"Speriamo bene, che vi devo dire? Non è un segreto di Stato il fatto che io sia scettico, conosco il Partito Democratico. Vedremo, come tutti i cittadini, mi auguro il meglio". Lo ha detto l'esponente pentastellato Alessandro Di Battista, ex deputato, intervistato ai microfoni di ‘Dritto e Rovescio', il talk show condotto da Paolo Del Debbio, in onda questa sera, alle 21.30 su Retequattro, interpellato in merito al governo Conte bis, che ha ottenuto lunedì e martedì la fiducia alle Camere.

Riguardo all'azione del premier Giuseppe Conte Di Battista non si sbilancia: "Non lo so. Staremo a vedere. Come tutti quanti i cittadini io sono un elettore, quindi un datore di lavoro dei politici e aspetterò di vedere e giudicherò i risultati".

"Se Salvini ha cattivi consiglieri? Non lo so, so però che se non mantieni i piedi per terra, ancorati alla realtà, rischi di montarti la testa e, secondo me, si è montato la testa ed ha preso una craniata".

"È vera la storia che Salvini ha proposto a Luigi Di Maio di fare il premier, lo posso garantire da fonti dirette. Fondamentalmente lui ha avuto lo stesso vizio Di Renzi: un'ubriacatura di potere. Un'arroganza tale che l'ha fatto sentire il ‘re del mondo'. Tanta gente ai suoi comizi, tante foto…si è sentito amato più di ogni altro, ma ha sottovalutato le regole parlamentari e ha commesso un autogol clamoroso. Ho rapporti diretti con ex ministri e politici della Lega, pubblicamente sono compatti e difendono il Capitano poi, privatamente, ne dicono di peste e corna", ha aggiunto.

Poi su Beppe Grillo, garante del Movimento, ha dichiarato: "Oggi riflettevo sempre su una cosa di Beppe che non viene mai detta: ha rinunciato a una valanga di soldi per dare una mano al Paese. Perché questo è stato Beppe Grillo quando ha messo in piedi il Movimento 5 Stelle, l’ha fatto esclusivamente per il bene collettivo, per l’interesse generale e per le sue idee".

E ha aggiunto: "Gli riconosco un’onestà intellettuale che poche altre volte ho trovato in altri in esseri umani. Gli sono molto grato perché senza di lui non avrei mai potuto fare un’esperienza in Parlamento e oggi, se ho anche delle opportunità a pubblicare dei libri, scrivere delle cose, essere conosciuto, è grazie a questa esperienza, non certo perché sia diventato Hemingway".

Di Battista ne ha per tutti. Matteo Renzi "avrebbe dovuto mollare la politica, ma soltanto io ho fatto ciò che ho detto. E per quanto mi riguarda, non lo so, secondo me proverà a riorganizzare i gruppi parlamentari – che comunque li ha messi quasi tutti lui i parlamentari che oggi sono nel Partito Democratico – e proverà a creare una sorta Di minoranza interna: questo l'hanno sempre fatto all'interno del Parlamento della repubblica".

"La convenienza personale – ha proseguito – viene sempre posta davanti agli interessi del Paese. Io non sono così. Personalmente se avessi pensato sempre e solo alla convenienza personale, avrei fatto un'altra carriera. Però per quanto mi riguarda, Renzi è così. Non crediate che si sia convertito sulla via di Damasco… Se si fosse andati al voto, la maggior parte dei suoi parlamentari non sarebbero stati candidati da Zingaretti e lui si sarebbe trovato con un pugno di mosche in mano. Ha agito essenzialmente per istinto di sopravvivenza".

Quindi ha concluso: "Faccio un grande in bocca al lupo a questo governo sperando che soprattutto si occupi degli ultimi e oggi, per me, l’unico modo per occuparsi degli ultimi in Italia, è aggredire le sacche di potere, le oligarchie, a cominciare da una legge seria sul conflitto d’interessi che, secondo me, ripeto: se non c’è mai stata in Italia, più che per responsabilità di Berlusconi, è stata per responsabilità della Sinistra. Queste sono sempre state le mie idee e non le cambio".