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Perché il governo non vuole dare ai magistrati le chat tra Delmastro e un prestanome di camorra?

La giunta per le autorizzazioni a procedere ha negato alla magistratura la possibilità di acquisire le chat fra l’ex sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro e il prestanome del clan Senese Mauro Caroccia. Così però la vicenda diventa ancora più inquietante.
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Che sorpresa! Non ce lo saremmo mai aspettati che la maggioranza, attraverso la giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera dei Deputati, negasse ai magistrati della procura di Roma l’accesso alle chat tra l’ex sottosegretario alla giustizia, nonché avvocato penalista di Giorgia Meloni, Andrea Demastro Dellevedove e il prestanome del clan mafioso dei Senese Mauro Caroccia.

Non ci saremmo mai aspettati che la maggioranza non volesse fare chiarezza, attraverso quelle chat, del motivo per cui un sottosegretario alla giustizia abbia deciso di investire nel ristorante Bisteccheria d’Italia, entrando in società con la figlia appena diciottenne di Mauro Caroccia, che peraltro nemmeno aveva mai visto in faccia.

Non ci saremmo mai aspettati nemmeno che quelle chat non fossero consegnate ai magistrati per chiarire come mai Delmastro abbia convinto anche alcuni importanti compagni di partito piemontesi a far parte di questa allegra avventura imprenditoriale, nonostante il locale fosse a Roma, nel quartiere dominato dal clan Senese.

Non ci saremmo mai aspettati che si sia persa l’occasione di fare chiarezza sui motivi di questa strana amicizia tra Delmastro e Caroccia, visto che “anche i muri sapevano chi fosse” – parola del fratello di Caroccia – cioè il prestanome di un boss della camorra. 

Non ci saremmo mai aspettati che non si sia potuto chiarire come mai a un certo punto Delmastro decida di liquidare le sue quote alla giovane figlia di Caroccia, e come mai lo faccia in contanti, facendo passare il denaro da diverse società, prima di farlo arrivare alla ragazza.

Non ci saremmo mai aspettati, insomma, che si sia persa l’occasione per dissipare ogni dubbio sui comportamenti specchiati dell’onorevole Delmastro, per far cessare definitivamente quel venticello di dubbi, più che di calunnie, attorno a questa strana vicenda.

Davvero, non ce lo saremmo mai aspettati. Anche perché ora alle domande se ne aggiunge un’altra. Perché Fratelli d’Italia non vuole che quelle chat finiscano in mano agli inquirenti, se tutta questa vicenda è un gigantesco equivoco?

Secondo voi?

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