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Coronavirus
10 Novembre 2020
08:51

Coronavirus, torna l’ipotesi lockdown generalizzato: Conte attende il 15 novembre prima di decidere

Se la curva dei contagi dovesse continuare a crescere, nonostante le nuove restrizioni e l’istituzione di zone gialle, arancioni e rosse, il governo potrebbe valutare l’ipotesi di nuove restrizioni e anche di un lockdown generalizzato. La data da cerchiare è quella del 15 novembre, quando il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, valuterà l’effetto delle precedenti misure per capire se sarà necessario intervenire con un nuovo dpcm.
A cura di Stefano Rizzuti
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Le zone arancioni aumentano. Sempre più Regioni vengono considerate in una situazione critica, tanto da dover adottare nuove restrizioni. E intanto il governo torna a prendere in considerazione l’ipotesi di un lockdown generalizzato. Una zona rossa che riguardi tutte le Regioni. La chiusura totale era stata esclusa con il dpcm del 3 novembre, ma ora torna a essere tema sul tavolo della maggioranza, secondo quanto riporta il Corriere della Sera. A chiederlo non sono solo tanti medici e operatori sanitari, ma anche nel governo cresce la preoccupazione. Al momento si pensa a qualche possibile nuova restrizione, magari a partire dalla chiusura dei ristoranti sabato e domenica a pranzo, ma anche dalla sospensione di alcune attività commerciali, soprattutto nelle zone rosse.

Conte vuole aspettare il 15 novembre prima di decidere

Conte vuole aspettare qualche altro giorno prima di qualsiasi decisione. Anche per valutare gli effetti dell’ultimo dpcm e della divisione dell’Italia in tre aree: gialla, arancione e rossa. Il governo, quindi, vuole aspettare almeno il 15 novembre. Data entro cui si dovrebbe capire se il meccanismo messo in campo sta iniziando a funzionare o meno. Ma se la curva dei contagi non verrà invertita, allora l’ipotesi che tutte (o quasi) le Regioni diventino zona rosa non sarà più da escludere. E in tal caso andrebbe anche rivista la lista dei negozi che rimangono aperti. Un nuovo dpcm, dunque, non è da escludere. E, secondo il Corriere, già nel fine settimana si potrebbe riaprire la discussione con le Regioni e il Comitato tecnico scientifico.

La crescita della curva e i benefici del dpcm

A preoccupare è soprattutto la situazione degli ospedali, con il rischio saturazione che potrebbe arrivare anche prima di un’inversione di tendenza chiara della diffusione del Covid.19. Gli esperti che consigliano il governo ritengono fondamentale la data di sabato 7 novembre, quando il dpcm era entrato in vigore da pochi giorni e la mascherina era obbligatoria anche all’aperto da ormai più di un mese. In quel giorno preoccupa la percentuale tra tamponi e positivi (del 17,2%), in crescita di un punto rispetto al giorno prima, ma in linea con la curva prevista. Curva secondo cui dal 9 novembre la crescita dovrebbe essere più debole e dal 15 dovrebbe iniziare la decrescita, con i benefici portati dal dpcm e dalle restrizioni. Anche le previsioni di inizio mese parlavano di un picco intorno al 7-8 novembre, prima della discesa. Ma se così non fosse e la curva dovesse continuare a salire, a quel punto nuove misure saranno necessarie.

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