Il Senato ha dato il via libera alla fiducia sul decreto sicurezza bis, trasformando così in legge il provvedimento fortemente voluto dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Alla fine non c’è stato alcun rischio sulla tenuta del governo nell’Aula di Palazzo Madama, con il Movimento 5 Stelle che ha votato compatto – fatta eccezione per cinque ‘dissidenti’ – il decreto. E proprio contro i pentastellati si scaglia il segretario del Pd, Nicola Zingaretti: “Il decreto Salvini è passato, l'Italia è più insicura. Grazie agli schiavi 5 Stelle la situazione nelle città e nei quartieri rimarrà la stessa, anzi peggiorerà. Avevamo chiesto il contratto per i lavoratori delle forze dell'ordine, presidi nei quartieri a rischio, rilancio e risorse dei patti della sicurezza con i sindaci, investimenti per il recupero delle periferie. Ma niente. Di tutto questo non c'è nulla, così come non c'è nulla sulla lotta alle mafie, nemmeno l'ombra. Il crimine ringrazia, le persone sono sempre sole e le paure aumentano. Salvini ci campa”.

Gli fa eco Marina Sereni, esponente dem ed ex vicepresidente della Camera, che su Twitter scrive: “Decreto sicurezza bis, ora la disumanità è legge, senza nessun risultato vero per aumentare la sicurezza delle persone”. Commenta anche il responsabile economia del Pd, Antonio Misiani: “Ok alla fiducia, il Decreto Sicurezza bis è legge. Un sentito ringraziamento da parte di Matteo Salvini agli schiavi 5 Stelle, sempre più tappetini della Lega”.

Ad opporsi con convinzione al provvedimento votato oggi dal Senato c’era anche un’altra componente parlamentare, quella di Liberi e Uguali. A commentare il voto è Vasco Errani, intervenendo nell’Aula del Senato: “Il decreto si propone due finalità: far decidere tutto al ministro degli interni in barba all'articolo 95 della Costituzione (magari per coprire le scelte illegittime di questi mesi) e colpire le Ong e tutti coloro che salvano persone in mare in barba a tutti i trattati internazionali e alle leggi del mare. Non è solo propaganda, la questione è ben più grave perché si inseriscono nella legislazione del nostro paese, in modo cinico, norme incostituzionali investendo sulla paura per sostenere un racconto pericoloso che produrrà problemi sempre più gravi. Il governo affronta il problema dell'immigrazione in maniera opposta alla realtà. Che non sia solo propaganda lo dimostra il fatto che il governo non ha una politica sull'immigrazione. Ad esempio: dove sono finiti i 500.000 clandestini che erano scritti nel contratto di governo? Che cosa si è fatto per loro? Si è fatto meno del governo precedente, lo dicono i dati del Viminale: da gennaio a giugno 15,6 rimpatri al giorno contro i 17,8 di Minniti”.