Con l'ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza cambia la mappa colorata delle Regioni: la Lombardia e la Sardegna tornano in zona ‘arancione'.

Al momento quindi le uniche aree rosse sono Sicilia e Provincia Autonoma di Bolzano; in zona gialla troviamo: Basilicata, Campania, Molise, Provincia autonoma di Trento, Toscana; nell'area arancione: Abruzzo, Calabria, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria, Valle d’Aosta, Veneto. La maggior parte delle Regioni è passata nelle fasce attuali solo la scorsa settimana, e dunque occorrerà aspettare almeno fino a venerdì prossimo: devono trascorrere almeno 14 giorni per stabilire il passaggio di fascia di una Regione in un colore meno acceso.

Secondo il monitoraggio effettuato dall'Iss e dal ministero della Salute sono 4 oggi le Regioni considerate a rischio alto, contro le 11 della settimana scorsa: si tratta della Provincia di Bolzano (Rt 1,03), Sardegna (Rt 0,95), Sicilia (rischio alto con molteplici allerte di resilienza e Rt a 1,27) e Umbria (Rt 1,05).

Il Lazio invece avrebbe i parametri necessari per scendere di colore: passato in arancione per la prima volta la scorsa settimana,  ha già un Rt sotto 1 (0,94) e una classificazione di rischio "Moderata ad alto rischio di progressione a rischio alto". Nonostante la situazione sia migliorata in questo territorio si dovrà attendere venerdì 29 per l'eventuale ‘promozione'.

Sono considerate a rischio moderato 11 regioni: Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Pa/Trento, Puglia, Valle d'Aosta e Veneto. In 5 regioni classificate a rischio moderato viene segnalata alta probabilità di progressione a rischio alto: tra queste appunto il Lazio, e poi Marche, Molise, PA/Trento e Valle d'Aosta. Sei infine le Regioni classificate a rischio basso: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Liguria e Toscana.

Il caso Lombardia

Con l'ultimo dpcm è stato stabilito che una Regione passa automaticamente in zona arancione con un livello di rischio alto, anche con Rt sotto l'1. La Sardegna infatti l'unica tra quelle menzionate a essere ancora in zona gialla, passerà in zona arancione da domenica, insieme alla Lombardia. Quest'ultima, dopo la comunicazione di nuovi dati forniti dalla Regione, può passare dalla zona rossa a quella arancione, senza aspettare le due settimane che dovrebbero obbligatoriamente trascorrere per poter avere un allentamento nelle restrizioni.

La Regione Lombardia, nella settimana in corso, "ha modificato i dati relativi alla settimana precedente il 22 gennaio. La modifica – sottolinea una nota dell'Iss – ha riguardato in particolare il numero di pazienti sintomatici con infezione confermata sui quali si basa il calcolo dell'Rt. Questa variazione ha comportato la modifica della stima di Rt della settimana precedente".

Dalla Regione smentiscono: "Nessuna richiesta di rettifica, ma un necessario aggiornamento di un ‘campo del tracciato' , tracciato che quotidianamente viene inviato all'Istituto Superiore di Sanità", scrive in una nota Palazzo Lombardia, rispondendo all'Iss. "Azione, condivisa con l'Istituto Superiore di Sanità – prosegue la nota – resasi necessaria a fronte di un'anomalia dell'algoritmo utilizzato dall'ISS per l'estrazione dei dati per il calcolo dell'Rt, segnalata dagli uffici dell'assessorato al Welfare della Regione e condivisa con Roma".

"Per quanto riguarda la trasmissione dei dati, la Lombardia è sempre mandato dati puntuali, precisi e corretti", assicura il governatore Fontana. Il presidente leghista rivendica anche un indice Rt medio di 0,82 la Regione Lombardia per la settimana che va dall'11 al 17 gennaio. "Sono ben 18 le Regioni messe peggio di noi", sottolinea.

"La regione Lombardia andrà in zona arancione ma la settimana scorsa aveva certificato dati diversi", prova a mediare il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, intervenuto a ‘Titolo V', trasmissione su Raitre, "Torniamo alla leale collaborazione", è l'invito dell'esponente del Pd.