La relazione annuale dell’Autorità nazionale Anticorruzione punta i riflettori su come sta cambiando la corruzione e su cosa stia succedendo con l’emergenza sanitaria ed economica causata dal Covid. Uno degli aspetti sottolineati riguarda le mazzette nella pubblica amministrazione, che riguardano cifre sempre più basse, arrivando persino a solamente 50 euro. Poi ci sono le infiltrazioni delle mafie, con i tentativi che aumentano durante l’emergenza. Sono questi alcuni degli aspetti sottolineati nella relazione di Francesco Merloni, presidente Anac ad interim dopo Raffaele Cantone, che denuncia anche le resistenze mostrate da più parti nei confronti della stessa Anac.

La corruzione nella pubblica amministrazione

Il valore delle tangenti, sottolinea l’Anac, è ormai nettamente sceso e non è solamente in denaro, ma può essere anche corrisposto con l’assunzione di amici e parenti. Le cifre vanno spesso da 2mila a 3mila euro, ma si arriva in alcuni casi persino a soli 100 o 50 euro. Poi ci sono offerte di corruzione non usuali, come ristrutturazioni edilizie, riparazioni, trasporto mobili, pasti, buoni benzina e addirittura in un caso l’offerta di un abbacchio.

Altro tema è quello dei funzionari sotto inchiesta, che in alcuni casi vengono spostati solamente dopo l’intervento dell’Anac e non su iniziativa delle amministrazioni. L’autorità è intervenuta ben 85 volte nell’ultimo anno con procedimenti di vigilanza. Si segnala poi un netto aumento del fenomeno del whistleblowing nella Pa, con 873 segnalazioni nel 2019, rispetto alle 125 del 2015 e con un aumento di 90 casi rispetto al 2018. Più della metà delle segnalazioni è stata però archiviata perché non è competenza di Anac, ma se si registrano possibili illeciti vengono inoltrate alle autorità competenti.

I tentativi di infiltrazione della mafia con l’emergenza Covid

Il trend del fenomeno corruttivo, segnala l’Autorità, è “in continuo aumento” in questi anni, con 633 provvedimenti di interdittiva Antimafia comunicati nel 2019 contro i 573 del 2018. Le organizzazioni criminali di stampo mafioso ricorrono sempre più a sistemi corruttivi, anche cercando di approfittare di situazioni d’emergenza “come quella in corso, con effetti devastanti sul sistema economico e sulle imprese sane, già pesantemente colpite dalla crisi”.

La spesa per il Covid e i prezzi lievitati

L’Anac segnala che per l’emergenza Covid sono stati già spesi tre miliardi di euro. Ma denuncia anche che si sono registrati “comportamenti speculativi e predatori da parte di soggetti variamente posizionati lungo la catena di fornitura, come già emerso da svariate indagini della magistratura”. Le spese cresceranno ancora, soprattutto quelle per i dispositivi di protezione individuale. Finora la voce di spesa più significativa è stata prorio quella per i dispositivi di protezione individuale, con quasi il 70% del totale relativo alle mascherine (un miliardo circa); poi una cifra ingente è stata spesa anche per guanti, camici e visiere e, infine, solo il 3% della spesa è stata destinata all’acquisto dei tamponi.

Per tutti questi dispositivi l’Anac segnala una “abnorme lievitazione dei prezzi” rispetto ai prezzi precedenti all’emergenza. Ancora, gran parte della spesa è stata effettuata nel momento peggiore della crisi: dal primo marzo al 10 aprile sono stati spesi due miliardi di euro. Inoltre, l’emergenza ha comportato un crollo degli appalti, che nel primo quadrimestre del 2020 sono scesi del 24% per numero e del 33% per valore, pari a quasi 19 miliardi di euro in meno. La Regione più colpita è la Lombardia (-63%), mentre alcune sono addirittura in positivo, come il Lazio (+14%).

The Good Lobby: modificare legge su whistleblowing

The Good Lobby, attraverso il direttore Federico Anghelé, rivolge un invito a modificare la legge sui whistleblower: “Come la relazione annuale dell’Anac ha certificato, la corruzione rimane un’emergenza per questo Paese e sempre più spesso i funzionari pubblici ‘si vendono’ per somme modeste e per vantaggi di altro tipo. Per interrompere questi patti corruttivi è sempre più necessario promuovere la figura del whistleblower: le segnalazioni da parte di chi assiste a un illecito sono in forte crescita (ben 873 nel 2019 quelle registrate da Anac) a riprova che la legge ha aiutato moltissimi a uscire allo scoperto. Ora ci aspetta una grande sfida: quella di migliorare la normativa italiana alla luce della nuova direttiva europea che dovrà essere recepita entro la fine del 2021. Occorre che anche il nostro Paese prenda in considerazione la possibilità di fare segnalazioni anonime, che garantiscano in toto la sicurezza di chi decide di evidenziare un potenziale illecito; e che venga estesa la legge anche al settore privato”.