Nessuna intenzione di sospendere Schengen a causa dell'emergenza del coronavirus: lo afferma il ministro della Salute, Roberto Speranza. "L'accordo di Schengen autorizza a ripristinare temporaneamente controlli alle frontiere. Il ripristino dei controlli deve essere temporaneo e limitato nel tempo corrispondendo a una misura indispensabile a tutelare la salute pubblica. Il direttore del Centro europeo per il controllo delle malattie Ecdc ha affermato che la decisione di sospendere gli accordi di Schengen non è giustificata dal punto di vista scientifico", ha detto Speranza in audizione al Comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell'accordo di Schengen, di vigilanza sull'attività di Europol, di controllo e vigilanza in materia di immigrazione, sulle misure di sicurezza adottate alle frontiere a causa dell'epidemia 2019-nCoV.

"Non ci sono elementi tali da limitare la libera circolazione. Le decisioni del Governo italiano derivano sempre da valutazione scientifica", continua il ministro Speranza, ribadendo che chiaramente la situazione vada sempre seguita con la massima attenzione, ma è "sbagliato fare allarmismi, al momento del tutto infondati". Il ministro ha quindi precisato che le decisioni prese dal governo italiano debbano sempre derivare da valutazioni della comunità scientifica, alla quale spetta il compito di definire il rischio sanitario. Al governo, invece, "spetta il compito di garantire con i provvedimenti un livello di prevenzione e di controllo efficace e proporzionale allo stato di allerta indicato dai nostri scienziati e dalle autorità sanitarie".

Speranza ha quindi proseguito: "L'azione del nostro Governo è ispirata al principio di massima precauzione e su questo principio si basano le misure di controllo in aeroporti e porti, con l'obiettivo di un rapido contenimento di eventuali casi. Dal 5 al 10 febbraio sono stati controllati 5 mila voli. Giovedì si terrà una riunione straordinaria dei ministri della Salute europei, su mia richiesta. Io ribadirò quello che sottolineo da giorni: serve un coordinamento più forte tra i Paesi Ue". Di fronte all'emergenza globale, quindi, il ministro chiama l'Europa a lavorare insieme. "Aver costituito un tavolo tecnico permanentemente riunito ci mette nella condizione di avere professionalità che possono leggere gli sviluppi e penso che possiamo fidarci dei nostri scienziati, fra i migliori al mondo. Sono loro che hanno messo a disposizione le loro competenze e relazioni internazionali al servizio del paese e delle scelte che dobbiamo fare. Non riscontrano la necessità di misure di ulteriore natura. Siamo in evoluzione di una vicenda e l'auspicio è che l'andamento sia confortante e spero che le misure rigorose messe in campo dalla Cina ci portino a una riduzione dell'area di contagio".