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Manovra 2024

Dai mutui al Superbonus, tutte le novità sulla casa nella manovra del governo Meloni

Dai mutui agli affitti brevi, passando per Superbonus e tasse: la manovra economica del governo Meloni prevede una serie di novità e conferme sul tema casa, molte delle quali hanno causato polemiche politiche interne e con le opposizioni.
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A cura di Tommaso Coluzzi
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Bonus edilizi (ormai ex super), mutui, affitti, tasse. Le novità sulla casa contenute nella manovra di bilancio del governo Meloni, che in questo momento si trova in fase di discussione in commissione al Senato, sono diverse. La più importante riguarda sicuramente il Superbonus, che ormai non è più al 110% da tempo: già passato al 90% nel 2023, nel 2024 scalerà al 70%. Restano finanziati per un altro anno i bonus ristrutturazioni, verde, barriere architettoniche ed ecobonus. Poi, probabilmente, verranno tagliati, ma per il 2024 saranno ancora in vigore. A proposito di bonus: salta il bonus acqua, per l'installazione di impianti di filtraggio in casa, mentre il bonus mobili vede crollare il tetto di spesa da 8mila a 5mila euro, ma la detrazione resta al 50% della spesa. Salta anche il bonus Iva per l'acquisto di case di classe energetica A e B.

Un'altra novità importante è l'aumento della cedolare secca per gli affitti brevi dal 21% al 26%, che ha fatto litigare a lungo la maggioranza. La misura dovrebbe entrare in vigore dal 2024 e riguardare solo il secondo appartamento in affitto per meno di 30 giorni. Secondo parte della maggioranza, però, la misura è necessaria per provare a contrastare il caro-affitti nella grandi città, influenzato dall'elevato numero di case vacanze per turisti. Non ci sono altre novità per quanto riguarda gli affitti, poiché la misura è mirata solo a contrastare quelli brevi.

Una delle misure che ha ottenuto la proroga, invece, è il bonus per i mutui per gli under 36. Il governo ha esteso per un anno la garanzia dello Stato sui mutui prima casa dei giovani, investendo quasi 300 milioni. Resta sullo sfondo la riforma del catasto, che dovrebbe invece entrare in vigore sempre il prossimo primo gennaio, ma non è ancora chiaro con quali regole. Su questo il governo potrebbe intervenire nuovamente da qui a fine anno.

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