Dopo il monitoraggio settimanale dell'Istituto superiore di sanità, che elabora i dati che vengono inviati dalle Regioni, il ministro della Salute Speranza ha fatto sapere che firmerà una nuova ordinanza, con la quale, a partire da domenica 21 febbraio, passeranno dal giallo all'arancione Campania, Emilia-Romagna e Molise. Nessuna Regione passa in area rossa. In attesa del nuovo dpcm, che dovrà essere varato entro il prossimo 5 marzo, restano valide le regole anti Covid in vigore dallo scorso 16 gennaio 2021. La scorsa settimana, mentre era ancora in carica il governo Conte bis, l'ultimo Consiglio dei ministri ha emanato un decreto che ha esteso il blocco agli spostamenti tra le Regioni di altri dieci giorni (sarebbe scaduto lo scorso 15 febbraio). Pertanto, a prescindere dal colore, il divieto di spostamento tra i territori rimarrà in vigore fino al 25 febbraio. A meno che il nuovo governo non vari un ulteriore decreto dal 26 febbraio dovrebbe essere consentito muoversi tra Regioni gialle.

Spostamenti nel Comune e tra Comuni

In base alle regole anti Covid attualmente in vigore fino al prossimo 25 febbraio 2021 all'interno delle Regioni gialle è consentito spostarsi tra le ore 5.00 e le ore 22.00. È possibile cioè uscire dal proprio Comune, ma come dicevamo, non è possibile uscire dai confini regionali. Tranne che per motivi di salute, necessità o lavoro, che dovranno essere sempre giustificati con l'apposita autocertificazione. Naturalmente è sempre permesso il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, sia in zona gialla sia in zona arancione. Dallo scorso 16 gennaio è consentito anche recarsi presso le seconde case, situate anche fuori Regione. Ma bisogna dimostrare di esserne proprietari, e non valgono le abitazioni dei parenti. Fino al 5 marzo 2021, sia in zona gialla sia in zona arancione, nelle ore notturne scatta il coprifuoco: dalle 22.00 alle 5.00 è vietato circolare per strada, se non per motivi di salute, necessità o lavoro.
In zona arancione le regole sono naturalmente più stringenti: non è consentito uscire dal proprio Comune di residenza o domicilio. Gli spostamenti verso Comuni diversi dal proprio sono consentiti esclusivamente per comprovate ragioni lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. Un'eccezione è rappresentata dai Comuni con meno di 5.000 abitanti: per chi vive in questi centri più piccoli è comunque consentito spostarsi, unicamente tra le 5.00 e le 22.00, entro i 30 km dal confine del proprio Comune (quindi anche in un’altra Regione o Provincia autonoma), con il divieto però di andare nei capoluoghi di Provincia.

Spostamenti tra Regioni

Il divieto di spostamento tra Regioni è stato prolungato di ulteriori dieci giorni dallo scorso 15 febbraio. Anche per evitare di compromettere la campagna vaccinale e per tentare di arginare la diffusione delle varianti del virus, ai cittadini non è permesso di andare da una Regione all'altra, anche se la Regione di destinazione è gialla (chiaramente lo stop vale anche per le Regioni arancioni o rosse). Questo blocco potrebbe essere prorogato anche oltre il prossimo 25 febbraio, in attesa che il governo vari il dpcm con le nuove restrizioni. Le uniche deroghe sono permesse per motivi di salute, lavoro o necessità.

Apertura dei negozi e centri commerciali

Tutti i negozi in zona gialla sono aperti, mentre nei giorni festivi e prefestivi sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all'interno dei centri commerciali e dei mercati, tranne le farmacie, le parafarmacie, i punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole. All'interno dei negozi restano però in vigore le consuete regole anti Covid: distanziamento sociale di almeno un metro, obbligo di mascherina, ingressi contingentati per evitare assembramenti (negli esercizi di vicinato con locali fino a 40 metri quadrati si entra uno per volta).

Anche in zona arancione i negozi sono aperti e quelli che vendono articoli al dettaglio all'interno dei centri commerciali devono chiudere nei week end, a eccezione di farmacie, parafarmacie, i punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole.

Bar e ristoranti

In area gialla bar e ristoranti sono aperti e possono ricevere clienti e offrire un servizio al tavolo anche all'interno dalle 5.00 alle 18.00. Naturalmente negli stessi orari è consentita senza limitazioni la vendita con asporto di cibi e bevande.
Dopo le 18.00 è invece vietato l'asporto, a meno che non si tratti di locali che abbiano come attività prevalente la cucina. Per fare un esempio è vietato vendere bevande, una misura pensata per impedire il consumo dell'aperitivo in piedi davanti ai locali. Per quanto riguarda invece la consegna a domicilio, questa è consentita senza limiti di orario.

La misura che più caratterizza la zona arancione è proprio il divieto di consumate cibi o bevande all'interno di bar, ristoranti, pasticcerie, pizzerie, gelaterie. In zona arancione, tranne nelle ore del coprifuoco, sono permessi invece l'asporto e il domicilio, ma con alcune limitazioni: fino alle 18.00 l'asporto non ha restrizioni. Dalle 18.00 alle 22.00 i locali senza cucina o che vendono prevalentemente bevande, non possono offrire un servizio di asporto. La consegna a domicilio invece è permessa senza limiti di orario. Nono ci sono invece divieti per il consumo di cibi e bevande per i clienti degli alberghi o delle strutture ricettive.

Visite ad amici e parenti

Per quanto riguarda le visite ad amici o parenti in zona gialla è permesso, una sola volta al giorno, spostarsi verso un’altra abitazione privata all'interno della propria Regione o Provincia autonoma, ma solo tra le ore 5.00 e le 22.00. Ci si può recare in un'altra abitazione solo in due persone, oltre a quelle che abitano già nella casa di destinazione. I due potranno comunque portare con sé i figli minori di 14 anni, o le persone disabili o non autosufficienti che vivono con loro.

In zona arancione c'è una piccola differenza: ci si può recare, una sola volta al giorno, in un'altra abitazione privata esclusivamente all'interno del proprio Comune, tra le ore 5.00 e le 22.00. Ma anche in questo caso bisogna essere massimo in due, e nella visita possono essere inclusi anche i figli minori di 14 anni, o le persone disabili o non autosufficienti.