Aperti sette giorni su sette, dodici ore al giorno. Sono queste le linee guida – non vincolanti – della Protezione civile per i centri vaccinali. O meglio: i punti vaccinali territoriali straordinari. Il documento, che domani sarà inoltrato alle Regioni, è stato pubblicato da Quotidiano sanità, e descrive le caratteristiche che dovranno avere i nuovi centri. Non solo l'apertura dal lunedì alla domenica, ma anche le aree raggiungibili facilmente con i mezzi pubblici, l'accesso garantito alle persone disabili e dei percorsi chiari e definiti per le diverse fasi, dall'accettazione alla fase di osservazione dopo aver ricevuto la dose di vaccino.

Il documento è stato redatto per dare indicazioni utili per creare una rete omogenea di punti vaccinali territoriali straordinari a livello nazionale. I centri saranno realizzati in "luoghi o spazi collettivi", nel testo si parla di palestre, palazzetti, parcheggi dei supermercati o "ogni altro spazio idoneo allo scopo". Chiaramente sono inclusi i luoghi che già sono utilizzabili, come gli ambulatori medici.

I punti vengono divisi in tre categorie: maggiori, minori e mobili. I maggiori devono avere almeno 5 linee vaccinali, restare aperti tutti i giorni per dodici ore e avere una superficie di almeno 300 mq; i minori 4 linee vaccinali, stessi orari di apertura e una superficie tra i 150 e i 300 mq; i mobili (come le tende da campo) devono avere 2 linee vaccinali ed essere aperti almeno 8 ore al giorno tutti i giorni.

Le fasi della vaccinazione sono scandite e organizzate in uno schema contenuto nel documento. All'ingresso viene verificata la temperatura corporea e viene effettuata una sanificazione, poi avviene l'accettazione. In seguito viene fatta un'anamnesi con valutazione clinica prevaccinale. A questo punto si attende il proprio turno distanziati. Viene preparata la dose di vaccino e avviene la somministrazione, dopodiché ci sarà un'ulteriore zona dove si attende almeno 15 minuti in stato di osservazione. Poi sarà possibile uscire dal centro.