Matteo Salvini ha certificato l'apertura della crisi di governo e la rottura dell'alleanza che ha portato a Palazzo Chigi Lega e Movimento 5 Stelle. Il capo politico pentastellato e vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio, replica attraverso una nota: "Noi siamo pronti, della poltrona non ci interessa nulla e non ci è mai interessato nulla, ma una cosa è certa: quando prendi in giro il Paese e i cittadini prima o poi ti torna contro. Prima o poi ne paghi le conseguenze". Il ministro del Lavoro, dunque, risponde prontamente a Salvini e maschera la sua preoccupazione, iniziando subito ad attaccare i suoi ormai ex alleati durante l'esperienza del governo guidato da Giuseppe Conte. La crisi è stata ufficializzata questa sera da Salvini, che ha reso noto quanto chiesto oggi a Conte: passaggio in Parlamento per formalizzare la crisi e nuovo voto immediato, senza governi tecnici o rimasti. Una linea – quella sui governi tecnici – sposata anche dai 5 Stelle. In mattinata, prima dell'incontro tra Conte e Salvini, il presidente del Consiglio è salito al Colle per parlare con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Di Maio punta però a ottenere un importante risultato prima della fine del governo: votare la riforma che prevede il taglio del numero dei parlamentari. E per questo motivo il capo politico M5s rivolge una sorta di appello a tutte le forze politiche presenti in Parlamento: "Ad ogni modo c'è una riforma a settembre, fondamentale, che riguarda il taglio definitivo di 345 parlamentari. È una riforma epocale, tagliamo 345 poltrone e mandiamo a casa 345 vecchi politicanti". Il punto da cui parte Di Maio riguarda la riapertura delle Camere per parlamentarizzare la crisi: se questo dovesse avvenire, come sembra negli ultimi minuti, la Camera può anche approvare in via definitiva questa legge, cara ai 5 Stelle: "Se riapriamo le Camere per la parlamentarizzazione, a questo punto cogliamo l'opportunità di anticipare anche il voto di questa riforma, votiamola subito e poi ridiamo la parola agli italiani. Il mio è un appello a tutte le forze politiche in Parlamento: votiamo il taglio di 345 poltrone e poi voto”.