La crisi di governo aperta dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini, rischia di avere ripercussioni anche sul mondo della scuola e su assunzioni, concorsi e condizione dei precari. Il rischio è quello che alcune importanti decisioni riguardanti il mondo della scuola vengano rinviate. La prima cosa che potrebbe saltare in caso di crisi di governo, con il voto sulla mozione di sfiducia nei confronti di Giuseppe Conte, è l’accordo trovato tra l’esecutivo e le parti sociali ad aprile. Un’intesa che prevede maggiori risorse per gli stipendi degli insegnanti: un aumento di stipendio per i docenti che potrebbe saltare. L’accordo prevedeva anche delle soluzioni alla questione del precariato, con la possibilità per chi insegna da più di 36 anni di avere dei percorsi per l’immissione in ruolo. Il problema è che tutte queste misure necessitano di risorse che il governo avrebbe dovuto stanziare con la legge di Bilancio 2020. Che non si sa chi (e quando) varerà.

L’accordo con le parti sociali e il decreto salvo intese

L’accordo con le parti sociali prevedeva anche misure urgenti di reclutamento per i precari. La concretizzazione di quell’intesa doveva avvenire in Consiglio dei ministri il 6 agosto. Però in quella sede il Cdm ha dato il via libera al decreto salvo intese. Si sarebbe dovuti arrivare alla pubblicazione del decreto il 28 agosto. Una ipotesi ora remota, perché sul testo c’erano remore da parte dei 5 Stelle. E difficilmente ci si potrà di nuovo sedere al tavolo – in piena crisi – per ridiscutere queste misure.

Il decreto riguarda anche i Pas, i Percorsi abilitanti speciali per i precari con almeno tre anni di servizio: una strada che avrebbe portato all’abilitazione attraverso dei corsi universitari circa 25mila prof. Anche questo aspetto, dunque, dovrebbe saltare. Insieme al concorso straordinario che aveva l’obiettivo di portare circa 24mila docenti all’interno delle graduatorie.

I concorsi e le assunzioni

Altro rischio è quello per i concorsi per la cattedra del 2019. Il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, ha più volte annunciato, durante l’anno, l’arrivo del concorso per il mondo della scuola. Ma finora nulla è stato sbloccato. I rinvii degli scorsi mesi, dunque, sanciscono quasi certamente l’esclusione di un’ipotesi di concorsi ora: è altamente improbabile che un governo in crisi o un esecutivo transitorio possa bandire un concorso. La buona notizia per il mondo della scuola riguarda invece le assunzioni autorizzate negli scorsi giorni: per i circa 53mila docenti (più i presidi e il personale Ata) le assunzioni sono confermate e non ci sono rischi.