbero bene a prendere atto del fatto che la Corte suprema ha raccolto un'ampia dottrina che solleva pesanti dubbi sulla compatibilità tra il progetto del governo Meloni da una parte e la Costituzione e il diritto europeo dall'altra. Quello che il governo finge di non capire è che al di là delle dissertazioni giuridiche e delle opinioni del governo sulla magistratura italiana, il risultato unico è il fallimento assoluto del Protocollo e in generale delle politiche migratorie del centrodestra, che su questo tema aveva vinto le elezioni", hanno affermato i rappresentanti del M5S nelle commissioni Affari Costituzionali della Camera e del Senato Carmela Auriemma, Vittoria Baldino, Roberto Cataldi, Alfonso Colucci, Felicia Gaudiano, Alessandra Maiorino e Pasqualino Penza. "Se anche non vi fossero i pronunciamenti giudiziari che fermano le sciocchezze del governo, ci sono i numeri impietosi della realtà. Presto questa operazione assurda avrà un anno di vita e finora in Albania sono state portate poche decine di persone a fronte di oltre 250 mila sbarchi di migranti da quando Giorgia Meloni è presidente del Consiglio. Il tutto per la modica cifra di circa un miliardo dei cittadini italiani. I partiti del centrodestra dovrebbero vergognarsi e invece ancora fanno proclami", concludono.
Anche l'Associazione Nazionale Magistrati, Sezione Cassazione, è intervenuta in risposta agli attacchi del governo, ricordando che "uno dei compiti specifici dell'Ufficio del Massimario è proprio quello di redigere le relazioni sulle novità normative, evidenziandone anche le eventuali criticità dal punto di vista della tenuta costituzionale e ribadisce l'importanza del rispetto nel democratico confronto fra le Istituzioni dello Stato".