De Priamo (FdI) respinge gli attacchi del campo largo a Meloni: “In Parlamento un discorso da statista”

Nell'ultima puntata di Scanner Live, il programma di approfondimento politico di Fanpage.it condotto da Valerio Nicolosi, gli ospiti hanno commentato il discorso di Giorgia Meloni in Parlamento e le difficoltà dell'esecutivo di fronte alla situazione economica e internazionale. Il capogruppo del M5s in Senato, Luca Pirondini, insieme al deputato Pd Matteo Orfini e alla deputata di Avs Elisabetta Piccolotti, hanno duramente criticato la linea tenuta dalla presidente del Consiglio. Andrea De Priamo, senatore di Fratelli d'Italia, l'ha invece difesa: "È stata una relazione, a mio avviso, da statista", ha detto, chiarendo le priorità dell'esecutivo nel prossimo anno e commentando anche il caso Delmastro.
Il discorso di Giorgia Meloni, Pirondini (M5s): "Politicamente disperato"
"Era un discorso crepuscolare, senza alcuna strategia di rilancio, omissivo sulle questioni politiche che si sono aperte con la sconfitta referendaria, molto debole sul terreno dell'impianto di politica estera internazionale", ha detto Matteo Orfini. "Come se si preparasse a giustificare una sconfitta elettorale con la coerenza verso i non meglio definiti valori fondativi di questo patto di governo". Un ‘rilancio' c'è stato sul tema della sicurezza su cui, Meloni ha detto di non essere soddisfatta: "Non so come l'ha presa Piantedosi", ha commentato Orfini. "Dopo tanti interventi, tanti decreti e nella condizione particolare in cui si trova in questo momento, l'unica ammissione è stata di non essere riusciti nemmeno a risolvere il problema della sicurezza che propagandisticamente hanno utilizzato in questi quattro anni ad ogni occasione, facendo peraltro delle leggi orribili e delle norme allucinanti. Mi sono chiesto se non fosse anche un meccanismo neanche troppo velato di sfiducia a Piantedosi".
Per Pirondini (M5s) il discorso di Meloni è stato "politicamente disperato", di chi "sa che il 23 marzo è finito il suo governo, politicamente, ma tirerà a campare finché ci riuscirà". È sembrato più un "discorso di insediamento, come se fosse venuta a chiedere la fiducia. In realtà sono quattro anni che è la presidente del Consiglio". Non sono mancati gli attacchi della premier all'opposizione, incluse alcune delle misure varate negli scorsi anni dal Movimento 5 stelle: "A volte mi domando su quale misura potrei attaccare questo governo, ma avendone fatte praticamente nessuna, l'unica cosa che abbiamo potuto fare anche oggi è ricordare quante cose non hanno mantenuto", ha replicato il capogruppo pentastellato.
Elisabetta Piccolotti, di Alleanza Verdi-Sinistra, ha sottolineato che nel suo discorso Meloni "non ha mai nominato l'attacco statunitense all'Iran. A un certo punto ha detto che dobbiamo tornare alla situazione precedente nello stretto di Hormuz, senza spiegare che c'è stato un attacco illegale illegittimo degli Stati Uniti all'Iran". Si è presentata con "due proposte nuove: una sono 100mila alloggi popolari in dieci anni, tempi lunghissimi e numeri ristrettissimi; e poi ha vagheggiato di una tutela dei lavoratori poveri nell'ambito della contrattazione collettiva che annuncerà il primo maggio, ma non si è capito nulla".
Naturalmente ben diversa la linea di Andrea De Priamo, senatore di FdI. Per lui il discorso è stato "da statista. Ha ripercorso analiticamente le cose fatte e anche guardato alle cose da fare. È una relazione che apre la parte finale della legislatura". E ha chiarito "alcune ricostruzioni evidentemente molto fantasiose, come ha confermato oggi il presidente Meloni, di impasti o chiusure anticipate della legislatura". Il senatore ha anche chiarito quali saranno le priorità della maggioranza nell'ultimo anno di governo: "Per prima cosa gestire al meglio nell'attuale congiuntura internazionale la questione energetica e le conseguenti ricadute economiche sugli italiani", e poi il "tema sociale, inteso anche come emergenza della questione abitativa".
Elezioni anticipate, il campo largo è d'accordo: "Siamo pronti"
Una delle questioni che restano sul tavolo è quella delle elezioni anticipate. Come detto, Meloni ha allontanato l'ipotesi. Ma ha anche ammesso che sarebbe stato più "semplice" convocarle, e che nel farlo avrebbe colto le opposizioni impreparate. Tanto che, ha detto la premier, nessuno dalla minoranza chiede al governo di dimettersi.
Gli ospiti di Scanner Live hanno smentito questo punto: "Il presidente Conte alla Camera e io al Senato le abbiamo detto che devono andare a casa", ha ricordato Pirondini. Resta la questione, però: l'opposizione sarebbe impreparata? "Noi siamo ovviamente pronti, l'obiettivo di qualunque opposizione è mandare a casa il governo il prima possibile ed è anche il nostro", ha dichiarato Orfini. "Il campo progressista sta provando a creare un'alternativa a questo governo deleterio, è una notizia positiva ed è un progetto che sicuramente va avanti, anche con qualche difficoltà", ha aggiunto Pirondini.
Non c'è ancora chiarezza su chi sarebbe la guida della coalizione. Per il senatore M5s resta la linea: "Prima capire il perimetro dei punti programmatici. Poi, definite le cose che si vogliono fare una volta al governo, si decide quali forze politiche possono sostenere quel tipo di progetto".
Piccolotti ha ribadito le cinque priorità di Avs ("energia rinnovabile, lavoro e salari, scuola e università, casa, sanità"). E ha commentato la convivenza con le forze più centriste della possibile coalizione: "dobbiamo costruire una coalizione larga e che deve accogliere diverse anime e diverse culture politiche, però deve avere un programma chiaro e degli impegni chiari fin dall'inizio. Chi entra in questa coalizione deve sapere che noi il salario minimo intendiamo farlo. Punto". E ancora: "Stiamo discutendo di forze che sono sul (3% di consensi, ndr), è vero che sono forze in cui ci sono ex presidenti del Consiglio, ex ministri, quindi gli si dà tanta importanza mediatica, però è anche vero che il peso elettorale non pare permettere un condizionamento così pesante".
De Priamo ha "escluso assolutamente" che ci siano elezioni anticipate. "Giorgia Meloni è una persona che quando mette la faccia su qualcosa lo fa con determinazione e decisione". Parlando di riforme, ha aggiunto che "la verità è che non c'era nessuna disponibilità di fare una riforma della giustizia insieme, tantomeno una riforma del premierato o comunque una riforma dell'ordinamento dello Stato. L'unico modo che avevamo per fare le riforme era quello che abbiamo portato avanti. Proseguiremo, completeremo il programma e ci presenteremo agli italiani, che poi avranno tutti gli elementi per poter dare un giudizio sulla conferma o sulla non conferma del governo".
Il caso Delmastro, De Priamo (FdI): "Sfortunato, una leggerezza"
La puntata ha toccato anche, per due volte, il caso Delmastro. L'ormai ex sottosegretario alla Giustizia di FdI, dimissionario dopo la sconfitta al referendum per il caso del ristorante aperto con la figlia di un prestanome di camorra. "Quando tu scopri che un tuo sottosegretario ha fondato una società con la figlia di un prestanome della mafia, se tu citi Borsellino ogni cinque minuti, Delmastro lo devi cacciare non solo dal governo, ma anche dal tuo partito. Se non lo fai sei un ipocrita", ha attaccato Pirondini.
Il direttore di Fanpage.it, Francesco Cancellato, ha anche chiesto a De Priamo un'impressione sulla vicenda: "È stato sicuramente un atteggiamento di leggerezza quello del collega Delmastro, perché io penso che un parlamentare debba essere molto molto attento", ha commentato il senatore. "A prescindere ora dalla sfortuna di aver incontrato una vicenda come quella di una famiglia legata a delle indagini molto pesanti, in generale quando si fa il parlamentare a mio avviso è meglio concentrarsi solo e unicamente su quell'attività", ha aggiunto, per poi concludere: "Credo nella buonafede di Delmastro".