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Decreto sicurezza
18 Giugno 2019
10:56

Decreto sicurezza bis, il Consiglio d’Europa contro Salvini: “Preoccupati per vite umane”

Dopo Onu e Unhcr, anche il Consiglio d’Europa esprime forte preoccupazione per le disposizioni contenute nel decreto sicurezza bis, voluto dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, in tema di migranti e soccorsi in mare: “Siamo preoccupati per l’impatto che alcune parti del decreto sicurezza bis potrebbero avere sulla vita delle persone che necessitano di essere salvate in mare”.
A cura di Stefano Rizzuti
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Nuova bocciatura per il decreto sicurezza bis. Il provvedimento voluto dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini, desta la preoccupazione anche del commissario per i Diritti umani del Consiglio d’Europa, Dunja Mijatovic. Parlando delle sanzioni previste dal decreto per le imbarcazioni impegnate nelle operazioni di salvataggio nel Mediterraneo, la commissaria si dice “seriamente preoccupata per l'impatto che alcune parti del decreto sicurezza bis potrebbero avere sulla vita delle persone che necessitano di essere salvate in mare”. Non è la prima bocciatura del decreto a livello internazionale, dopo quelle delle scorse settimane da parte di Unhcr e Onu.

Mijatovic, secondo quanto riporta l’Ansa, si sofferma sul tema dei migranti anche in riferimento alla questione della Sea Watch, la nave della Ong tedesca – battente bandiera olandese – che vaga nel Mediterraneo in attesa di un porto sicuro in cui far sbarcare i migranti a bordo. Per il commissario per i Diritti umani del Consiglio d’Europa, “i migranti salvati in mare non dovrebbero mai essere sbarcati in Libia, perché i fatti dimostrano che non è un Paese sicuro”. Mijatovic bacchetta Roma, dicendosi “preoccupata per l'atteggiamento del governo italiano nei confronti delle Ong che conducono operazioni di salvataggio nel Mediterraneo”. E chiede, quindi, che alla “Sea Watch 3 sia indicato tempestivamente un porto sicuro che possa essere raggiunto rapidamente”. Inoltre, il Consiglio d’Europa invita gli stati membri dell’Ue a sospendere ogni collaborazione con la Libia. Altra raccomandazione espressa da Mijatovic è quella di "mettere fine alla politica di chiudere i porti per tutte le Ong".

Le critiche di Unhcr e Onu al dl sicurezza bis

Il Consiglio d’Europa non è, come detto, il primo ente sovranazionale a esprimere preoccupazione per il varo del decreto sicurezza bis. Già a maggio, ancor prima dell’approvazione in Consiglio dei ministri, era stato l’Onu ad accusare il Viminale di violare i diritti umani. L’Onu aveva invitato il governo a bloccare il decreto, condannando la bozza del provvedimento che circolava prima delle europee e puntando il dito soprattutto contro le multe per chi soccorre migranti in mare (parte poi rivista nel testo definitivo).

A giugno è stata poi la volta dell’Unhcr, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati. Che ha espresso tutte le sue criticità dopo l’approvazione in Consiglio dei ministri del provvedimento. La richiesta inviata all’Italia è stata quella di “riconsiderare un decreto che penalizzerebbe i soccorsi in mare nel Mediterraneo centrale”. L’Agenzia delle Nazioni Unite ha in particolare ribadito che “salvare vite umane costituisce un imperativo umanitario consolidato ed è anche un obbligo derivante dal diritto internazionale: nessuna nave o nessun comandante dovrebbe essere esposto a sanzioni per aver soccorso imbarcazioni in difficoltà”.

La replica della Lega

La risposta della Lega alle critiche mosse dal Consiglio d'Europa non si fa attendere. I parlamentari del Carroccio nella delegazione italiana al Consiglio d'Europa, Paolo Grimoldi e Alberto Ribolla, replicano: "È incredibile che il Consiglio d'Europa – un organismo che con i fatti ha dimostrato di essere antidemocratico, impedendo la nascita del nostro nuovo gruppo, cambiando in corsa le regole e facendo attività di dossieraggio sui parlamentari ritenuti scomodi di forze politiche come la Lega, il Front national, l'Fpo, l'Afd – oggi arrivi a bacchettare l'Italia attraverso Dunja Mijatovic, commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, nel documento sulla protezione di rifugiati e migranti nel Mediterraneo reso noto oggi, mettendo sotto accusa le politiche migratorie italiane. Da che pulpito – proseguono – parla la signora Mijatovic che intima all'Italia di ‘mettere fine alla politica di chiudere i porti per tutte le Ong, di proibire la navigazione in acque territoriali'. Siamo uno Stato sovrano e decidiamo noi chi entra nelle nostre acque territoriali, in base alle nostre leggi per la nostra sicurezza. Detto questo, signora Mijatovic la sua Bosnia in questi anni quanti immigrati africani si è presa in carico? Facile sentenziare dal pulpito, facile predicare bene, quando poi con i fatti si razzola male…".

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