Crollo ponte Morandi a Genova
15 Agosto 2018
17:35

Crollo Ponte Morandi, governo contro Benetton: “Revoca concessione e 150milioni di multa”

Mentre devono ancora entrare nel vivo gli accertamenti della magistratura i ministri Toninelli, Di Maio e Salvini paiono determinati nel voler revocare la concessione a Benetton sulle autostrade italiane.
A cura di Davide Falcioni
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Crollo ponte Morandi a Genova

"I vertici di Autostrade per l’Italia devono dimettersi, prima di tutto. E visto che ci sono state gravi inadempienze, annuncio fin da ora che abbiamo attivato tutte le procedure per l’eventuale revoca delle concessioni, e per comminare multe fino a 150 milioni di euro". A dettare la linea del governo sulla tragedia del crollo del Ponte Morandi a Genova, che ha causato decine di vittime e danni incalcolabili non solo alla città, ma nel complesso a tutto il sistema viario italiano, è il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli, che stamattina insieme al vicepremier Di Maio ha effettuato un sopralluogo a Genova. Il governo si è riunito nel pomeriggio di oggi in un Consiglio dei Ministri che si annuncia decisivo. Vi partecipano, oltre al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, anche i suoi vice Di Maio e Salvini, Toninelli come titolare del dicastero competente e il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti.

Il governo sembra essere dunque intenzionato ad andare fino in fondo. Prima ancora che la magistratura chiarisca le responsabilità, Di Maio ha attaccato fa famiglia Benetton, proprietaria di Autostrade per l'Italia: "Per la prima volta c’è un governo che non ha preso soldi da Benetton, e siamo qui a dirvi che revochiamo i contratti e ci saranno multe per 150 milioni di euro. Autostrade per l’Italia è stata coperta politicamente da governi precedenti. Noi non faremo da palo a chi non fa la manutenzione dei ponti. Autostrade ha poi la sede finanziaria in Lussemburgo, quindi manco pagano le tasse. Se il ponte era pericolante dovevano dire che andava chiuso". Anche Matteo Salvini, prima ancora dei Cinque stelle, è stato deciso: "La revoca delle concessioni è il minimo che ci si possa aspettare", ha detto il leghista a Radio 24.

Accuse alle quali ha replicato la società Autostrade per l'Italia, spiegando che il Ponte Morandi crollato a Genova "era monitorato dalle strutture tecniche della Direzione di Tronco di Genova con cadenza trimestrale secondo le prescrizioni di legge e con verifiche aggiuntive realizzate mediante apparecchiature altamente specialistiche". Durante il monitoraggio del viadotto Polcevera "le strutture tecniche preposte si sono avvalse, per valutare lo stato di manutenzione del viadotto e l’efficacia dei sistemi di controllo adottati, di società ed istituti leader al mondo in testing ed ispezioni sulla base delle migliori best practices internazionali". Gli studi effettuati "hanno sempre fornito alle strutture tecniche della società adeguate rassicurazioni sullo stato dell’infrastruttura". Autostrade per l'Italia ha quindi chiosato: "Negli ultimi cinque anni (2012-2017) gli investimenti della società in sicurezza, manutenzione e potenziamento della rete sono stati superiori a 1 miliardo di euro l’anno".

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