Delmastro, Dori (Giunta Autorizzazioni): “Fontana ha negato lettura chat, ora faccia come Andreotti”

Il presidente della Giunta Devis Dori contesta lo stop di Fontana all’accesso alle chat dell’inchiesta Delmastro, denunciando il rischio di un voto in Aula “al buio”. A Fanpage.it, invita quindi il parlamentare a seguire l’esempio di Andreotti nel ’93 e chiedere direttamente all’emiciclo di votare a favore dell’autorizzazione.
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A cura di Redazione
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di Marco Billeci e Francesca Moriero

"Se davvero non ha nulla da nascondere, faccia come Giulio Andreotti nel '93: venga in Aula e si appelli ai colleghi per chiedere di votare a favore dell'autorizzazione". È questo l'invito che Devis Dori, deputato di Alleanza Verdi Sinistra e presidente della Giunta delle Autorizzazioni della Camera, lancia all'ex sottosegretario Andrea Delmastro ai microfoni di Fanpage.it.

Le parole di Dori arrivano al culmine di un duro scontro istituzionale consumatosi a Montecitorio intorno all'inchiesta sulla "Bisteccheria d'Italia". Il presidente della Giunta aveva infatti autorizzato i membri dell'organismo da lui presieduto a consultare le carte inviate dalla Procura di Roma, tra cui figurano le chat tra Delmastro e il ristoratore Mauro Caroccia. Una mossa bloccata dal presidente della Camera, Lorenzo Fontana, che ha negato l'accesso ai documenti subordinandolo a un voto preventivo della Giunta del Regolamento. Il paradosso, denuncia Dori, è che la prossima settimana l'Aula potrebbe trovarsi a votare l'autorizzazione richiesta dai pm capitolini sull'utilizzo di quelle chat completamente "al buio", senza che i parlamentari abbiano potuto leggerne i contenuti.

Presidente Dori, partiamo da quanto accaduto questa mattina agli uffici della Giunta delle autorizzazioni. Cosa è successo?

Stamattina siamo andati negli uffici della Giunta delle autorizzazioni della Camera e abbiamo chiesto di poter accedere alla documentazione allegata alla lettera del procuratore Lo Voi, in forza di una decisione che ieri, in ufficio di Presidenza, avevo assunto come Presidente. Purtroppo ci è stato negato dagli uffici: dicono di aver ricevuto questa disposizione direttamente dal Presidente Fontana, in attesa della decisione che ci sarà lunedì della Giunta del Regolamento. A mio parere è una decisione completamente sfornita di fondamento, perché ci sono dei precedenti – che io porterò proprio oggi al Presidente Fontana, che vanno nella direzione opposta. Non è possibile impedire ai membri della Giunta di accedere alla documentazione su un caso che è in Giunta.

La maggioranza ieri l'ha accusata di aver "forzato la mano", sostenendo si tratti di una situazione inedita per la quale bisognava prima avere un chiarimento dalla Giunta del Regolamento. Perché secondo lei, invece, era giusto dare subito l'accesso a questi documenti?

Anche in passato, compreso lo scorso anno, abbiamo avuto in Giunta casi complessi con documentazione particolarmente delicata. Penso al caso Al Masri, dove c'erano comunicazioni dei servizi segreti, per intenderci. Non per questo, però, ci è stata negata la possibilità di poter accedere agli atti. Da un punto di vista procedurale e formale, io ritengo che nel momento in cui il Presidente Fontana mi manda in Giunta della documentazione, i membri della Giunta possano accedervi. Se aveva dei dubbi rispetto alla legittimità dell'accesso, a mio parere doveva ottenere un parere preventivo da parte della Giunta del Regolamento prima dell'invio a noi di queste carte.

A questo punto si va verso un voto in Aula la prossima settimana. Un voto "al buio", senza che i deputati abbiano potuto leggere le carte.

Se la Giunta del Regolamento negherà ai membri della Giunta delle autorizzazioni la possibilità di accedere a quelle chat, immagino che il voto che ci sarà poi in Giunta sarà quello di una "non necessità" di un'ulteriore integrazione istruttoria. A quel punto sarà sì possibile il voto in Aula, potenzialmente anche settimana prossima.

A proposito dell'Aula, lei prima ha citato il famoso precedente di Giulio Andreotti. Delmastro dovrebbe venire in Aula e fare un appello ai colleghi?

Sì. Più volte abbiamo sentito il collega Delmastro affermare che non ha nulla da nascondere, che mette a disposizione le chat e quant'altro. La cosa migliore, proprio facendo leva su un precedente così noto come quello di Andreotti, è che venga in Aula, se davvero settimana prossima si voterà, e si appelli all'intero emiciclo per chiedere un voto a favore dell'autorizzazione. Questo sarebbe chiaramente un grande strumento di trasparenza.

Delmastro ha dichiarato di aver inviato lui stesso le chat ai pm, proprio per dimostrare di non aver nulla da nascondere. Questo cambia qualcosa a livello di autorizzazione? Significa che i magistrati le possono già utilizzare?

No, da questo punto di vista non cambia nulla in termini meramente tecnici. Le prerogative parlamentari non sono nella disponibilità del singolo parlamentare: non è il singolo che decide se usufruirne oppure no, perché esistono a tutela della funzione parlamentare nel suo complesso. Quindi serve comunque un passaggio prima dalla Giunta, che c'è già stato, e poi dall'Aula.

Sta a lui, quindi, convincere l'Aula a dare il via libera all'utilizzo delle chat?

È solo lui che può convincere, con un appello, l'intera Aula a votare nella direzione che lui stesso dice di auspicare.

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