Il virologo Andrea Crisanti, docente di Microbilogia all'università di Padova, è convinto che il lockdown è uno scenario ormai inevitabile, vista la curva epidemiologica. Secondo la sua valutazione ne saremo fuori verso la fine del 2o21, inizio del 2022. In un'intervista a ‘la Repubblica' parla del rischio concreto di una terza ondata, se durante le vacanze di Natale ci sarà un via libera da parte del governo: "Piuttosto che riaprire per Natale, penso che la situazione sia così malmessa da dover consigliare l’opposto: approfittare delle ferie di fine anno per chiudere tutto in quelle due settimane e cercare di fermare il contagio. Ma capisco che bisogna tener conto delle esigenze dell’economia".

L'esperienza di Crisanti, in Veneto, dove ha affiancato il presidente della Regione Zaia nella gestione di uno dei primi focolai, quello di Vò Euganeo, lo colloca tra i maggiori esperti nazionali sul coronavirus. Secondo il virogolo, per vedere all'orizzonte segnali positivi sul fronte della pandemia, come ha detto il ministro della salute Roberto Speranza "occorre una grande fede".

"Se si osserva la curva dei contagi e la dinamica dei decessi si capisce come siamo in una situazione sovrapponibile a quella di marzo – precisa – E se consideriamo che con il lockdown totale di allora abbiamo dovuto attendere fine aprile per intravedere la famosa fine del tunnel, si può intuire a che punto ci troviamo. E qui non stiamo nemmeno facendo un vero lockdown". Quindi "L'impatto delle misure restrittive sarà inferiore a quello di allora e servirà più tempo perché le restrizioni producano effetto".

Il suggerimento di Crisanti al governo è  quello di "fare qualcosa: prolungate gli orari di apertura dei negozi, scaglionate gli ingressi, evitate in tutti i modi gli assembramenti, a casa e fuori". Per l'esperto dobbiamo decidere "quanta sofferenza e morti siamo disposti ad accettare. Il sistema può anche reggere e allo stesso tempo avere un numero di decessi maggiore rispetto alla prima ondata. Ma la metrica dovrebbe essere tarata sulla sofferenza umana e sociale, non sulla tenuta del sistema". Inevitabile quindi un nuovo lockdown: "I numeri lo imporrano – dice – L’Rt resterà superiore o uguale a uno a lungo. È una questione matematica". Quanto ai controlli, "con questo livello di contagi il numero di tamponi effettuato non ha più senso. Aveva senso farne 400mila al giorno per bloccare la catena di diffusione. Ormai la marea del virus è fuori controllo".