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Come funziona la tassa sugli extraprofitti delle banche

Cosa sono gli extraprofitti delle banche, come funziona la nuova tassa e che cosa ne pensano i partiti politici: facciamo chiarezza sulla misura annunciata dal governo, che ha l’obiettivo di sostenere famiglie e imprese colpendo i “margini ingiusti”, come li ha definiti Giorgia Meloni, degli istituti di credito.
A cura di Annalisa Girardi
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I titoli bancari crollano in Borsa dopo l'annuncio della nuova tassa sugli extraprofitti, una misura straordinaria in vigore per il resto del 2023 che colpisce i guadagni straordinari delle banche dovuti alle recenti politiche della Bce, per aiutare coloro che sono stati invece svantaggiati da queste stesse politiche. In economia si tratta di una cosiddetta windfall tax, cioè una tassa su profitti eccezionali dovuti a circostanze inconsuete. Secondo le prime stime il governo punta a incassare, grazie a questa tassa, "alcuni miliardi", presumibilmente tra i 2 e i 3.

Dopo l'annuncio del governo, ad ogni modo, la giornata si è aperta in rosso per le quotate a Piazza Affari, con Intesa Sanpaolo che cede circa il 7% e Unicredit oltre il 5%. Secondo gli analisti sono stati spazzati via dalla capitalizzazione in Borsa circa 10 miliardi di euro e con la nuova tassa l'utile netto delle banche nel 2023 potrebbe essere ridotto di circa il 10%. La Lega nel frattempo rivendica la misura: in una nota il Carroccio afferma che "il prelievo sui maxi margini delle banche, che hanno guadagnato decine di miliardi in questo periodo, sia la strada giusta per aiutare lavoratori, famiglie e imprese".

Cosa sono gli extraprofitti delle banche

Secondo un recente rapporto della Fondazione Fiba di First Cisl, nel primo semestre del 2023 le cinque maggiori banche italiane – Intesa Sanpaolo, Unicredit, Bper, Banco Bpm e Mps – hanno registrato una crescita del 57,6% del margine di interesse, salito quindi a 17,814 miliardi di euro complessivi rispetto agli 11,303 del primo semestre. Applicando quindi l'aliquota del 40% ai 6,5 miliardi di incremento si avrebbe quindi un gettito per le casse dello Stato di 2,6 miliardi di euro.

Secondo il ministro degli Esteri Antonio Tajani la tassazione degli extraprofitti è la risposta alle politiche della Banca centrale europea, che dall'estate scorsa continua ad alzare i tassi di interesse per contrastare l'inflazione. Misura che però pesa sui cittadini che un prestito o un mutuo a proprio carico. Il costo del denaro è aumentato molto, basti pensare che con l'ultimo rialzo di fine luglio (il nono) il tasso di interesse sui rifinanziamenti è arrivato al 4,25%, quello sui depositi al 3,75%, e quello sui prestiti marginali al 4,50%. Si tratta dei livelli più alti di sempre da quando esiste l'euro.Sono politiche bancarie necessarie per contrastare i livelli ancora troppo elevati di inflazione, ma che appunto stanno pesando sui cittadini e favorendo gli istituti di credito.

Come funziona la tassa sugli extraprofitti delle banche

Nonostante le critiche alle politiche della Bce e la descrizione della nuova tassa come una risposta a Francoforte, Forza Italia ha comunque criticato le modalità con cui questa è stata presentata eha annunciato emendamenti alla misura: "Le cose potevano essere fatte meglio, ora dobbiamo preservare la nostra credibilità internazionale e rassicurare gli investitori", ha commentato sempre Tajani, suggerendo ad esempio di escludere i piccoli istituti.

È probabile, quindi, che il provvedimento possa cambiare nel suo passaggio parlamentare. Finora, a spiegare come dovrebbe funzionare la misura, ci ha pensato Palazzo Chigi nel comunicato seguito al Cdm:

L’imposta straordinaria è determinata applicando un’aliquota pari al 40% sul maggior valore tra:

  • l’ammontare del margine d’interesse di cui alla voce 30 del conto economico, redatto secondo gli schemi approvati dalla Banca d’Italia, relativo all’esercizio antecedente a quello in corso al 1° gennaio 2023 che eccede per almeno il 5 per cento il medesimo margine nell’esercizio antecedente a quello in corso al 1° gennaio 2022;
  • l’ammontare del margine di interesse di cui alla voce 30 del conto economico, redatto secondo gli schemi approvati dalla Banca d’Italia, relativo all’esercizio antecedente a quello in corso al 1° gennaio 2024 che eccede per almeno il 10 per cento il medesimo margine nell’esercizio antecedente a quello in corso al 1° gennaio 2022.

Dal governo specificano anche che questa imposta straordinaria dovrà essere versata dalle banche nel 2024 e che non sarà deducibile ai fini delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle attività produttive. Infine, viene precisato che "le maggiori entrate derivanti da tale imposta saranno destinate al finanziamento del fondo per i mutui sulla prima casa e per interventi volti alla riduzione della pressione fiscale di famiglie e imprese". Un finanziamento che avverrà in sede di legge di Bilancio.

Cosa pensano le opposizioni della misura

La misura è stata recepita positivamente anche da parte delle opposizioni. Il leader del Movimento Cinque Stelle, Giuseppe Conte, ha sottolineato come il suo partito chieda da mesi di intervenire sugli extraprofitti, precisando che il governo si sia deciso quando migliaia di cittadini sono già in estrema difficoltà. "Ci criticano, ci snobbano, ci accusano di demagogia. Poi non riescono ad ammetterlo, ma devono darci ragione. Da marzo il M5s chiede un intervento sugli extraprofitti accumulati dalle banche per prendere da lì le risorse per sostenere i cittadini alle prese con rincari e caro-mutui. Sono passati cinque mesi e il Consiglio dei ministri si accorge dell'emergenza, quando le famiglie sono già in ginocchio da troppo tempo", scrive l'ex presidente del Consiglio in un post sui social.

Ad ogni modo, secondo Conte, è giusto tassare gli extraprofitti bancari: "Il governo sembra accogliere la nostra proposta di una tassa sugli extraprofitti bancari. Meglio tardi che mai, ma il "tardi" purtroppo lo pagano le famiglie. Attendiamo comunque di leggere il testo. Ci siamo già passati: quando Draghi accolse la nostra proposta sugli extraprofitti in ritardo poi scrisse male la norma. Speriamo la storia non si ripeta".

Infine Conte conclude auspicando che ora la norma sugli extraprofitti venga estesa anche ad altri settori. In particolare quello delle Big Pharma e l'industria bellicaVisto che con grave ritardo ha accolto il nostro suggerimento, il governo faccia pure un altro respiro e si dia un altro colpo di coraggio con le nostre proposte: estenda la norma sugli extraprofitti accumulati anche dal settore di assicurazioni, aziende farmaceutiche e belliche. E questa volta lo faccia rapidamente, l'emergenza è ora".

Le tensioni all'interno della maggioranza

Il Terzo polo si è mostrato invece critico rispetto alla misura. Carlo Calenda di Azione, ad esempio, l'ha definita "un pericoloso precedente" dopo la quale potrebbero arrivare tassazioni extra in molti altri ambiti. Ma, come abbiamo visto, anche all'interno della maggioranza questa nuova tassa ha creato scompiglio. Le critiche di Forza Italia riguardano più che altro il metodo con cui la misura è stata presentata, ma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha tirato dritto, rivendicando che si sia trattato di una sua iniziativa e affermando che si tratti di una tassa sui "profitti ingiusti, non su margini legittimi".

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